La fine del greenwashing? La nuova sfida è dimostrare la sostenibilità - Fondazione Ecosistemi

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Per anni il dibattito sul greenwashing si è concentrato soprattutto sull’abuso di slogan e messaggi ambientali. Oggi, invece, il tema è più profondo: costruire un sistema che renda la sostenibilità realmente verificabile.

È questa la riflessione emersa nel corso dell’incontro “La fine del Greenwashing? Come cambia la comunicazione ambientale e di sostenibilità dalla Direttiva (UE) 2024/825 al d.lgs. 30/2026”, ospitato presso lo Spazio Europa “David Sassoli” di Roma e promosso nell’ambito dell’European Climate Pact. 

Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, esperti di diritto, imprese, associazioni dei consumatori e professionisti della sostenibilità, mettendo in dialogo competenze diverse ma complementari su uno dei temi destinati a incidere maggiormente sulle strategie di sostenibilità delle organizzazioni.

Nel dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: il contrasto al greenwashing non passa soltanto attraverso nuove norme, ma richiede metodi di valutazione, criteri comuni e strumenti di verifica capaci di rendere credibili le dichiarazioni ambientali.

In questo quadro si inserisce anche il contributo di Fondazione Ecosistemi. Nel suo intervento, Giorgio Galotti, esperto di strategie per lo sviluppo sostenibile delle imprese, ha richiamato l’esperienza del Green Public Procurement, evidenziando come il sistema dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresenti già oggi un modello concreto di sostenibilità verificabile.

Previsti dall’articolo 57 del Codice dei Contratti Pubblici, i CAM non definiscono soltanto requisiti ambientali, ma stabiliscono anche le modalità con cui tali requisiti devono essere dimostrati: certificazioni accreditate, prove documentali, verifiche tecniche e criteri basati sul ciclo di vita del prodotto.

È proprio questo approccio che può offrire indicazioni utili anche per la nuova disciplina europea sulle dichiarazioni ambientali. La credibilità di un claim non dipende soltanto da ciò che comunica, ma dalla qualità delle evidenze che lo sostengono.

Nel corso dell’iniziativa sono stati inoltre presentati i principali risultati del nuovo Report Greenwashing 2023-2026, che evidenzia come il fenomeno continui a rappresentare una criticità per il mercato e per i consumatori, rafforzando l’esigenza di strumenti sempre più efficaci per distinguere la sostenibilità reale da quella semplicemente dichiarata.

Più che la fine del greenwashing, si apre quindi una nuova stagione della sostenibilità: una stagione in cui trasparenza, verificabilità e responsabilità diventano elementi imprescindibili per costruire fiducia e orientare le scelte di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini.

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Ilda Hidri