Il “Fiore del partigiano” sboccia in Assemblea legislativa: memoria e tradizione artigiana si incontrano — Assemblea legislativa. Regione Emilia-Romagna

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Esistono simboli capaci di dare forma visibile ai valori più profondi della nostra storia, unendo il ricordo del passato alla creatività delle nuove generazioni e all'antica sapienza delle mani. Il progetto Concittadini ha vissuto un momento di straordinaria intensità in occasione delle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione. Grazie alla sinergia tra il mondo della scuola e le realtà del territorio, è nato il “Fiore del partigiano”, un’opera scultorea in arenaria concepita per mantenere vivo il ricordo dei martiri della Resistenza e i valori di libertà sui quali si fonda la nostra comunità.

Un'opera d'arte nata tra i banchi e la pietra

L'iniziativa ha visto come assoluti protagonisti gli studenti della classe 4 G del Liceo Laura Bassi di Bologna, che hanno ideato il disegno del fiore. La traduzione della splendida idea in pietra è avvenuta "in diretta" grazie alla maestria degli scalpellini di Montovolo dell’Associazione Fulvio Ciancabilla. Questo speciale connubio ha permesso non solo di commemorare la ricorrenza del 25 aprile, ma anche di valorizzare e riscoprire l’antico mestiere tradizionale dello scalpellino bolognese, offrendo ai ragazzi un laboratorio di cittadinanza e artigianato unico nel suo genere.

Da Marzabotto a viale Aldo Moro: il viaggio del simbolo

La scultura è stata ufficialmente consegnata al presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, il quale ha espresso grande orgoglio per un'iniziativa inedita capace di unire l'eccellenza della tradizione lavorativa locale ai valori della lotta partigiana. Grande soddisfazione è stata manifestata anche da Stefano Vannini e Roberta Tiberi dell’associazione Ciancabilla, che hanno rimarcato la valenza culturale ed educativa dell'evento. L'opera, dopo essere stata esposta a Marzabotto lo scorso 25 aprile in occasione della Festa della Liberazione, è ora tornata a Bologna per la sua collocazione permanente nella sede di viale Aldo Moro, accanto ad altre sculture storiche del territorio. Questo percorso, che ha beneficiato anche del contributo di Anci Emilia-Romagna, dimostra come la memoria storica possa declinarsi in forme nuove, partecipate e concrete.

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