Nuove Tecniche Genomiche: l’appello delle associazioni dei consumatori alla GDO - CONFCONSUMATORI

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Un appello congiunto in un momento decisivo per la regolamentazione europea

Mentre il Parlamento Europeo si prepara a votare il nuovo regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), le associazioni dei consumatori italiane hanno scelto di intervenire con una posizione chiara e condivisa. La mancanza di un dibattito pubblico approfondito in Italia, unita alla complessità del tema, ha spinto le organizzazioni a rivolgersi direttamente alla GDO per chiedere un confronto trasparente e responsabile.

Cosa prevede il nuovo regolamento e perché preoccupa

Il testo in discussione introduce una deregolamentazione significativa per le piante NGT di categoria 1: niente autorizzazioni preventive, niente valutazioni del rischio, niente etichettatura. Una scelta che, secondo le associazioni, rischia di creare un precedente pericoloso: prodotti ottenuti con tecniche di ingegneria genetica potrebbero arrivare sugli scaffali senza che il consumatore ne sia informato. Un arretramento rispetto al sistema di garanzie costruito negli ultimi vent’anni a livello europeo.

La posizione dei consumatori: informazione e precauzione

Le indagini più recenti mostrano una posizione netta: la maggioranza degli italiani non vuole rinunciare all’etichettatura e alla tracciabilità dei nuovi OGM. Il diritto a sapere cosa si mangia è percepito come un pilastro irrinunciabile della sicurezza alimentare. Per questo le associazioni chiedono che le NGT restino soggette alle stesse regole previste per gli OGM tradizionali, nel rispetto del principio di precauzione.

Il ruolo della GDO e il rischio per la garanzia “GMO free”

La grande distribuzione è un attore chiave: se il regolamento venisse approvato nella forma attuale, le catene non avrebbero più gli strumenti per garantire l’assenza di ingredienti derivati da ingegneria genetica nei prodotti a marchio. La dicitura “GMO free”, costruita negli anni come elemento di fiducia e trasparenza, perderebbe significato. Da qui la richiesta di un confronto urgente per valutare insieme come tutelare i consumatori e preservare la credibilità delle filiere.

Una richiesta di incontro per costruire una posizione comune

Le associazioni firmatarie hanno chiesto un incontro ai vertici delle principali catene della GDO — Coop Italia, Conad, Esselunga, Lidl, Selex, Aspiag, Poli, MPreis Italia, Aldi e Carrefour — per discutere le possibili conseguenze del regolamento e individuare iniziative comuni. L’obiettivo è unire domanda e offerta in un fronte condiviso che difenda trasparenza, tracciabilità e libertà di scelta.

Le associazioni dei consumatori firmatarie:

ACP-Aiace-Sdc, ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef APS, Associazione URT, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, iConsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento del Consumatore, Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Unione Nazionale Consumatori, Centro Tutela Consumatori Utenti.

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