Digitalizzazione e intelligenza artificiale: quale futuro possibile per l’impresa come comunità di persone al lavoro? Il ruolo decisivo di una governance capace di orientare verso lo sviluppo sostenibile
L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e la globalizzazione stanno modificando il modo di lavorare e di creare valore.
La vera sfida consiste nel costruire imprese capaci di coniugare competitività e dignità umana, innovazione e responsabilità sociale, crescita economica e sviluppo.
In questo contesto, la leadership dell’impresa assume un ruolo sempre più importante. L’enciclica Magnifica Humanitas richiama la centralità della persona in ogni processo di sviluppo. Il progresso non può essere valutato solo attraverso indicatori economici o tecnologici, ma deve essere misurato dalla capacità di promuovere il benessere delle persone e delle comunità. È questa la prospettiva che invita a ripensare il ruolo dell’impresa e di chi la dirige.
In tale contesto, le piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto economico e sociale soprattutto in Italia, come possono reggere un mercato in cui la finanza e le Big Tech dettano regole predatorie? Quale sarà il futuro dell’impresa come comunità di persone che collaborano per raggiungere obiettivi condivisi e non solo come struttura destinata alla produzione di ricchezza? Ogni lavoratore rappresenta un patrimonio di competenze, esperienza e creatività. Quando questa consapevolezza viene meno, il rischio è quello di considerare l’individuo come una semplice risorsa produttiva, subordinata alle esigenze della tecnica e del mercato.
Negli ultimi decenni, si è spesso affermato un modello orientato alla massimizzazione del profitto a ogni costo e immediato. In questa logica, il lavoratore viene valutato soprattutto in funzione della sua produttività, mentre aspetti fondamentali come il benessere organizzativo, la qualità delle relazioni e la crescita professionale sono passate in secondo piano.