La coesione come base del futuro dell'economia

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Relazioni, fiducia, collaborazione, capacità di fare rete non rappresentano soltanto un elemento sociale o culturale, ma una leva concreta di resilienza e competitività economica nel medio lungo periodo. E' il valore strategico della coesione, approfondito nel rapporto "Coesione è competizione" di Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Fondazione Symbola e Intesa Sanpaolo.

Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, sottolineando l'importanza della collaborazione per le imprese. La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti: tutto ciò consente in ultima analisi di ottenere anche migliori performance aziendali.

In Italia nel corso dell'ultimo quinquennio le imprese coesive sono aumentate, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025, così come è cresciuto anche il numero medio di relazioni che le stesse hanno instaurato con i diversi attori delle filiere, dei mercati e dei territori (da 1,7 del 2020 a 2,9 del 2025). Si incrementa soprattutto la collaborazione con banche ed enti non-profit, scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria, clienti e istituzioni. È il segno di una coesione più matura, orientata a costruire reti stabili per innovare e competere.

Le evidenze raccolte mostrano che le imprese più "coesive", radicate in reti strutturate di collaborazione, orientate alla qualità del lavoro, aperte al dialogo con istituzioni e società civile, sono anche quelle che investono di più in innovazione, che affrontano meglio le transizioni ambientali e digitali, e che reagiscono con maggiore resilienza agli shock.

L'analisi è stata condotta anche su base provinciale, considerando come il livello di coesività dipenda in larga misura dalla rete di relazioni che l'impresa sviluppa con i soggetti presenti nel contesto territoriale in cui opera. Da questa analisi è risultato che Modena è la terza provincia italiana per concentrazione di imprese coesive dopo Bolzano e Asti, seguita da Cuneo, Rimini, Biella, Rovigo, Trento, Bergamo, Vercelli.

La correlazione tra coesione imprenditoriale e benessere dei territori trova conferma nei dati relativi al valore aggiunto pro-capite. Le regioni che producono più ricchezza sono anche quelle dove le imprese coesive sono più diffuse. Un'evidenza che trova conferma guardando al dettaglio provinciale. Nelle province ad alta densità di imprese coesive, infatti, il valore aggiunto pro-capite è in media più alto rispetto alla media italiana, mentre nei territori con meno imprese coesive tale indicatore è mediamente più basso. Nello specifico, Modena è quinta nella graduatoria delle province "coesive" per valore aggiunto pro-capite preceduta da Milano, Bolzano, Bologna, e Aosta.

Il quadro si completa guardando alla povertà: nelle regioni con la maggiore incidenza di contribuenti con reddito fino a 15mila euro, tutte nel Mezzogiorno, la presenza di imprese coesive è più bassa. Nelle regioni del Nord, dove questo fenomeno è meno diffuso, accade il contrario. La correlazione è speculare e coerente con quanto osservato per il valore aggiunto. Anche in questo caso Modena è quinta tra le province coesive con minore incidenza di contribuenti con reddito fino a 15mila euro dopo Bologna, Monza e Brianza, Reggio Emilia e Novara.

Le motivazioni che danno vita a rapporti duraturi e collaborazioni si possono riassumere principalmente in cinque punti: sicurezza della filiera di fornitura, efficienza energetica e sostenibilità, innovazione, espansione sui mercati esteri, tutela delle professionalità del territorio.

Nel rapporto sono illustrati casi emblematici di collaborazioni tra imprese anche della nostra provincia, come quello della Lar di Campogalliano (Modena) che ha siglato nel 2025 con l'Arena di Macerata un contratto decennale per la produzione di occhialini da piscina, in reshoring dalla Cina, che prevede la progettazione congiunta di tecnologie per trattamenti anti-nebbia delle lenti. Accorciando la filiera, Arena ha ridotto i rischi geopolitici e guadagnato in qualità, sostenibilità e affidabilità produttiva. Lar ha potuto sostenere posti di lavoro e lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia in un nuovo impianto unico in Europa.

Un rapporto di fornitura si è trasformato in coprogettazione anche per Ferrari spa e Med-Ex di Maranello. Ferrari ha inaugurato a marzo 2026 un nuovo centro diagnostico con apparecchiature di ultima generazione gestito da Med-Ex, storico partner medico dell'azienda, in cui i dipendenti possono eseguire esami di prevenzione e diagnostica avanzata, in convenzione, grazie al Fondo sanitario. E un accordo con l'Ausl di Modena offre gratuitamente screening mammografici alle donne dei comuni di Maranello, Formigine e Fiorano Modenese.

D'altronde, saper instaurare una relazione coesiva ed efficace con i propri lavoratori, attraverso progetti per migliorarne il benessere, la qualità della vita, le competenze e il coinvolgimento nelle decisioni, nei risultati e nei valori aziendali, è ormai riconosciuto come uno strumento imprescindibile per lo sviluppo della competitività aziendale.

Come accade anche in Gulliver, cooperativa sociale di Modena, citata tra le sette imprese italiane che hanno presentato i progetti di maggior valore finanziati dal bando pubblico #Riparto, per il sostegno alla genitorialità attraverso percorsi di welfare aziendale che agevolano il rientro al lavoro delle madri, favoriscono la natalità e il work-life balance.

Infine, nel report è citata una case history d'eccellenza, la Motor Valley University of Emilia-Romagna - MUNER, fondata nel 2017 in sinergia tra 22 aziende automotive e 4 atenei del territorio per formare i talenti indispensabili ad assicurare competitività e futuro alla filiera. L'iniziativa nasce per superare il mismatch occupazionale avvalendosi della co-progettazione dei piani di studio; un comitato di indirizzo, infatti, allinea costantemente le competenze in uscita con le reali esigenze del mercato. La didattica è svolta in collaborazione tra docenti accademici ed esperti provenienti dal mondo industriale, una vera e propria formazione immersiva con tirocini e tesi svolti per il 75% in azienda. L'efficacia del sistema è evidente: il tasso di occupazione sfiora il 98% a un anno dal titolo. MUNER attira studenti da tutto il mondo, contribuendo a consolidare il posizionamento della Motor Valley come hub globale dell'innovazione automotive e con ricadute positive anche sull'economia del territorio.

Da sempre le imprese collaborano. L'ennesima crisi che il sistema industriale italiano si trova oggi ad affrontare non fa che spingere l'acceleratore sull'importanza strategica di dare vita a modelli di cooperazione, alleanza, coesione industriale o commerciale, che diventano allo stesso tempo acceleratori di competitività, in grado di portare benefici a tutti i soggetti coinvolti.

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Rapporto "Coesione è competizione"

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pubblicato il 26/06/2026 — ultima modifica 26/06/2026