13 maggio 2026
Legalità ci piace 2026 – Indagine Confcommercio sui fenomeni illegali
Secondo l’indagine di Confcommercio sui fenomeni illegali, realizzata con Format Research, il 29% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025.
Impatto crimini
- I furti restano il fenomeno criminale percepito in maggior aumento dagli imprenditori (26%), seguiti da atti di vandalismo e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%), rapine (24%).
- Tre imprenditori su dieci (30,2%) temono che la propria impresa possa essere esposta a crimini quali furti, truffe e frodi informatiche, atti vandalici, rapine, aggressioni e i furti rappresentano la principale preoccupazione (32%).
- Il 22,8% delle imprese segnala episodi criminali legati alle baby gang nella zona di operatività e di queste la metà (49,6%) è preoccupata per la propria attività.
- Un’impresa su tre (33%) teme la mala movida, soprattutto per il degrado urbano (50,3%) e per atti di vandalismo e danneggiamenti (45,5%).
- Quasi 7 imprese su 10 (66,6%) si ritengono penalizzate dall’abusivismo e dalla contraffazione, in termini soprattutto di concorrenza sleale (53,5%) e riduzione dei ricavi (22,2%).
Taccheggio
- Oltre 6 imprese del commercio su 10 (62,3%) subiscono il taccheggio e, tra queste, quasi 1 su 5 (19,8%) ne è colpita più volte a settimana o quotidianamente.
- Profumi, cosmetici e prodotti per l’igiene personale (19,7%), abbigliamento e calzature (18,9%), accessori moda (16,7%), piccola elettronica, accessori tecnologici, batterie (14,1%), alimentari confezionati, come tonno e carne in scatola, pasta, farine, caffè (13,4%) e alcolici e vino (13,1%) sono i prodotti più taccheggiati.
- Per circa un’impresa del commercio su tre (31,6%) il taccheggio incide in misura significativa sui ricavi, con perdite che nella maggior parte dei casi (88%) arrivano fino al 2%.
Misure di sicurezza
- Quasi nove imprese del terziario di mercato su dieci (87,3%) hanno investito in misure di sicurezza, principalmente in sistemi di videosorveglianza (74%) e di allarmi antifurto (55,5%).
Commercio, città e sicurezza
- Degrado urbano (35,4%), minori opportunità di lavoro (23,3%) e crescita dell’insicurezza dei residenti (20,6%) sono indicate come le principali conseguenze dell’aumento delle chiusure delle attività economiche di quartiere.
- Oltre 7 imprese su 10 sono d’accordo sulla previsione di presidi di sicurezza (come la polizia di quartiere) nelle zone in cui c’è microcriminalità.
- Per oltre un imprenditore su due la presenza di negozi sfitti o chiusi favorisce la diffusione di microcriminalità e vandalismo.
IMPATTO ECONOMICO SU COMMERCIO E PUBBLICI ESERCIZI
Stime Ufficio Studi Confcommercio
Nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 41 miliardi di euro e ha messo a rischio 284mila posti di lavoro regolari, in crescita rispetto all’anno precedente. In dettaglio, l’abusivismo commerciale costa 10,5 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione pesa per 8,5 miliardi, la contraffazione per 5 miliardi, il taccheggio per 5,4 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 7,4 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 4,2 miliardi.
Alcuni momenti della Giornata della Legalità 2026
Al termine dell’evento è stato consegnato il Premio Legalità al Procuratore Capo della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia.
da sinistra: il Procuratore Capo della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, Il Ministro dell’interno Piantedosi, il Presidente di Confcommercio Calo Sangalli, la Vicepresidente di Confcommercio con delega alla Legalità e Sicurezza, Patrizia Di Dio e il Vicepresidente di Anci Stefano Locatelli.