In occasione di Canzoni e Parole, il Festival della canzone italiana a Parigi, i Tazenda presenteranno Irriducibile, il nuovo spettacolo in acustico pensato a contesti più raccolti. L’appuntamento è per mercoledì 20 maggio a Parigi presso il Teatro La Scene Parisienne alle ore 20:00. Un’occasione per raccontare al pubblico parigino la storia appassionante di un gruppo che ha fatto conoscere la musica, la lingua e la cultura della Sardegna in tutto il mondo. La serata sarà aperta da Pepemauro, cantautore e attore italiano originario della Calabria e residente a Parigi, che interpreterà canzoni originali tratte dal suo repertorio. Il 21 maggio, invece, appuntamento presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi alle ore 18:30 per uno spettacolo omaggio all’indimenticabile Andrea Parodi (ingresso gratuito su prenotazione).
Si intitola Irriducibile lo spettacolo acustico dei Tazenda, mirato a contesti di pregio: teatri storici, siti archeologici, auditorium. Un format che punta sulla purezza del suono e sul rapporto intimo con lo spettatore, privilegiando il racconto, la valorizzazione dei testi e una dimensione esecutiva “unplugged” di alta qualità tecnica. Come per Campo unificato, il tour con la band al completo , quest’anno i Tazenda si sono voluti ispirare alla fisica: il titolo, infatti, nasce dalle ricerche di Federico Faggin, fisico italiano di fama mondiale — inventore dei microprocessori che hanno reso possibili computer e telefoni — che ha dedicato gli ultimi anni allo studio della coscienza, arrivando a una conclusione tanto semplice quanto rivoluzionaria: tutto nella materia è divisibile, fino all’atomo e oltre, sempre più in piccolo. Ma c’è una cosa che non si trova per essere divisa, eppure esiste ed è più vicina dei nostri occhi: la coscienza. Quel senso dell’io sono, la presenza, il qui e ora di cui l’Oriente parla da cinquemila anni e che la scienza oggi fatica ancora a definire, ma non può ignorare. Indivisibile, non replicabile da nessun algoritmo: irriducibile, appunto. Il concetto risuona con la storia stessa dei Tazenda: una band che è stata tagliata, spezzata, messa alla prova più volte, eppure non si è mai lasciata ridurre. La loro musica, come la coscienza di Faggin, ha dimostrato di avere un nucleo che non si può dividere. Il tour acustico diventa così anche una riflessione su cosa sia davvero irriducibile nell’esperienza umana: l’identità, la memoria, la creatività, il legame con le proprie radici. Come nel tour principale, il palco diventa un’agorà moderna dove tra le canzoni aleggia la spiritualità e la meccanica quantistica che, ben lontana da essere ovviamente materia accademica, diventa una chiave per interpretare la spiritualità e le connessioni umane: scienza, coscienza, oriente e antichità che convergono e si ritrovano insieme. Questo assetto “unplugged” viene utilizzato anche come piattaforma di sensibilizzazione sociale e civile, intrecciando la musica a tematiche urgenti come la parità di genere, l’ecologia e la tutela dell’identità nei territori a rischio spopolamento.
La formazione
Sul palco Gigi Camedda (voce e pianoforte), Gino Marielli (chitarra e voce) e Serena Carta Mantilla (voce e tastiere), nuova voce ufficiale del gruppo: interprete sensibile, intensa, capace di coniugare delicatezza e potenza, che sa proiettare il progetto verso nuove traiettorie. La sua presenza segna una nuova fase del percorso artistico del gruppo, in continuità con la loro storia e aperta al futuro. Ad accompagnarli l’inseparabile e ormai storico Massimo Cossu (chitarre).
Il repertorio
Quest’anno, i Tazenda getteranno il proprio sguardo sui grandi temi a loro ben cari, camminando in mezzo alla paura delle faide fratricide tra le stupidità della vanagloria (Mamoiada); tra i diseredati che cercano cibo negli immondezzai (Disamparados); nello sguardo della luna che indica una fioca luce nella tenebra di certa umanità (Spunta la luna dal Monte); nelle denunce dei poeti di tutti i paesi del mondo (Bonas noas).