Meta Electronics. Confronto al Mimit sulla crisi e richiesta di cassa integrazione straordinaria

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COMUNICATO STAMPA

Meta Electronics. Confronto al Mimit sulla crisi e richiesta di cassa integrazione straordinaria

Si è svolto nella mattina del 24 giugno 2026 l’incontro al tavolo del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) tra Direzione aziendale, Organizzazioni Sindacali e istituzioni, in merito allo stato della situazione di Meta Electronics e in occasione della scadenza dell’attuale ammortizzatore sociale.

L’azienda ha illustrato la situazione del primo anno di gestione a seguito dell’acquisto avvenuto nel luglio del 2025, evidenziando i problemi riscontrati fin dalle prime settimane, con la chiusura di contratti da parte di importanti clienti e la difficoltà a ottenere fiducia sul mercato, dovuta alla reputazione negativa generata dalla crisi di Meta System.

Queste difficoltà hanno comportato un mancato raggiungimento degli obiettivi di fatturato, di circa il 50% in meno rispetto alle previsioni, e hanno comportato scelte volte al contenimento dei costi, un alto utilizzo dell’ammortizzatore sociale e la chiusura di contratti di affitto di alcuni stabilimenti a Reggio Emilia (G5 – G14), nonché la consapevolezza di un costo sproporzionato relativo alla Ricerca e Sviluppo (licenze).

L’azienda ha motivato la richiesta di attivazione della cassa integrazione per crisi come l’ammortizzatore più idoneo per la gestione dell’attuale situazione e come strumento utile a garantire una maggiore copertura nel tempo.

L’azienda ha confermato la volontà di proseguire nel progetto industriale presentato al momento dell’acquisto e ha dichiarato di non voler aprire procedure di licenziamenti collettivi né durante né alla fine della cassa integrazione.

Le Organizzazioni Sindacali, a fronte del cambio dell’ammortizzatore sociale, hanno chiesto di garantire le medesime tutele previste dal contratto di solidarietà, partendo dalla garanzia di prevedere un minimo di ore lavorate individualmente (circa 10%) ed evitando l’utilizzo della cassa integrazione a zero ore.

È stato inoltre chiesto un principio di rotazione su mansioni fungibili, al fine di evitare squilibri nella gestione della cassa integrazione.

L’azienda ha inoltre dichiarato che, a fronte di nuovi progetti, è disponibile a investire dai 4 ai 5 milioni di euro a supporto del piano industriale.

Venerdì 26 giugno è previsto l’esame congiunto tra Direzione aziendale e Organizzazioni sindacali presso il Ministero del Lavoro, con l’obiettivo di raggiungere un accordo di cassa integrazione straordinaria per crisi, che garantisca le stesse tutele previste dal contratto di solidarietà.

In seguito verranno convocate le assemblee sindacali.

Uffici Stampa Fim Fiom Uilm

Roma, 24 giugno 2026

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