Introduzione
Un riconoscimento istituzionale che restituisce memoria a una delle pagine più dolorose e meno conosciute della storia dell’emigrazione italiana.
Così il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà, la vicepresidente Elena Ugolini e Giuseppe Conti, presidente dell’Associazione nazionale Arandora Star APS, esprimono soddisfazione per l’approvazione da parte del Parlamento italiano della legge che istituisce l’11 ottobre di ogni anno come la Giornata nazionale in memoria dei 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, morti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star nel 1940. L’istituzione della Giornata rappresenta un risultato particolarmente significativo per le comunità italiane all’estero e per i discendenti delle vittime, che per decenni hanno chiesto il riconoscimento ufficiale della vicenda dell’Arandora Star.
La data della commemorazione dell'11 ottobre corrisponde al giorno della scomparsa di Rando Bertoia, l'ultimo sopravvissuto del naufragio.
Le dichiarazioni
“Una grande emozione che sintetizza e chiude il cerchio di un percorso iniziato anni fa grazie al lavoro dell’Associazione vittime dell’Arandora Star e che attraverso le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima, della legge regionale poi e di questo provvedimento del Parlamento, proietta la storia dell’Arandora Star all’attenzione della nostra Italia” commenta Matteo Daffadà. “Il percorso - aggiunge il presidente - continua con tutto l’entusiasmo e la volontà che contraddistingue gli attori di questa incredibile storia. Tanti passi sono stati fatti e altri ne faremo tutti insieme”.
Altrettanta soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidente della Consulta Elena Ugolini che ha dichiarato: “L’istituzione della Giornata nazionale della memoria delle vittime dell’Arandora Star rappresenta un’importante occasione per trasmettere alle nuove generazioni una pagina significativa della nostra storia”. Ugolini ha continuato spiegando che “attraverso attività nelle scuole, incontri e momenti di riflessione, potremo custodire la memoria delle vittime e valorizzare il contributo delle comunità italiane ed emiliano-romagnole nel mondo, affinché il loro sacrificio e le loro vicende umane continuino a essere patrimonio vivo della nostra identità collettiva.”