Onda Pride, oggi sette cortei a Cagliari, Catania, Napoli, Verona, Giulianova, Milano e Taranto.  Piazzoni (Arcigay): “La tragedia di Camaiore è la verità che il governo non vuole vedere: l'omofobia uccide”

Bologna, 27 giugno 2026 – Un’altra giornata intensa per l'Onda Pride 2026, la grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e da altre associazioni locali e nazionali, che oggi mette in programma sette cortei in tutta Italia. Il Cagliari Sardegna Pride si ritrova alle 17 al Parco della Musica, il Catania Pride parte alle 17 da Piazza Borgo, il Napoli Pride ha il concentramento alle 16 in Piazza Giovanni Leone, mentre il Verona Tumulto Pride si concentra in Piazza Bra alle 16; il Giulianova Abruzzo Pride parte alle 16 da Piazza del Mare, il Milano Pride si ritrova alle 17 in via Vittorio Pisani davanti alla Stazione Centrale. Infine, il Taranto Human Pride ha il raduno alle 17.30 nel piazzale antistante l'Arsenale.

“Oggi siamo in sette piazze italiane – dichiara Gabriele Piazzoni, Segretario Generale di Arcigay – , ma il nostro pensiero è a Camaiore. A Mirko, 24 anni, ucciso perché gay. A Kety, 52 anni, uccisa perché ha scelto di stare dalla parte di suo figlio. L'omofobia uccide. Non è un'opinione, è un fatto. E questa è la verità che il governo Meloni non vuole vedere, che la destra nega, che la tv pubblica minimizza mentre sdogana insulti e violenze verbali. La cultura patriarcale, che decide chi ha diritto di esistere e chi no, è alla radice di questa strage. La stessa cultura che pretende di controllare le donne, che decide quali identità sono “accettabili” e quali no. Omofobia e femminicidio convivono in questo dramma e nascono dalla stessa idea che alcune persone abbiano il diritto di decidere come devono vivere le altre. Ma noi non ci fermiamo. Oggi siamo in sette città italiane, da Cagliari a Milano, da Napoli a Verona, per dire che non esiste liberazione senza giustizia sociale, non esiste orgoglio senza lotta. E per gridare a chi preferisce un figlio morto a un figlio gay, che non ci farete sparire”, conclude Piazzoni.

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