Bronchiectasie, nasce la roadmap italiana per migliorare diagnosi e cure

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Al congresso nazionale BE-Italy oltre 130 specialisti hanno definito strategie condivise per affrontare una patologia ancora troppo spesso sottodiagnosticata

Milano - Si stima siano 300.000 gli italiani che soffrono di bronchiectasie, la terza malattia respiratoria cronica più frequente, invalidante, ma ancora poco conosciuta. A Milano sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 oltre 130 esperti italiani ed europei impegnati nella gestione efficace, omogenea e personalizzata di questa malattia, hanno partecipato alla Seconda Edizione del BE-Italy, il Congresso Nazionale delle Bronchiectasie patrocinato da Università degli Studi di Milano, Humanitas University e AIB, Associazione Italiana Bronchiettasie APS.

Le bronchiectasie sono caratterizzate da frequenti riacutizzazioni polmonari che aggravano la funzione respiratoria, compromettono la qualità di vita di chi ne soffre e possono ridurre la sopravvivenza. I bronchi subiscono una dilatazione abnorme e permanente, con un accumulo di muco e catarro che l’organismo non riesce più a eliminare: il danno anatomico è irreversibile e le polmoniti sono una delle complicanze più gravi e frequenti.

UNA PIATTAFORMA CONDIVISA PER UNA ROADMAP ITALIANA

Il 2°BE- Italy ha rappresentato un momento di confronto scientifico di altissimo profilo su una patologia ancora troppo spesso sottodiagnosticata. “La partecipazione dei principali esperti nazionali ed internazionali del settore ha permesso di unire ricerca, innovazione clinica e multidisciplinarietà”, sottolinea il Prof. Francesco Blasi, Preside della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano, Ordinario di Malattie dell'apparato respiratorio, Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario e Presidente del Congresso.

Particolare attenzione è stata dedicata ai nuovi scenari terapeutici, ai biomarcatori, all’intelligenza artificiale applicata alla ricerca clinica e alla gestione personalizzata del paziente. “Un altro punto di forza dell’evento è stato il coinvolgimento attivo dei giovani ricercatori attraverso il progetto Rising Stars e il dialogo costante con l’AIB, l’Associazione Italiana Bronchiettasie, per valorizzare anche la prospettiva dei pazienti”, prosegue il Prof. Blasi. “BE-Italy non è stato solo un congresso scientifico, ma una piattaforma condivisa per costruire la roadmap italiana delle bronchiectasie per i prossimi anni”.

DALLE LINEE GUIDA EUROPEE ALLE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI ITALIANI

Al centro del confronto anche le nuove Linee Guida europee sulla malattia pubblicate alla fine del 2025 con particolare attenzione ad aspetti innovativi quali le indicazioni su come individuare e trattare i pazienti ad alto rischio di riacutizzazioni e il deteriorating patient. Altra novità assoluta è la “fotografia” scattata ai pazienti italiani da uno studio pubblicato nei giorni scorsi su ERS Journal, la rivista della Società Respiratoria Europea, che analizza i dati di 1657 pazienti provenienti da 18 centri italiani comparandoli con quelli di 2638 pazienti di Paesi dell’Europa meridionale, dati inclusi nel registro europeo EMBARC (European Multicentre Bronchiectasis Audit and Research Collaboration) un network mondiale che punta a facilitare la ricerca collaborativa multidisciplinare su questa malattia: “Questo lavoro, che rappresenta la più ampia coorte di pazienti con bronchiectasie mai studiata in Italia, rivela caratteristiche cliniche uniche ed evidenzia differenze chiave rispetto ad altri Paesi dell'Europa meridionale. Per la prima volta possiamo ragionare su dati reali che sono indispensabili per definire i modelli di cura migliori e per orientare la ricerca futura”, dichiara il Prof. Stefano Aliberti, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio di Humanitas University e Prorettore per la responsabilità Sociale, e Presidente del Congresso. “Di fatto, questa “fotografia” ci dà indicazioni preziose per porre le basi di strategie mirate e ci mostra, tra l’altro, che i pazienti italiani presentano una minore gravità della malattia, una minor frequenza di infezioni da Pseudomonas aeruginosa (batterio la cui presenza aumenta il rischio di polmoniti ricorrenti) e una minore quantità di secrezioni prodotte ogni giorno rispetto ad altri Paesi del Sud Europa, verosimilmente grazie al maggior utilizzo di fisioterapia respiratoria. Ricordo che muco e catarro rappresentano un problema importante perché il muco tende a ristagnare nei bronchi dilatati e quindi a favorire l’infiammazione e l’infezione cronica”.

IL FUORI CONGRESSO

Per Donatella Nobile, presidente AIB, Associazione Italiana Bronchiettasie APS, il 2° BE-Italy è stato un ulteriore un passo avanti nella battaglia che da anni AIB combatte per accendere l’attenzione su questa malattia respiratoria cronica e invalidante. “La novità di questa Seconda edizione, il Fuori Congresso, ha portato un contributo notevole per la maggior conoscenza del variegato quadro delle bronchiectasie, grazie a una serata aperta al pubblico, dove alcuni malati e volontari di AIB hanno raccontato e spiegato la malattia anche attraverso pannelli esplicativi, dando così a un gran numero di persone l’occasione di conoscerla e, soprattutto, di apprendere direttamene da chi ne soffre le difficoltà quotidiane con cui si trovano a fare i conti. Agli occhi degli altri sembriamo sempre stare bene e ci sentiamo dire: “Ma non sembri malato!”, mentre invece abbiamo le bronchiectasie che influiscono pesantemente sulla qualità della nostra vita. Per timore della fatica, per i sintomi tra cui i frequenti e incessanti colpi di tosse, spesso evitiamo i luoghi affollati e rinunciamo a momenti di condivisione. Anche per questo esserci, incontrarsi e raccontarsi in questo Fuori Congresso ha assunto per noi un valore decisamente profondo”.

IL RAPPORTO TRA FIBROSI CISTICA E BRONCHIECTASIE

Il congresso BE Italy ha dedicato uno spazio scientifico di grande rilievo anche alla fibrosi cistica, con l’obiettivo di approfondire le sempre più strette connessioni tra questa patologia e le bronchiectasie. “Oggi la ricerca ci sta mostrando come approcci integrati, multidisciplinari e personalizzati siano fondamentali per migliorare la qualità di vita e la prognosi dei pazienti. Il confronto tra specialisti provenienti da diverse aree cliniche ha consentito di affrontare temi centrali come l’infiammazione cronica, le infezioni respiratorie, le nuove strategie terapeutiche e la transizione verso modelli di cura sempre più avanzati”, prosegue il Prof. Blasi. “La presenza di sessioni dedicate al rapporto tra fibrosi cistica e bronchiectasie ha confermato la volontà del congresso di promuovere una visione moderna e trasversale delle bronchiectasie: “one bronchiectasis”. Oggi le bronchiectasie richiedono un approccio multidisciplinare e una rete nazionale di competenze: “one bronchiectasis” significa superare una visione frammentata della malattia e costruire una comunità scientifica capace di integrare ricerca, innovazione e cura del paziente”.

IL LIBRO BIANCO SULLE BRONCHIECTASIE

Tra gli obiettivi del Congresso anche quello di consolidare il lavoro avviato con il “Libro Bianco sulle bronchiectasie”, presentato durante la Prima edizione del BE-Italy, strumento fondamentale per far conoscere questa patologia e al tempo stesso promuovere consapevolezza, uniformità gestionale e attenzione istituzionale. Proprio perché solo una maggior conoscenza può sia far emergere il sommerso (il ritardo diagnostico può arrivare a nove anni), sia far in modo che i pazienti siano instradati in percorsi corretti (troppe ancora le diagnosi errate che confondono questa malattia con asma e BPCO) Donatella Nobile ricorda la possibilità di scaricare gratuitamente il Libro Bianco dal sito dell’Associazione: “Il Libro Bianco illustra le più attuali evidenze scientifiche e tiene conto dell’esperienza clinica acquisita negli ultimi dieci anni. Fa luce sui maggiori problemi da affrontare con un approccio e un linguaggio alla portata di tutti, compresi i pazienti e i caregiver, e riteniamo che possa aiutare i pazienti a dialogare con i propri specialisti di riferimento. Come strumento divulgativo vorremmo raggiungesse il maggior numero possibile di medici di base e di specialisti a livello territoriale per poter così contribuire a colmare il vuoto di conoscenza sulle bronchiectasie, imprescindibile per una rapida e corretta presa in carico del paziente”.

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