Scrittrici contemporanee: la letteratura femminile dall'Italia al mondo
Nonostante le donne non abbiano mai ricoperto ruoli fondamentali nel panorama letterario del passato, nel contesto moderno le scrittrici contemporanee - italiane e straniere - emergono con il loro talento straordinario, offrendo a lettrici e lettori prospettive uniche e voci potenti.
In questo articolo andiamo alla scoperta di alcune autrici del momento, che a nostro parere spiccano su molte altre, e delle loro opere più recenti, evidenziando il loro contributo alla ricchezza e alla diversità della letteratura mondiale.
Le tematiche affrontate nei loro libri sono spesso varie, e riflettono la complessità della condizione umana. Inoltre, molto spesso, le scrittrici di oggi esplorano le sfide delle donne nel contesto moderno, dando voce a esperienze spesso trascurate. La diversità di stili e idee offre a chi legge un ampio spettro di possibilità, dall'introspezione poetica alla narrativa sociale e politica.
Queste autrici, come molte altre, stanno contribuendo in modo significativo alla crescita di un nuovo patrimonio letterario, arricchendo il dibattito culturale e offrendo nuove prospettive. Attraverso le loro opere, queste donne non solo narrano storie indimenticabili, ma plasmano anche il futuro della letteratura, dimostrando che la voce femminile è un elemento cruciale nell'affresco della scrittura.
Buona scoperta, buona lettura!
1. Oyinkan Braithwaite
Oyinkan Braithwaite è scrittrice e sceneggiatrice. Dopo aver pubblicato racconti in varie riviste e antologie, ha raggiunto il successo internazionale con il romanzo Mia sorella è una serial killer, bestseller tradotto in più di trenta paesi e vincitore del Los Angeles Times Book Prize per il miglior crime thriller, del Morning News Tournament of Books, dell’Anthony Award come miglior romanzo d’esordio, e finalista al Women’s Prize for Fiction. Figlie della maledizione è stato finalista al Nero Prize for Fiction e selezionato dal Times tra i migliori romanzi del 2025.
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Figlie della maledizione
Figlie della maledizione è un romanzo audace e brillante, che conferma il talento di Oyinkan Braithwaite, amatissima dai lettori e dalla critica internazionale. La maledizione della stirpe di Eniiyi - “Nessun uomo chiamerà casa la tua casa. E chi proverà a farlo non avrà pace.” - ha devastato famiglie e infranto cuori. Ora quel peso sembra destinato a cadere su di lei. Terminata l’università, Eniiyi è tornata nella vecchia casa di famiglia a Lagos, in Nigeria: è una donna istruita e razionale, abituata alle bizzarre ossessioni dei suoi parenti, convinti che lei sia la reincarnazione della zia Monife, morta in circostanze oscure.
Capelli folti e ricci, pelle luminosa, occhi malinconici e consapevoli: da quando è nata, tutti non fanno che sottolineare la sua somiglianza con la zia, bellissima e selvaggia, che la notte le fa visita in sogno. Convinta di essersi liberata del peso della tradizione e delle superstizioni, quando Eniiyi si innamora del giovane che ha salvato dall’annegamento, si rende conto, tuttavia, che non è facile sottrarsi alla propria storia. Il suo destino è davvero quello di ripetere un copione già scritto di amore e sofferenza, o può ancora spezzare la maledizione che perseguita le donne della sua famiglia?
2. Veronica Galli
Veronica Galli è nata nel 1991 a Carrara ed è cresciuta a Sarzana, in Liguria. Dopo la laurea in Scienze linguistiche e letterature straniere e il diploma in Scrittura per il cinema e la televisione, ha lavorato come story editor, sceneggiatrice e produttrice creativa per diverse produzioni italiane. Vive a Roma.
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Una casa da svuotare
Veronica Galli scrive con stile essenziale e dominio sicuro la storia di una famiglia che è prima di tutto la storia di tre donne, madri, sorelle, di fronte a quelle scelte che somigliano da vicino a un vuoto da riempire.
Alla domanda di un’amica, che le chiede come sta, Bianca risponde: "Come una che torna da una guerra". La guerra di Bianca è quella contro Valerio, dal quale dopo anni si sta separando, contro la famiglia, dalla quale si è sempre sentita “espulsa”, contro se stessa, per aver scelto di chiudersi in una trincea di silenzio e pensieri bui. Bianca torna a casa perché la sorella Lucrezia è sparita.
La madre e il padre la cercano, il marito e i figli la aspettano. L’unica che Lucrezia vuole vedere, in un giorno di sole a Monterosso, però, è Bianca. Si riallaccia un dialogo tra sorelle che si specchiano l’una nei fallimenti e nelle difficoltà dell’altra. Entrambe strette in relazioni sentimentali e famigliari che credevano di volere...
3. Nina Quarenghi
Nata a Castiglione delle Stiviere nel 1973 e dal 2002 vive a Roma, dove insegna italiano e storia. Fa parte del direttivo dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar) ed è stata redattrice della rivista di didattica della storia “Novecento.org”. Tra le opere pubblicate, il romanzo Cuore Agro è stato vincitore dell’XI edizione del premio Nazionale Zingarelli. Ha curato il volume Registri di classe (2023), nel quale sono stati raccolti tutti i diari di classe del poeta Giorgio Caproni, maestro elementare dal 1935 al 1973.
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Ai confini del vento
La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all’altro fino al confine del mondo, a Ponza.
Sull’isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell’orizzonte, mentre l’isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco. Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l’unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili.
Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l’equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo. L’amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto.
Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l’esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all’appello.
Con una lingua calda, misurata, intensa, l'autrice tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli?
4. Silvia Dai Pra'
Nata a Pontremoli, cresciuta a Massa, l'autrice ora vive a Roma, dove insegna in una scuola superiore. Laureata in Lettere, ha conseguito un dottorato di ricerca dedicato all’opera di Elsa Morante. Tra i suoi libri: La bambina felice, Quelli che però è lo stesso, Senza salutare nessuno, Un ritorno in Istria. Nel 2022 ha pubblicato I giudizi sospesi con Mondadori, premio Dolores Prato – città di Treia.
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Brillare
Silvia Dai Pra’, una delle autrici più interessanti del panorama contemporaneo, ha scritto un romanzo solidissimo e stratificato, che tiene insieme una scrittura piena e consapevole e personaggi che si stagliano nell’immaginazione. Un romanzo che racconta la provincia e il mondo accademico, la montagna, le cave di marmo e i dilemmi dell’ambiente, i rapporti famigliari con acume e una sensibilità che è insieme novecentesca ed estremamente attuale: irriducibile a semplificazioni, come è la letteratura.
Brillano candide le Alpi Apuane in cui è incastonato Greto, il paese in cui è ambientato questo romanzo. Case abbandonate, negozi che chiudono, un solo bar frequentato da pensionati, ex cavatori, ex operai, che giocano a carte, bevono e si lamentano del presente infame. Un paese fantasma, la scritta sui muri “Viva il compagno Stalin” racconta un passato di militanza comunista, l’esperienza partigiana e la ferita incancellabile della violenza nazifascista, che nell’agosto 1944 sterminò 77 persone.
Un luogo abituato alla sventura, tanto che nemmeno la scomparsa di un uomo riesce a scuoterlo. Si tratta di Argo, padre di Bianca e Viola, un tipo egocentrico, irascibile, che una notte, dopo una furiosa litigata con le figlie, non torna a casa. Nessuno sa cosa sia successo, le ipotesi si rincorrono, ma intanto Bianca, la brillante Bianca, che da Greto ha sempre sentito di doversi salvare e perciò si è trasferita a Firenze, è di nuovo bloccata lì...
5. Catherine Airey
Catherine Airey è cresciuta in Inghilterra in una famiglia di origini anglo-irlandesi. Attualmente vive a Bristol. Confessioni, tra i migliori esordi del 2025 per il Guardian e finalista al Waterstones Debut Fiction Prize 2025, è il suo primo romanzo.
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Confessioni
Esordio di rara intensità, questo è un romanzo che parla dei corpi e delle menti delle donne, di destino e sopravvivenza, dei legami tra sorelle e tra generazioni. Catherine Airey ci ricorda che il passato possiede una forza di gravità irresistibile, capace di modellare il presente anche quando è tenacemente nascosto.
Dopo l’attentato alle Torri Gemelle le strade sono tappezzate dalle foto dei dispersi: tra quei volti Cora ha appeso anche quello del padre. Sua madre è morta otto anni prima e lei, poco più che adolescente, si ritrova improvvisamente sola. Dall’Irlanda, però, arriva una lettera inaspettata: Róisín, una zia di cui ignorava l’esistenza, sostiene di voler mantenere una promessa e le offre una casa a Burtonport, il villaggio dov’erano nati i suoi genitori.
Quel nome le riaccende un ricordo d’infanzia: è il luogo in cui era ambientato Scream School, un vecchio videogioco. È proprio a Burtonport, nel Donegal, che nel 1974 la vita di Róisín e della sorella Máire è stata sconvolta dall’arrivo delle Urlatrici, un collettivo di artiste femministe...