Aggregarsi non è più un’opzione, ma una priorità. È questo il messaggio emerso nella sede di Confindustria Udine, dove il Cluster Legno Arredo Sistema Casa FVG Società Benefit ha presentato un nuovo modello di politica industriale condivisa, sviluppato in dialogo con Confindustria, rappresentanze imprenditoriali, Friulia e Regione Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è rafforzare la competitività del comparto legno-arredo e dell’intero sistema manifatturiero regionale, favorendo percorsi di sviluppo e aggregazione tra imprese, ritenuti l’unico modo per affrontare la crescente concorrenza internazionale, con particolare riferimento alla Cina.
All’incontro, al quale hanno partecipato numerosi imprenditori, tra cui Paolo Fantoni, Calligaris e Di Fonzo, sono intervenuti Edi Snaidero, presidente del Cluster Legno Arredo Casa FVG SB, Pierluigi Zamò, presidente di Confindustria FVG, Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine, Alessandro Fantoni, capogruppo Legno Arredo di Confindustria Udine, Jacopo Galli, presidente della Filiera Legno Arredo Tessile di Confindustria Alto Adriatico, Marco Signori, direttore generale di Friulia, e Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive.
Lo scenario
Il quadro internazionale evidenzia segnali di forte criticità. Tra il 2022 e il 2024 il mercato europeo del mobile ha registrato una contrazione del 5,8% del fatturato, con la perdita di oltre 61.000 addetti (EFIC/FederlegnoArredo). Nel primo trimestre del 2026 l’export italiano del settore ha segnato un calo del 7,42%, mentre il Friuli Venezia Giulia ha registrato una flessione del 6,41% (Istat). Per il FVG, i principali mercati di destinazione mostrano riduzioni significative: Stati Uniti (-24%), Spagna (-9%), Francia e Germania (-3%). La Cina, diventata nel 2025 il primo fornitore di mobili della Germania con importazioni pari a 3,15 miliardi di euro (+9,3%), non compete più soltanto sul prezzo, ma anche su design, qualità, automazione, digitalizzazione e rapidità produttiva, modificando gli equilibri globali.
Il Friuli Venezia Giulia conferma comunque il peso strategico del comparto, con 2.169 imprese – prevalentemente piccole e medie – pari al 20% del tessuto manifatturiero regionale e 17.533 addetti. Si tratta del secondo settore industriale regionale per fatturato, export e occupazione.
Il Cluster Legno Arredo Sistema Casa FVG SB
«Non è più tempo di parole, servono fatti – ha dichiarato il presidente del Cluster, Edi Snaidero –. In Europa il settore ha perso dal 2022 al 2025 circa 100.000 addetti: sono numeri preoccupanti. Si sommano poi l’aumento dei costi energetici, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, i dazi americani, il rallentamento del mercato immobiliare europeo e nordamericano, con la domanda di arredamento strettamente collegata al settore delle costruzioni.
Il sistema Europa, nel suo complesso, è in crisi. Non riguarda solo noi, basta guardare il comparto automotive: importiamo sempre di più. Il costo del lavoro non è più il fattore determinante: in Cina hanno robotizzato, digitalizzato, centralizzato e verticalizzato la produzione. Hanno forza e potenza e ora, con i dazi americani, spingono ancora di più verso l’Europa, che importa circa 20 miliardi di euro di mobili, di cui circa il 68% dalla Cina. Ecco perché la competizione, oggi, non si gioca più tra singole imprese, ma tra sistemi industriali.
Il vantaggio competitivo del Made in Italy resta intatto: qualità, design e specializzazione. Ma la capacità di fare sistema deve diventare il prossimo fattore competitivo. Con umiltà dobbiamo essere capaci, mantenendo la nostra identità, di imparare da chi ha saputo organizzarsi meglio».
La strategia del Cluster Legno Arredo Sistema Casa FVG SB
Il Cluster propone un modello regionale permanente per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale e aggregazione industriale. La strategia si fonda su un principio chiave: oggi la competizione è tra sistemi industriali e non tra singole imprese. Il modello prevede strumenti di autovalutazione e accompagnamento specialistico, supporto alla definizione dei piani industriali, strumenti finanziari dedicati e una governance condivisa tra imprese e Friulia, con il supporto del Cluster e la regia della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il Cluster svolgerà il ruolo di facilitatore nell’individuazione delle aziende pronte ad avviare questi percorsi, mentre Friulia potrà coordinare competenze industriali, organizzative e finanziarie, favorendo la nascita di aggregazioni stabili orientate alla crescita e raccogliendo bisogni e priorità delle imprese.
Obiettivi e impatti attesi
La proposta punta a consolidare la patrimonializzazione delle imprese, favorire il ricambio generazionale e manageriale, attrarre investimenti e partnership industriali, aumentare la resilienza del sistema produttivo regionale e rendere il Friuli Venezia Giulia più attrattivo e competitivo nel panorama europeo.
Gli interventi
Luigino Pozzo, presidente Confindustria Udine
«La Cina è ormai competitiva su tutti i mercati globali. Dobbiamo prepararci, sederci attorno a un tavolo, parlarne come sistema e trovare soluzioni concrete. In Italia, tanto più nella nostra regione, il tessuto industriale è costituito da piccole e medie imprese, che fanno fatica ad approcciarsi in modo competitivo al mercato globale. La forza sta nelle sinergie e nelle relazioni: oggi più che mai le imprese devono fare sistema per affrontare momenti così complicati.»
Pierluigi Zamò, presidente Confindustria FVG
«I tempi dell’economia sono micidiali: ciò che prima era un’opzione oggi è una necessità. Dobbiamo trovare insieme opportunità e soluzioni concrete, coinvolgendo gli istituti regionali. Mi piace l’idea che il Cluster, assieme a Friulia, diventi il certificatore delle aggregazioni industriali.»
Alessandro Fantoni, capogruppo Legno Arredo – Confindustria Udine
«Il settore del legno-arredo del Friuli Venezia Giulia si trova in un contesto competitivo sempre più complesso: tensioni geopolitiche, costi energetici elevati, normative ambientali sbilanciate e una pressione concorrenziale internazionale senza precedenti. Le politiche protezionistiche degli Stati Uniti hanno favorito un incremento del +20% delle esportazioni cinesi in Europa. Negli ultimi dieci anni l’Europa ha ridotto le emissioni di 900 milioni di tonnellate di CO₂, mentre la Cina le ha aumentate di quasi 2 miliardi costruendo nuove centrali a carbone. In queste condizioni le imprese europee pagano un prezzo più alto rispetto ai competitor extra UE, con il rischio concreto di trasformare la decarbonizzazione in deindustrializzazione. Per competere servono strumenti adeguati e politiche che favoriscano aggregazioni industriali, economie di scala e una maggiore solidità patrimoniale.»
Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive
«La Cina ha modificato gli equilibri commerciali europei e conquistato ampie fette di mercato in Europa, in particolare in Germania, grazie a una dimensione industriale e una capacità di investimento e un coordinamento di filiera che nessuna singola impresa italiana e regionale, per quanto eccellente, può reggere da sola. In un territorio dove il 95% delle aziende è medio-piccola, è fondamentale fare sistema e costruire massa critica. Dobbiamo riscrivere le regole del gioco a livello europeo e, nel frattempo, mettere a disposizione strumenti concreti: Agenda FVG Manifattura 2030, reti d’impresa, internazionalizzazione e, se necessario, misure straordinarie aggiuntive. L’obiettivo è difendere le nostre eccellenze e mantenere la manifattura in Friuli Venezia Giulia.»
Marco Signori, direttore generale Friulia
«Le leve classiche – penetrazione dei mercati, sviluppo prodotti, sviluppo mercati e diversificazione – restano fondamentali, ma richiedono strutture organizzative più solide e una governance moderna. In questo scenario, le aggregazioni industriali rappresentano un’opportunità, ma vanno affrontate con preparazione: competenze manageriali, conti verificati, sistemi di reporting e collaborazioni industriali sono elementi essenziali per affrontare percorsi complessi con basi robuste. La finanziaria regionale è in grado di sostenere processi di aggregazione e sviluppo, e può rappresentare un pilastro fondamentale nel percorso promosso dal Cluster Legno Arredo Casa FVG per rafforzare la competitività del comparto. Crescere, da soli, sarà sempre più difficile quando la dimensione aziendale diventa un limite alla competitività e alla capacità di investire.»
Jacopo Galli, presidente Filiera Legno Arredo Tessile – Confindustria Alto Adriatico
«Ho visto in Cina un potenziale capace di divorarci. I nostri fornitori saranno i primi a sparire, poi toccherà a noi: fare massa critica e ridurre i costi produttivi è l’unica via.»