L’estate addosso: caldo, scuole e apprendimento nell’Italia che si riscalda - Think-tank Tortuga

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Executive summary

Le scuole degli anni ‘80

L’edilizia scolastica è un fattore dell’apprendimento, non una cornice neutra: ma l’edificio medio supera i 50 anni di età ed è stato progettato per un altro clima. In parallelo, il calendario scolastico, con una pausa estiva tra le più lunghe d’Europa, è una fonte di disuguaglianza per gli studenti più fragili e un onere di cura che ricade soprattutto sulle madri.

I due fatti si intrecciano: aule vecchie e non più abitabili nei mesi caldi spingono verso chiusure estive lunghe, anche perché solo il 10% delle scuole ha un impianto di raffrescamento. Il caldo estivo danneggia l’apprendimento degli studenti e peggiora le condizioni di lavoro dei docenti.

Le scuole di oggi

Nell’era del cambiamento climatico, il caldo estivo non è più solo estivo: è già caldo a maggio e a settembre. Nei comuni con almeno 20 mila abitanti il caldo colpisce in media 21 giorni del calendario scolastico, oltre il 10% del tempo di lezione, che si traduce in circa un mese di apprendimento perso.

L’INAIL definisce le condizioni di comfort in aula tra 24 e 26°C con umidità 50-60%. Su questa base fissiamo una soglia prudenziale, combinando temperatura e umidità. Già oggi, con il calendario attuale e date le soglie INAIL, circa il 45% delle scuole sono senza climatizzazione ed esposte a caldo critico, per una popolazione di circa 2,7 milioni di studenti.

Le scuole di domani

Le nostre proiezioni indicano che il cambiamento climatico eroderà ancora di più maggio e settembre, con un aumento delle temperature massime estive di circa mezzo grado per decennio. A fronte di questo, la risposta non è adattare il calendario al nuovo caldo, ma adattare le scuole al nuovo caldo.

La soluzione è investire nel raffrescamento – meglio se con pompe di calore reversibili – insieme a interventi passivi come schermature, isolamento e alberature. Per trovare le risorse: dare priorità ai territori a maggiore criticità climatica nel riparto dei fondi, e riconoscere che è un investimento che si ripaga da solo.

Questo intervento apre al futuro: scuole come spazi aperti alla comunità durante l’estate, e scuole ripensate anche per l’apprendimento estivo, rendendo finalmente possibile un intervento sul calendario scolastico.

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Redazione