«Barbara quest’anno non la faccio la festa, la rimando al prossimo anno, la voglio ripensare: voglio fare una serata ancora più bella»: così mi ha detto al telefono qualche mese fa.

E io ho pensato che “va bene”: avrei atteso pazientemente il solstizio del 2027 per tornare alla “Festa nell’aia” di Daniele Fagiolini, tristemente scomparso troppo presto, il 13 luglio 2026.

Cuoco appassionato di gastronomia ma anche del territorio e dei contadini, attivista onesto e anche ruvido “alla toscana”, a volte, nelle critiche sempre costruttive di chi sente nel profondo ciò a cui crede.

E fin dall’inizio ha creduto nel progetto Alleanza dei Cuochi, che connette ristoratori e contadini nel rispetto e nel supporto reciproco. Le Colombaie, il suo ristorante, sempre menzionato nella nostra guida Osterie d’Italia, ogni anno era confermato come Chiocciola: il massimo riconoscimento per il lavoro di Daniele che ha sempre interpretato il ruolo di oste come ambasciatore del buono, pulito e giusto mentre faceva politica gastronomica attraverso la sua splendida ristorazione.

Gli vogliamo bene tutti a Daniele, eterno ragazzone con gli occhi buoni, che ogni anno, a giugno, celebrava la sua idea di Alleanza con la bellissima “Festa nell’aia”, nel prato davanti il suo ristorante: una serata di cibo, di vini, di incontri, chiacchiere e risate. Una serata che rendeva il territorio, che amava, e i produttori, con cui Daniele aveva un dialogo assiduo e autentico, i protagonisti della festa: erano questi ultimi a offrire, servire e raccontare il cibo, e noi partecipanti ad ascoltare le loro storie, a guardare i banchi festosi, ad assaggiare curiosi quelle leccornie seduti sulle belle balle di paglia profumata. E per una sera, il mondo sembrava un luogo un po’ migliore. E per una sera il cambiamento era tangibile, e anche gioioso.

E siccome è nell’amore che continuano a vivere le persone a cui vogliamo bene, ricacciamo la tristezza e proviamo a sorridere pensando a Daniele: anche per lui proseguiamo nel cercare di rendere il mondo un luogo un po’ migliore, a partire dal cibo, a partire dai campi, a partire dalle cucine e dalle aie in festa.

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia