TUTELIAMO LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

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CGIL CISL UIL e le Associazioni datoriali hanno recentemente condiviso un “Avviso Comune” per richiamare il Governo a rivedere le norme introdotte con la legge di bilancio 2026 in materia di previdenza complementare. In particolare, le parti sindacali ritengono che le norme introdotte in materia di “portabilità” del contributo datoriale previsto dai contratti collettivi nazionali e le norme che hanno elevato in modo sproporzionato le sanzioni a carico dei componenti degli organi di amministrazione, controllo e direzione dei fondi pensione, siano fortemente penalizzanti per i fondi pensione negoziali come il fondo Cometa e Fondapi.

In particolare, anche per Fim Fiom Uilm, non è condivisibile quanto introdotto dalla legge in materia di “portabilità” del contributo datoriale verso forme di previdenza complementare privata come banche, assicurazioni e fondi aperti.

Tali fondi aperti infatti espongono i lavoratori e le lavoratrici a gestioni finanziarie molto rischiose, con alti costi di gestione e rendimenti più bassi di quanto garantiscono i fondi contrattuali come, ad esempio, Cometa e gli altri fondi presenti tra i metalmeccanici della piccola e media azienda.

L’esperienza trentennale ha dimostrato che i fondi pensione istituiti dai CCNL rappresentano la forma pensionistica più conveniente di qualsiasi altro strumento (fondi aperti e PIP), permettendo ai lavoratori di massimizzare il rendimento netto finale.

Quanto a rendimenti e stabilità del risparmio previdenziale dei lavoratori e delle lavoratrici, i comparti dei fondi negoziali, quelli istituiti nei CCNL, hanno mantenuto, anche in situazioni di volatilità dei mercati, a causa della pandemia da Covid e delle recenti vicende belliche, rendimenti competitivi nel lungo periodo superando la rivalutazione del TFR trattenuto in azienda.

La previdenza complementare, sancita nei CCNL per integrare le future pensioni pubbliche, è un diritto dei metalmeccanici e un costo contrattuale per le imprese, ed è perciò inaccettabile che il governo metta a disposizione del mercato, delle banche e delle assicurazioni il diritto dei lavoratori conquistato con le lotte sindacali per favorire il mondo della finanza.

FIM FIOM UILM ritengono sia ancora più strategico per i lavoratori e le lavoratrici, rafforzare l’integrazione tra sistema pensionistico pubblico e la previdenza complementare sancita dai CCNL, riducendo il gap di copertura tra salario e future pensioni. Inoltre, va ridotta l’età pensionabile e introdotta per le legge una pensione di garanzia per le giovani generazioni.

Fim Fiom Uilm ritengono necessaria una campagna informativa di assemblee nei luoghi di lavoro per promuovere una maggiore alfabetizzazione previdenziale e conoscenza della disciplina della previdenza complementare e delle diverse forme pensionistiche esistenti, con l’obiettivo di favorire scelte consapevoli e di allargare la platea delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti ai fondi contrattuali della categoria, Cometa e Fondapi.

Infine, sempre con la Legge di Bilancio 2026, il governo ha introdotto la regola del silenzio assenso come meccanismo di adesione alla previdenza complementare per i lavoratori nuovi assunti a partire dal prossimo 1° luglio.

Anche su questo punto, le assemblee che intendiamo promuovere nei luoghi di lavoro dovranno dare maggiore consapevolezza ai nuovi assunti, un’occasione in più per illustrare i vantaggi della previdenza complementare dei fondi pensione e tutelare il diritto contrattuale rendendolo pienamente attuato dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Roma, lunedì 8 giugno 2026

Le Segreterie Fim, Fiom, Uilm Nazionali

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