Contesto
Le restrizioni territoriali dell'offerta sono limitazioni imposte da alcuni fabbricanti di grandi dimensioni in modo da rendere molto difficile o impossibile per i dettaglianti acquistare prodotti in un paese dell'UE e rivenderli in un altro. Frammentano il mercato unico, limitano la scelta dei consumatori e contribuiscono a notevoli differenze di prezzo all'interno dell'UE per beni di consumo quotidiano, che non possono essere giustificate da fattori quali i diversi regimi fiscali (compresa l'IVA) o i costi di produzione (compresi i costi del lavoro, delle materie prime e della logistica). Di fatto sono state individuate come uno dei 10 ostacoli più dannosi agli scambi nel mercato unico.
La strategia per il mercato unico adottata nel maggio 2025 ha annunciato strumenti per contrastare tali pratiche quando non rientrano tra le situazioni disciplinate dal diritto della concorrenza.
La differenziazione dei prodotti e dei prezzi può talvolta essere giustificata, ad esempio, dalla necessità di rispettare requisiti normativi nazionali in materia di etichettatura o da una strategia commerciale a breve termine di un'impresa relativa ad un nuovo prodotto. Il diritto della concorrenza contrasta le restrizioni territoriali ingiustificate dell'offerta legate ad accordi anticoncorrenziali a pratiche anticoncorrenziali unilaterali da parte di un'impresa con posizione. Le pratiche più frequenti che potrebbero essere considerate restrizioni territoriali dell'offerta sono la differenziazione dell'imballaggio e dell'etichettatura, la differenziazione dei prezzi all'ingrosso e il rifiuto di fornitura.
La proposta di regolamento affronta le restrizioni territoriali ingiustificate dell'offerta non disciplinate dal diritto della concorrenza, al fine di consentire ai dettaglianti e ai grossisti di rifornirsi di prodotti da altri Stati membri senza dover affrontare ostacoli ingiustificati. Ciò dovrebbe consentire ai consumatori di beneficiare del mercato unico avendo accesso a una scelta più ampia di prodotti a prezzi più bassi. Le azioni volte a conseguire tale obiettivo devono rispettare la libertà, da parte dei fabbricanti, di organizzare e strutturare i loro canali di distribuzione commerciale come ritengono opportuno, a condizione che non ostacolino il funzionamento del mercato unico.
Oggetto della consultazione
La consultazione volta a tutti i portatori di interessi serve a raccogliere le loro prove fattuali e le loro esperienze in materia di restrizioni territoriali ingiustificate dell'offerta. I riscontri così raccolti confluiranno nella base di conoscenze su cui si basa la valutazione d'impatto, consentendo alla Commissione di tenere conto di un'ampia gamma di opinioni e contributi al momento di definire il problema, progettare le potenziali soluzioni e valutarne il possibile impatto. Otto settimane dopo la chiusura della consultazione pubblica sarà pubblicata una sintesi dei feedback sul portale "Di' la tua". Una relazione riepilogativa di tutte le attività di consultazione sarà pubblicata come allegato della valutazione d'impatto.
Il periodo
La consultazione è aperta dal 28 maggio al 29 settembre 2026
Per approfondire
Link alla consultazione sul sito “Have your say”