Come si arricchisce un festival che esiste già, che funziona, che ogni anno porta migliaia di persone a riscoprire una città attraverso il suo patrimonio più identitario?
È la domanda che ci siamo posti quando il Comune di Bologna ci ha chiesto di immaginare un nuovo tassello per il Bologna Portici Festival, la manifestazione nata per celebrare i 62 chilometri di portici che nel 2021 hanno ottenuto il riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Da quattro anni il Bologna Portici Festival racconta la città attraverso spettacoli, concerti, visite e percorsi urbani. Partendo da qui, pensando a cosa avrebbe potuto arricchire ulteriormente un programma già ampio e consolidato, abbiamo immaginato un nuovo livello di lettura: uno spazio dedicato alle conversazioni, al confronto e alle idee che ogni giorno si rincorrono sotto i portici cittadini e trovano nelle loro arcate una straordinaria cassa di risonanza urbana. Così sono nati i Portici Talks: un format di incontri culturali che porta in città esperti, divulgatori e giornalisti, aprendo il Festival a una dimensione di dialogo pubblico e di interpretazione del presente.
L’apertura dei Portici Talks sarà il 4 giugno in Piazza Maggiore, il salotto estivo più amato dai bolognesi, e fino al 7 giugno tra Piazza Maggiore, Palazzo d’Accursio e il Chiostro dell’Arena del Sole, amministratori pubblici, giornalisti, scrittori, artisti e protagonisti del pensiero contemporaneo si incontreranno per discutere alcuni dei grandi temi del nostro tempo, mettendo in dialogo esperienze, competenze e punti di vista diversi.
Insieme al sindaco Matteo Lepore saranno protagonisti, tra gli altri, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’ex primo ministro francese Jean-Marc Ayrault e il sindaco di New York Zohran Mamdani, insieme a voci di protagonisti del panorama culturale come Serena Dandini, Aldo Cazzullo, Rula Jebreal, Gad Lerner, Riccardo Iacona, Marco Damilano, Chiara Valerio, Vasco Brondi e tanti altri.
Memoria e futuro, intelligenza artificiale e spiritualità, ecologia e comunità, cultura e partecipazione: i Portici Talks proveranno a leggere il presente partendo da Bologna, città che da sempre fa del confronto pubblico uno dei propri tratti distintivi.
Un format e un programma costruiti intorno ad una convinzione semplice: le città non si raccontano soltanto attraverso gli spazi che conservano, ma anche attraverso le idee che scelgono di mettere in circolazione.