“I passeggeri di Trenitalia subiscono già ogni giorno ritardi, guasti, disservizi. Ora scoprono anche di aver affidato i propri dati personali a sistemi che non erano in grado di proteggerli. È troppo.” Lo afferma Martina Donini, presidente nazionale di Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori).
“L’attacco informatico a Trenitalia – prosegue Donini – non è un incidente isolato: è l’ennesimo segnale che le infrastrutture critiche del Paese non sono adeguatamente protette e che i consumatori continuano a essere l’anello più debole di una catena che qualcun altro ha il dovere di blindare.”
“Prendiamo atto – aggiunge – che Trenitalia esclude il coinvolgimento di dati di pagamento e credenziali di accesso. Ma questo tranquillizza l’azienda, non i cittadini. Quanti utenti sono stati colpiti? Quali dati? Da quanto tempo erano esposti? E soprattutto: cosa si farà per evitare che accada di nuovo?”.
“La fiducia non si gestisce con comunicazioni inviate a danno già fatto. Chiediamo al Governo di intervenire con misure strutturali: non possiamo continuare ad aspettare il prossimo attacco per discuterne”, conclude la presidente di Udicon.