Dalla tutela del fiume all’Intelligenza Artificiale
“Oggi è il 6 aprile. Aspetta…è il 6 o il 7?”
“Maggio!”
È così che inizia, in una mattinata uggiosa, la mia chiacchierata con Giordano sulle attività che rinnovano, goccia dopo goccia, il radicato impegno del CeVI per l’acqua.
Sono Giorgia, e oggi vi racconto dei progetti CeVI in atto per la tutela dell’acqua nell’ambito dell’Educazione alla Cittadinanza Globale, attraverso i miei occhiali da servizio civilista.
Allora: esploriamo insieme le nostre iniziative di coinvolgimento e partecipazione attiva sul tema dell’acqua!
Blue Communities: una rete che si dirama sul territorio
Blue Communities è un progetto finanziato dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e realizzato dal CeVI come ente capofila, che promuove la mobilitazione giovanile per creare reti territoriali che collaborano attivamente per ridurre i consumi idrici diretti e indiretti, e mitigare la scarsità idrica dovuta al
cambiamento climatico. Come ci spiega Giordano, il progetto mira ad “attivare i giovani in una comunità che si prenda cura dell’acqua, avendo come punto di riferimento il diritto all’acqua e la gestione pubblica dell’acqua”. Possono entrare a far parte di queste comunità istituzioni, cittadini, scuole e organizzazioni della società civile.
Le regioni italiane coinvolte nel progetto sono state Friuli Venezia Giulia, Emilia- Romagna, Lazio, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto, con un target principale di giovani dai 14 ai 30 anni.
Il 20 marzo 2026 è stata una data importante: Udine è diventata la prima città italiana a ottenere la certificazione internazionale di Blue Community, entrando ufficialmente nella rete mondiale – insieme a Parigi, Berlino e altre 118 città – che promuove la tutela dell’acqua come bene comune, diritto umano universale e risorsa pubblica. Insieme a Udine, ha ricevuto il riconoscimento anche l’Unione dei Comuni
delle Madonie, in Sicilia. La certificazione è stata consegnata virtualmente da Maude Barlow, attivista internazionale e fondatrice del movimento delle Blue Communities.
Il CeVI segue e coordina questo percorso a livello nazionale, avendo accompagnato lo sviluppo di queste prime esperienze italiane e istituito una commissione di monitoraggio. I prossimi passi prevedono di proporre al Comune di Udine di portare avanti varie iniziative per l’acqua, tra cui l’installazione di nuove casette dell’acqua e di erogatori in alcuni istituti scolastici della città.
Tra i vari esempi virtuosi si distingue l’Istituto Tecnico Marinoni di Udine, che partecipa a questo percorso come soggetto attivo attraverso la formazione dei docenti e l’avvio di laboratori didattici sull’acqua bene comune, azioni che proseguiranno in continuità nei prossimi anni scolastici.
Tagliamento Living Lab: preservare uno dei fiumi più incontaminati d’Europa
I Water-Oriented Living Lab sono ambienti europei di collaborazione creati per affrontare sistematicamente sfide legate all’acqua, ancorate al territorio e al suo contesto specifico. Uno di questi ci riguarda da vicino: è quello del Tagliamento.
Il Tagliamento è riconosciuto come l’ultimo fiume alpino a scorrimento libero in Europa. Un patrimonio naturale e culturale straordinario, che oggi è però al centro di un dibattito acceso: i governi nazionale e regionale stanno valutando interventi come la costruzione di bacini di laminazione, che ne comprometterebbero l’ecosistema. Le comunità locali non sono state coinvolte in queste decisioni, che hanno diffuso spesso informazioni scarse e frammentate da posizioni sempre più polarizzate.
Il Tagliamento Living Lab nasce proprio per invertire questa tendenza. È un progetto guidato da CeVI e da Anna Scaini (ricercatrice presso la Stockholm University) che mette insieme scienza, partecipazione civica e conoscenza locale, con un obiettivo chiaro: dare voce alle comunità che vivono lungo il fiume e costruire una visione condivisa per proteggerlo. Fanno parte del progetto università, istituti di ricerca, comuni, organizzazioni ambientaliste, ONG e cittadini.
Il CeVI è promotore di questo percorso partecipato, avviato in collaborazione con le ricercatrici Anna e Chiara Scaini. Il 23 maggio a San Daniele del Friuli si è tenuto il primo workshop, a porte chiuse, con l’obiettivo di costituire un gruppo di coordinamento: un’occasione per presentare il Living Lab a un primo nucleo di
associazioni, enti e persone da tempo impegnate nella ricerca e nello sviluppo sociale legato al fiume. Come sottolinea Giordano, si tratta di un “lavoro orizzontale, in cui ci sarà spazio per ascoltare le opinioni di tutti e per condividere le varie visioni sui valori del Tagliamento”.
Per chi vuole approfondire e immergersi nel mondo del Tagliamento, vi consiglio il sito tagliamento.org.
CAFC: un risparmio idrico che riguarda anche i fornitori
Il CeVI sta conducendo delle visite guidate all’impianto “Molin del Bosso” di CAFC.
Successivamente ad un percorso di formazione specifica abbiamo ora disposizione un personale didattico, formato da CAFC stesso, autorizzato ad entrare negli impianti per attività didattiche di sensibilizzazione a favore degli istituti scolastici, affiancando i tecnici CAFC. Al momento la collaborazione è stata attivata
con alcune scuole secondarie di primo grado della provincia. Come referenti per la didattica abbiamo avviato le prime visite a marzo e aprile a Molin del Bosso ed il riscontro è stato ottimo: le scuole ci hanno già confermato che chiederanno di proseguire con questa attività anche per i prossimi anni scolastici. L’obiettivo è formare i ragazzi sull’impatto del consumo idrico nella nostra regione e, perciò, sensibilizzare sulla necessità del risparmio idrico. “Il nostro consumo di acqua potabile si sta abbassando, ma è ancora molto elevato: circa 217 litri al giorno pro capite come media italiana”, afferma Giordano.
Giustizia per le comunità della valle dello Jequitinhonha: condannata la Sigma Lithium
La valle dello Jequitinhonha, nel cuore del Cerrado brasiliano, è da anni teatro di uno scontro tra le comunità locali e le grandi industrie estrattive. In questa regione l’arrivo dell’agribusiness, delle monoculture di eucalipto e soprattutto delle miniere ha stravolto la vita di migliaia di persone. Con la corsa globale al litio, la situazione si è ulteriormente aggravata.
Le comunità di Piauí Poço Dantas, Ponte do Piauí e Santa Luzia si trovano circondate dalla miniera a cielo aperto della multinazionale canadese Sigma Lithium: il fiume Araçuaí è così inquinato da non essere più utilizzabile, le esplosioni avvengono anche di notte senza preavviso, e malattie respiratorie sono all’ordine del giorno. Nonostante questo, e nonostante le minacce quotidiane subite da molti attivisti, le comunità non hanno smesso di organizzarsi e resistere, portando la loro battaglia anche in tribunale.
Una lotta che ha dato i suoi frutti: il 17 maggio, infatti, la giustizia del Minas Gerais ha riconosciuto una massiccia violazione della dignità umana e ha imposto alla Sigma una serie di misure emergenziali: dalla garanzia di accesso sicuro alle abitazioni alla sospensione delle operazioni notturne rumorose, fino al finanziamento di programmi di salute pubblica e di supporto alle famiglie che decidono di trasferirsi.
Anche se la lotta nella valle dello Jequitinhonha è ancora lunga, questo importante risultato dimostra che la resistenza delle comunità può fare la differenza. Come dice Cleonice, una delle attiviste della valle: “Se devo morire, muoio – in difesa della vita, della mia cultura, della mia identità e della madre terra.”
Mariarcangela, volontaria del Servizio Civile in Brasile, ci ha raccontato di questo in
un articolo e in un video.
Leggi l’articolo completo qui: https://www.cevi.ngo/nostra-signora-dell-acqua-sporca/?_thumbnail_id=4584
Per guardare il video:
https://www.instagram.com/reel/DYm1H2VIkzY/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
AIWAY: un nuovo inizio tra etica e digitale nell’era dell’intelligenza artificiale
Ha appena preso avvio un nuovo progetto: si chiama “AIWAY” ed è guidato da Informatici Senza Frontiere. Il CeVI, partner del progetto, svilupperà laboratori didattici, workshop, percorsi formativi e attività di coinvolgimento degli studenti e delle studentesse del territorio su un uso consapevole dell’IA, affinché possano diventare facilitatori dell’uso del digitale e dell’intelligenza artificiale negli enti selezionati.
Grazie al progetto abbiamo avuto modo di stringere una collaborazione con MEC, un’associazione del Friuli Venezia Giulia che lavora da anni sul rapporto tra adolescenti, digitale e intelligenza artificiale. Insieme porteremo avanti formazioni per docenti e cittadini legate al tema, e realizzeremo un’indagine specifica sul territorio. Questa analisi porterà a una raccolta dati e a un report che verrà presentato a fine
progetto, nell’autunno del 2027. AIWAY si chiuderà con un festival realizzato in sinergia con quello organizzato da Informatici Senza Frontiere a Rovereto. Il CeVI curerà l’edizione friulana!
A questo punto, però, potreste chiedervi: “Bello, ma cosa c’entra tutto questo con l’acqua?”
Ebbene, i data center sono complessi che ospitano computer e server in continuo funzionamento, dedicati a conservare, elaborare e distribuire grandissime quantità di dati (email, servizi di streaming, intelligenza artificiale). Oltre a richiedere enormi quantità di elettricità, necessitano di un sistema di raffreddamento continuo che utilizza l’acqua come risorsa principale. Un data center “medio” ne consuma in un anno l’equivalente di circa 1.000 abitazioni, mentre uno più grande può arrivare a consumarne quanto un’intera città.
L’operato del CeVI si inserisce in una cornice più ampia di attenzione all’uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali. L’intelligenza artificiale deve essere sviluppata e utilizzata tenendo conto della sostenibilità ambientale, ma anche delle implicazioni sociali e culturali che porta con sé. L’intento principale sarà formare gli studenti, attraverso laboratori didattici, sulle criticità legate all’impronta idrica, all’impronta ecologica e alla tipologia di strumenti digitali utilizzati, rendendoli consapevoli anche dei meccanismi e dei valori incorporati nelle tecnologie che usano ogni giorno.
Dall’acqua del Tagliamento agli impianti di raffreddamento dei data center, dalla valle dello Jequitinhonha alle Blue Communities italiane: tutto è connesso. E capire queste connessioni è, forse, il primo passo per prendersene cura.