Giornata mondiale senza tabacco: perché smettere è urgente anche per la salute del seno - Europa Donna Italia

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Giornata mondiale senza tabacco: perché smettere è urgente anche per la salute del seno

Che cos’è il 31 maggio? È la giornata che ci ricorda quanto fa male fumare sigarette, “svapare” e, in generale, utilizzare prodotti che contengono nicotina. Ed è anche l’occasione per lanciare un allarme. Dati alla mano, in tutto il mondo, Italia compresa, 15 milioni di adolescenti (di età compresa tra i 13 e i 15 anni) utilizzano già le sigarette elettroniche e 40 milioni, sempre nella stessa fascia di età, fanno uso di tabacco. Per questo, la Giornata invita a spezzare la dipendenza da nicotina e da tabacco, coinvolgendo anche gli adulti, gli insegnanti, i genitori. Già, perché smettere fa bene a tutti e a tutte le età. Oggi è noto che il rischio oncologico non riguarda solo il polmone, ma anche altre parti del corpo. Compreso il seno, al contrario di quanto si credeva un tempo.

Fumo e tumore al seno: una meta-analisi cambia la prospettiva

Una meta-analisi conferma che il fumo di sigaretta è associato a un aumento del rischio di tumore al seno, indipendentemente dall’età in cui si inizia a fumare. Sono stati analizzati 50 studi epidemiologici internazionali per capire se il momento di inizio del fumo possa influenzare il rischio. I ricercatori hanno suddiviso le donne in base all’età di inizio del fumo: entro i 15 anni, tra i 15 e i 20 anni e dopo i 20 anni. I risultati? Iniziare a fumare entro i 15 anni aumenta il rischio di tumore al seno dell’8%; tra i 15 e i 20 anni del 10%; dopo i 20 anni dell’8%. Certo, serviranno altri studi, sottolineano i ricercatori, ma rimane comunque lampante l’invito a smettere.

Cresce il rischio anche con il fumo passivo

Attenzione anche al fumo passivo, cioè a quello respirato perché sono altri accanto a fumare. La prova in questo caso viene da una meta-analisi italiana. I ricercatori hanno analizzato 63 studi epidemiologici pubblicati fino al 2022, valutando il legame tra esposizione al fumo di altri e sviluppo della malattia. Nel complesso, le donne esposte al fumo passivo presentavano un rischio di tumore al seno aumentato del 24% rispetto a chi non era esposto. Il rischio variava in base al luogo di esposizione: +17% per esposizione in casa e +24% per esposizione sia in casa sia al lavoro. Lo studio mostra inoltre una relazione dose-risposta: più lunga e intensa è l’esposizione al fumo passivo, maggiore è il rischio di tumore al seno.

Un team contro il fumo: perché smettere insieme funziona di più

Non rimane, dunque, che smettere e senza perdere tempo, come indicato anche sul sito dell’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità. E coinvolgere in questo la famiglia, gli amici. Insieme, si crea un vero e proprio team che rende più facile resistere. Questo vale soprattutto nel primo periodo, il più faticoso da sopportare. I sintomi comuni dell’astinenza possono includere irritabilità, difficoltà di concentrazione, desiderio irrefrenabile della sostanza e raggiungono solitamente il picco nella prima settimana, per poi diminuire nel tempo. È importante quindi impostare un piano di attacco per affrontare queste situazioni, con ad esempio, esercizi di respirazione profonda, una corsa, una passeggiata e bere molta acqua. 

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