Legalità Ravenna. FdI: “Certificati anti-rimpatrio, attivare verifiche ispettive interne alle Direzioni sanitarie competenti”

Compatibilidad
Ahorrar(0)
Compartir

Contenuto

“Certificati anti-rimpatrio, attivare verifiche ispettive interne alle Direzioni sanitarie competenti”. A chiederlo è Marta Evangelisti (FdI) in un’interrogazione sottoscritta anche da Alberto Ferrero (FdI) a seguito dell’indagine della Procura di Ravenna che vede coinvolti otto medici del reparto di Malattie infettive. 

“Risulta in corso un’indagine della Procura della Repubblica di Ravenna relativa al rilascio di certificazioni mediche di non idoneità alla permanenza presso i CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio), per impedire il rimpatrio di cittadini stranieri irregolari. L’indagine – prosegue la consigliera - avrebbe inizialmente coinvolto otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, attualmente indagati, in riferimento a numerosi certificati non veritieri di non idoneità rilasciati a soggetti destinatari di procedure di espulsione”.

Per la capogruppo di Fratelli d’Italia la vicenda configurerebbe un fatto di estrema gravità: “suscettibile di compromettere la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario pubblico regionale e dell’imparzialità nell’esercizio della professione medica, oltre a interferire con l’esecuzione di provvedimenti previsti dall’ordinamento dello Stato”.

“È interesse della Regione Emilia-Romagna assicurare la massima trasparenza e collaborazione con le autorità giudiziarie competenti”, evidenzia Evangelisti. Per questo, la consigliera chiede alla Regione se abbia attivato verifiche ispettive interne alle Direzioni sanitarie competenti, di predisporre linee guida regionali per garantire che le certificazioni mediche siano rilasciate esclusivamente sulla base di criteri clinici oggettivi e di assumere iniziative per tutelare l’immagine e l’autorevolezza del Servizio Sanitario Regionale.

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 09-06-2026, 17:14

Detalles de contacto