Veronese: �Non si ferma la strage sul lavoro�
In due giorni, sette infortuni mortali. �� il sistema nel suo insieme che non funziona�
17/07/2026 Sindacato.
�Tra ieri e oggi altre sette persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non sono pi� tornate. Sette ennesime �tragedie� che si fa fatica a definire incidenti: sono l�esito di un sistema che, nel suo insieme, continua a mettere il profitto davanti alla sicurezza delle persone. Come si possono archiviare sette morti come �fatalit��? �.
� quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
�� la prova che � il sistema a non funzionare: formazione carente, addestramento inadeguato e insufficiente, precariet� che spinge lavoratrici e lavoratori ad accettare ritmi e condizioni insostenibili, appalti al massimo ribasso dove la sicurezza � la prima voce di spesa tagliata. Ed � il sistema - ha sottolineato Veronese - che deve cambiare, non solo un suo piccolo pezzetto. Serve una procura speciale per i reati di omicidio e lesioni sul lavoro, con magistrati e strutture dedicate che possano indagare con rapidit�, perch� incessante � il ritmo con cui si spengono le vite nei cantieri, nei campi, nelle fabbriche. Serve - ha proseguito la sindacalista della Uil - il reato di omicidio sul lavoro, perch� chi mette il profitto davanti alla vita delle persone deve rispondere con pene adeguate alla gravit� di ci� che provoca. E poi servono investimenti reali, nella formazione e nell�addestramento, ma anche nel lavoro dignitoso, di qualit�. Se hai paura di perdere il posto e magari hai una famiglia che dipende da te, se sei ricattabile, � difficile che riesci a rinunciare, a preservarti, a fermarti perch� qualcosa che ti viene chiesto di fare non � sicuro: � una verit� scomoda - ha concluso Veronese - tutti la conoscono, ma nessuno sembra volerla vedere e farsene carico. Eppure, la sicurezza e la salute del lavoro passano innanzitutto da qui�.
Roma, 17 luglio 2026