Folkest 2026: torna il Festival curioso del mondo nato fra le macerie dell’Orcolat

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Fra gli ospiti: Lou Dalfin, Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto.

1976 – 2026 La forza della parola in musica

Le esplorazioni culturali dal dopo terremoto a oggi

11 giugno – 21 luglio: queste le date di Folkest 2026, l’International folk music festival nato come risposta all’Orcolat (terremoto) del 1976 che compie 48 anni e che quest’anno ha scelto di ricordare quella data spartiacque per il Friuli che ha segnato anche un importante momento di rinascita culturale in cui la musica e la parola in musica hanno permesso una riscoperta delle proprie radici anche nell’incontro con quelle altrui. Questa l’anima di Folkest che nasce proprio allora come risposta di riscoperta delle proprie origini e di apertura ai mille stimoli dal mondo e che, non a caso, porta da tempo come claim quello di Festival curioso del mondo. Fra gli ospiti nazionali e internazionali di questa edizione: Scarlet Rivera, New Trolls, Peppe Voltarelli, Omar Pedrini, Perturbazione, Nomadi, Vincenzo Zitello, Angelo Branduardi, Gianluca Gotto, Lou Dalfin.

Un grande appuntamento con la musica e con la cultura che è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.

Folkest sul territorio

Folkest, come tradizione, prende l’avvio animando il territorio di tutta la regione di musica, fra grandi nomi e artisti da tutto il mondo. Si parte l’11 giugno da Gemona del Friuli con il ruggente folk-rock degli occitani Lou Dalfin, per poi proseguire a Corno di Rosazzo con Camilla Barbarito il 12 giugno. Il viaggio continua ad Amaro con la mitica Scarlet Rivera, già ospite in passato a Folkest, nonché ben nota violinista di Bob Dylan, che torna con i Borderlobo il 13 giugno. Successivamente, il festival farà tappa il 18 giugno a Gorizia con i Tupa Ruja, a Palmanova con i Magazin du cafè il 19 giugno e a Collalto di Susegana nel vicino Veneto con il Fabrizio De André Ensemble. Si prosegue a San Rocco di Forgaria nel Friuli con il gruppo Pasticcio Meticcio il 20 giugno e il giorno successivo a Vito d’Asio con le Urtie.

Il tour toccherà inoltre la città di Ronchi dei Legionari il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno folk, Peppe Voltarelli, per poi approdare a Basaldella di Vivaro con The Strawboys il 25 giugno e San Giovanni d’Antro (Pulfero) con Angelo Baselli e Gianluca Casadei il 26 giugno. Nella stessa data, il festival sarà anche a Romans d’Isonzo con Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls.

Grandissima attesa per la prima volta dei Nomadi al Castello di Udine il 27 giugno. E, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con Gianluca Gotto. Tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a Tramonti di Sopra ci sarà il Turkuaz Trio.

Folkest sul Territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi a Clauzetto il 12 luglio; e poi a Stolvizza di Resia con Sonificazione della Via della Musica con Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello il 19 luglio. Per terminare con un’altra importantissima data il 21 luglio al Castello di Udine con Angelo Branduardi.

Folkest a San Daniele

Dal 3 al 5 luglio San Daniele del Friuli torna ad animarsi con le attesissime giornate centrali del festival: un’esplosione di musica, cultura e incontri in uno dei borghi più suggestivi del Friuli.

Inaugurazione

La città si apre al festival con il concerto d’inaugurazione alle 18.00 nella chiesa di San Antonio Abate, protagonisti gli abruzzesi ZeroFolk Duo, già vincitori del Premio Cesa 2025. Alle 22.15 e 23.10 la piazza Pellegrino ospiterà due showcase internazionali: Scheppe Siwen dal Lussemburgo e Catteh dalla Romania e Natalia Machin dalle Isole Canarie.

Musica fra la gente

Il primo giorno, come da tradizione, la cittadina friulana sarà interamente attraversata dalla musica: i vicoli, le osterie, i bar e le piazze di San Daniele si trasformeranno in palcoscenici viventi. Nella serata di venerdì 3 luglio, la musica invaderà i locali pubblici del centro storico con artisti che si alterneranno in due turni (19.30–20.30 e 21.00–22.00), portando la loro arte direttamente a contatto con la gente.

UpBeat

Torna la partnership con UpBeat, la piattaforma dell’Unione Europea nata da una rete formata dai quattordici più importanti showcase festival continentali, grazie alla quale le giornate di Folkest a San Daniele si animano di musicisti da tutta Europa, ma anche di operatori del settore, produttori, direttori di altri festival e giornalisti.

Quest’anno il programma di UpBeat porta a San Daniele venerdì 3 luglio Scheppe Siwen (Lussemburgo) e Catteh (Romania), mentra domenica 5 luglio sarà la volta di Lennak (Estonia), Junna (Finlandia), Chrust (Polonia), Jarzmo (Polonia), Jorge Garrido (Spagna), e Natalia Machín (Isole Canarie).

Gli Speed Meeting con gli operatori del settore si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio.

Il Premio Alberto Cesa

Il concorso, intitolato al grande musicista piemontese, giunge alla sua 22esima edizione e ha raccolto oltre 150 candidature da tutta Italia.

I cinque artisti selezionati durante le tappe di avvicinamento alle finali si offriranno al pubblico di Folkest in due occasioni: ciascuno con un proprio intero showcase sabato 4 luglio e con un programma ridotto ai brani in gara in occasione della finalissima del Premio Cesa domenica 5 luglio. I finalisti del Premio sono: la pugliese Natalia Abbascià, gli occitani Lindal, il gruppo multi-etnico Ensemble du Sud, la sarda Elisa Carta e i carnici I Cani Sciolti del Mondo Roverso. Rappresentano tutti sensibilità, provenienze e linguaggi differenti, accomunati però da una forte identità musicale e da una ricerca attenta alle radici territoriali e ai suoni delle lingue. Ciascuno di loro si è distinto per originalità, coerenza artistica e capacità di rinnovare il patrimonio della musica popolare attraverso arrangiamenti contemporanei e contaminazioni, oltre a una solida presenza scenica. A condurre la serata finale del Premio saranno Martina Vocci di Tv Koper/Capodistria e Duccio Pasqua di Rai Stereonotte.

La selezione è avvenuta attraverso cinque tappe distribuite lungo lo Stivale (Arezzo, Cervasca, Roma, Arbizzano Santa Maria e Codroipo, in un percorso che ha coinvolto giurie qualificate, operatori del settore e pubblico, confermando la formula del Premio come uno dei momenti più significativi dedicati alle nuove proposte del folk italiano. Il livello artistico particolarmente alto ha reso il lavoro di valutazione complesso e stimolante, a testimonianza della vitalità della scena attuale. I finalisti saranno ora chiamati a confrontarsi con una prova identitaria che da alcune edizioni caratterizza il Premio: musicare, arrangiare e cantare un testo in lingua friulana del poeta Federico Tavan, figura centrale della letteratura friulana contemporanea. Un momento creativo che rappresenta non solo una sfida artistica, ma anche un’occasione di dialogo tra tradizione letteraria e musica popolare, in stretta collaborazione con Morganti Editori, curatrice dei diritti delle opere del poeta. I primi tre classificati alla serata finale a San Daniele del Friuli parteciperanno di diritto a Folkest 2027. Il primo classificato inoltre riceverà un premio da parte del Nuovo Imaie, e parteciperà al Festival Ethnos di Torre del Greco. La Giuria assegnerà inoltre un Premio Speciale per la miglior interpretazione di un testo di Federico Tavan.

Ospite della serata del Premio Cesa, per chiudere in bellezza le giornate di San Daniele sarà un grande nome della Canzone d’autore italiana, musicista e poeta dalle mille sfaccettature: Omar Pedrini.

Di tutto un po’ a Folkest

La sezione di approfondimento culturale e formazione professionale di Folkest propone anche quest’anno un ricco programma di seminari, conferenze e incontri realizzato in collaborazione con l’Associazione Elenaleddavox di Cagliari, l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo (PN), l’Associazione Furclap di Udine e il Laboratorio musicale da Glauco di San Daniele del Friuli.

La parte online, attiva dal mese di giugno e riservata agli artisti selezionati nel progetto Upbeat, sarà coordinata da Valentina Zanelli, Music Manager Strategist, affiancata dal promoter spagnolo David Sierra, che proporrà temi di grande interesse, soprattutto per i giovani artisti che si avvicinano alla professione e vogliono fare un salto qualitativo, dall’approccio al mercato musicale a come presentarsi agli showcase festival, al diritto d’autore, i diritti connessi, le problematiche della sicurezza e fiscali.

A grande richiesta, in collaborazione con l’Ascom, torna anche il concorso per la miglior vetrina dedicata alla musica, che lo scorso anno ha riscosso un grande successo.

Rai Radio Techetè alla Guarneriana

In collaborazione con Rai Radio Techetè in programma due appuntamenti alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele che verranno registrati e dai quali verranno tratte due trasmissioni radiofoniche a cura di Elisabetta Malantrucco: il primo caso sarà un panel basato su materiali degli Archivi Storici Rai, quest’anno sarà dedicato ai grandi personaggi che hanno incrociato (e ne hanno parlato) il Friuli nei giorni del terremoto. Il secondo sarà riservato all’editoria in lingua friulana, ossia quel vasto vortice d’idee e di nuove realtà editoriali alle quali la temperie culturale del dopo terremoto ha fatto da volano.

La riscoperta del territorio

Domenica 5 luglio, in collaborazione con Promoturismo, il Comune di San Daniele del Friuli e la Pro San Daniele, Folkest torna ad accogliere i viaggiatori del treno storico Trieste–Gemona dedicato a Folkest, conun appuntamento artistico pensato e costruito appositamente per loro. I visitatori saranno inoltreaccompagnati in un percorso di visite guidate che toccherà la Biblioteca Guarneriana, il parco del Castello,la chiesa di San Antonio Abate, il Museo del Territorio, le attività dello Scriptorium Forojuliense e l’antico cimitero ebraico.

Spettacoli per grandi e piccini

Il teatro di strada trasforma le piazze, le vie e i parchi in palcoscenici a cielo aperto, dove ogni angolo può diventare parte dello spettacolo. Attori, mimi e giocolieri — gli artisti di strada — intrecciano le loro performance con l’ambiente circostante, sorprendendo il pubblico e coinvolgendolo direttamente nella rappresentazione. In ogni situazione ciò che conta è l’incontro immediato e autentico tra l’artista e chi osserva, rendendo il teatro di strada un’esperienza unica e vivace, aperta a tutti. Grande attenzione ancora alla Catalogna, dove Barcellona rappresenta uno dei nuclei dell’avanguardia europea del settore, in collaborazione con la Fira Mediterrania de Manresa.

Partnership nazionali e regionali

Patrocini: UNESCO, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Nuovo Imaie, Fondazione Friuli, Ente Friuli nel Mondo, Comune di Udine, Comune di San Daniele del Friuli.

Sostegno: MIC-Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alle Attività Produttive, Fondazione Friuli, Comunità Collinare del Friuli.

Le amministrazioni comunali nel 2026: Amaro, Corno di Rosazzo, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Palmanova, Pulfero, Ragogna, San Daniele del Friuli, Gorizia, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Tramonti di Sopra, Udine.

Le Pro Loco o altre Associazioni di: Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Pulfero, San Daniele del Friuli, Vito d’Asio, Vivaro.

Partner del festival: Assomusica (Roma), Rete Italiana World (Roma), European Folk Network (Edimburgo), Hangvető (Budapest), Associazione Musicale Gottardo Tomat (Spilimbergo), Associazione Musicale Sergio Gaggia (Cividale), Associazione Culturale Furclap APS (Udine), Associazione Progetto Musica (Udine), Fondazione Luigi Bon ETS (Tavagnacco),Associazione Spilimbergomusica (Spilimbergo), Biblioteca Guarneriana (San Daniele del Friuli), XXI Guitar International (Conegliano), Edit Eventi srl (Spilimbergo), Fondazione Andrea Parodi (Cagliari), Associazione Elenaleddavox Quartucciu (CA), Pro San Daniele.

Un salto nelle origini, l’Orcolat: storia di una rinascita

L’edizione di Folkest 2026, la 48esima, non può che essere imperniata sulla memoria dei terribili terremoti del 1976 che hanno segnato questo territorio e le sue popolazioni in maniera indelebile. Dal grande sconquasso della terra, delle case, delle fabbriche e delle chiese (per dirla come Glesie Furlane e l’arcivescovo di Udine, mons. Battisti), come un sasso gettato in un lago, si generò a sua volta uno rovesciamento delle coscienze che avrebbe portato in breve a una profonda riflessione sul ruolo delle genti friulane e del Friuli stesso, aprendosi all’Europa e a quanto stava giungendo nello scambio con mille e mille volontari, organizzazioni, Enti Pubblici che in quei momenti giunsero in soccorso.

Il primo risultato tangibile e commisurabile furono le radio private, che da pochi mesi avevano coraggiosamente iniziato le proprie trasmissioni via etere e che in quel momento si misero a disposizione della gente, facendo da megafono per le varie istanze che via via stavano nascendo e da colonna sonora per le interminabili giornate sotto le tende, nelle baraccopoli o nel forzato esilio lignanese. Una tra le prime fu Radio Rinascita Friuli Centrale (R2FC) che aveva la sede a San Daniele del Friuli: una realtà che si propose da subito anche come centro di aggregazione e produzione culturale, organizzando una serie di significativi concerti (Andrea Centazzo, Pierangelo Bertoli, Lucio Dalla, Prinsi Raimund, Råms, oltre a molte serate dedicate ai gruppi locali, realizzate nella sala del Teatro Ciconi a San Daniele, sopravvissuto al sisma).

E fu proprio all’interno di quella radio che nacque il progetto della Fieste di chenti che, mutando il nome in Folkest, sarebbe diventato il più longevo e significativo esempio italiano di festival dedicato alla world music.

Proprio da lì ebbe inizio anche un autentico e forte revival della musica legata alla tradizione orale, a ciò che il popolo friulano aveva tramandato per secoli e che, con il declinare di quella civiltà contadina così ricca di spessore culturale e così cara a Pasolini, rischiava lentamente di scomparire. Furono organizzate varie campagne di ricerche sul campo da parte di alcuni giovani etnomusicologi e musicisti come Placida Staro, Andrea Del Favero, Valter Colle, Giulio Venier, Lino Straulino, Glauco Toniutti, Marisa Scuntaro, Emma Montanari. Il fatto che in buona parte fossero anche musicisti diede vita a un movimento di rinascita e rifondazione della musica tradizionale del Friuli (incluse le altre minoranze, soprattutto quelle slovene e tedesche). Ciò che pervadeva lo spirito di quei giovani ricercatori era un’apertura al mondo mai verificata prima e che sicuramente va ascritta alla loro crescita sociale e culturale nel periodo del terremoto e del dopo-terremoto. Folkest offrì loro palchi per esibirsi e opportunità di confronto con i migliori artisti europei della world music presenti al festival, provenienti in buona parte dalle aree delle minoranze linguistiche nei vari stati: catalani, bretoni, irlandesi, fiaminghi, galiziani che interagivano con le lingue e le culture che nei secoli hanno fatto ricca la nostra terra, dai friulani agli sloveni, dai tedeschi ai veneti, ciascuno con la propria particolare identità.

Ecco che la forza della parola è diventata il fulcro del fare di Folkest, una parola che si fa memoria quando spesso le memorie delle stesse famiglie e delle comunità andavano perdute. E così l’impegno in una narrazione reciproca: agli altri del Friuli Venezia Giulia e al Friuli del Mondo, trasformando questo Festival in un festival di frontiera e lungo le frontiere: intersezione di sentieri, scambio meticcio di narrazioni, un luogo in cui mare e terra si confondono, restituendo talvolta tesori inaspettati, o relitti di immani naufragi. Se il confine divide, studiato a tavolino, imposto dai trattati e suggellato dai sigilli, artificiale e quindi sempre difficile da sopportare, arbitrario e scomposto, la frontiera al contrario scompagina le carte, ibrida gli accenti, altera le grammatiche. La terra con le sue diversità offre profumi e stimoli: la pietra, il legno, il clima non conoscono limitazioni imposte dalle diplomazie internazionali, così come i profumi delle cucine, il colore dei piatti, la sapienza de

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Lorenza Somogyi Bianchi