Grazie alla rete Per Gaza, quattro tende-scuola hanno continuato a offrire istruzione e sostegno psicologico ai bambini della Striscia nei mesi più critici e da luglio se ne aggiungeranno altre due.
A Gaza, in mezzo alle macerie e alle interruzioni forzate della quotidianità, ci sono luoghi dove centinaia di bambini e bambine possono ancora tornare a essere semplicemente bambini: sono le Tende Educative, hub temporanei di apprendimento e protezione sostenuti da CISS e dalla rete Per Gaza, di cui Il Sole ETS fa parte.
Una crisi che non si ferma
Le ultime settimane hanno confermato quanto la situazione nella Striscia resti drammaticamente instabile. Bombardamenti quotidiani, nuovi sfollamenti e restrizioni sempre più severe agli spostamenti continuano a colpire una popolazione già allo stremo. La maggior parte delle persone vive ancora sfollata, in spazi sovraffollati dove i servizi essenziali sono al collasso: l’accesso all’acqua potabile è gravemente limitato, i rifiuti si accumulano nelle strade favorendo la proliferazione di insetti e roditori, e non è raro che gli adulti si organizzino in turni notturni per evitare che i bambini vengano morsi dai topi mentre dormono.
Anche l’arrivo degli aiuti umanitari è sempre più ostacolato: controlli prolungati, ritardi nei convogli e la scarsità di carburante mettono a rischio il funzionamento dei pochi ospedali rimasti e dei sistemi idrici.
In questo scenario, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i più piccoli. Oltre 637.000 bambini e adolescenti in età scolare non hanno accesso continuativo all’istruzione formale in presenza, e circa 64.000 bambini di cinque anni restano esclusi dai programmi di educazione della prima infanzia, una fase cruciale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo. Le risorse insufficienti mettono a rischio anche i programmi di protezione dell’infanzia: supporto psicologico, spazi sicuri e attività di sensibilizzazione stanno subendo interruzioni proprio mentre il bisogno cresce.
Le Tende Educative: uno spazio protetto in mezzo al caos
È in questo contesto che le Tende Educative assumono un valore che va oltre la didattica. Non sono soltanto un luogo dove imparare a leggere, scrivere e far di conto: sono uno spazio protetto in cui i bambini possono ritrovare una parvenza di normalità, stabilità affettiva e serenità.
Oggi il progetto accoglie 804 bambini e bambine all’interno di 4 tende-scuola, seguiti ogni giorno da 12 insegnanti che offrono loro conoscenze, ascolto e speranza. Le strutture sono posizionate strategicamente nei punti di maggiore concentrazione di sfollati: due nella città di Gaza, a Tal Al Hawa e Al Azhar, e due nei campi di Al Nasra e Al Shorouq, nella zona di Khan Younis.
Il programma segue un sistema di doppi turni da 4 ore ciascuno, con lezioni di arabo, matematica e inglese in linea con il curriculum ministeriale. A ogni bambino vengono garantiti una merenda (cibo, acqua e succo di frutta) e un kit scolastico. Accanto alle lezioni regolari, CISS realizza anche laboratori dedicati alla tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale, un modo per aiutare i più giovani a mantenere vivo il legame con la propria storia e la propria identità, anche mentre tutto intorno viene distrutto.
Il ruolo decisivo della rete Per Gaza
Garantire la continuità di queste quattro tende-scuola ha richiesto un importante sforzo di coordinamento finanziario. Fino a marzo, l’attività è stata coperta da un finanziamento del British Council. Ma tra aprile e giugno — in attesa dell’avvio, a luglio, di un nuovo stanziamento da parte di Caritas Children — le strutture hanno attraversato il periodo più critico, rischiando seriamente la chiusura.
È stato proprio in questo momento decisivo che Il Sole ETS e le associazioni della rete Per Gaza hanno fatto la differenza. Dall’inizio della campagna promossa da ForumSaD, e fino all’aggiornamento di fine maggio 2026, la rete ha raccolto complessivamente 19.270,50 euro: una cifra che ha permesso di coprire interamente i costi del personale docente nelle quattro tende per l’intero periodo di transizione, garantendo a centinaia di bambini un luogo sicuro in cui continuare ad apprendere e crescere proprio quando ce n’era più bisogno.
Uno sguardo al futuro: due nuove tende da luglio
L’impegno della rete non si ferma qui. A partire da luglio 2026, grazie ai fondi raccolti, sarà possibile attivare due nuove tende-scuola, interamente sostenute dalla campagna Per Gaza, e garantirne il funzionamento per i successivi sei mesi. Un ampliamento che significa accesso all’istruzione e alla protezione per un numero ancora maggiore di bambini e bambine nella Striscia — e la speranza, nei prossimi mesi, di riuscire a raccogliere i fondi necessari per proseguire il progetto anche oltre.
Le parole dei bambini
Sono le voci dei più piccoli a raccontare meglio di ogni numero cosa significhi, per loro, poter tornare a scuola.
«Nonostante la guerra, voglio continuare a studiare per diventare ingegnere.»
Frequentare le attività educative permette loro di recuperare un pezzo della propria infanzia, di sentirsi di nuovo bambini e non soltanto sopravvissuti a una crisi che segna ogni aspetto della loro quotidianità.
«La scuola mi fa dimenticare la paura, almeno per un po’.»
Ma la continuità di questo percorso resta estremamente fragile. Le lezioni dipendono spesso dall’intensità delle operazioni militari che, nonostante i cessate il fuoco annunciati più volte, non si sono mai davvero fermate. Ogni nuovo bombardamento, ogni ordine di evacuazione, ogni spostamento forzato interrompe il percorso educativo e costringe insegnanti e studenti a ricominciare da capo. Non sorprende, allora, che una bambina abbia chiesto alla sua insegnante:
«Maestra, se ci sarà un altro sfollamento, possiamo portare con noi lei e la scuola?»
In questa domanda c’è tutto il senso del nostro intervento: la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un punto di riferimento affettivo, un presidio di normalità e una fonte di sicurezza in un contesto in cui ogni certezza viene continuamente negata.
Per un’altra bambina, poter tornare in classe ha significato vedere realizzato un desiderio semplice e potentissimo:
«Maestra, finalmente posso venire a scuola: era il mio sogno.»
Perché continuare a sostenere il progetto
Sostenere le Tende Educative significa permettere a migliaia di bambini e bambine di continuare a imparare, crescere e sperare, anche mentre la violenza continua a minacciare il loro presente e il loro futuro. Grazie al contributo di chi ha già sostenuto la campagna Per Gaza, quattro tende-scuola sono rimaste aperte nei mesi più difficili. Ora l’obiettivo è aprirne altre due e garantirne il funzionamento per i prossimi sei mesi: un impegno concreto per continuare a difendere, ogni giorno, il diritto dei bambini di Gaza a immaginare un futuro.
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Alessia Bellini Responsabile sostegni a distanza
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