ELECTROLUX: piccoli passi in avanti ma ancora insufficienti. Attendiamo risposte sui volumi e la continuità occupazionale

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Comunicato Stampa

Dichiarazione del Segretario generale FIM Ferdinando Uliano

 e del Segretario nazionale FIM Massimiliano Nobis

ELECTROLUX: piccoli passi in avanti ma ancora insufficienti.

Attendiamo risposte sui volumi e la continuità occupazionale

Si è svolto oggi a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il vertice istituzionale dedicato alla vertenza Electrolux, convocato a seguito dell’annuncio dei 1700 tagli occupazionali e strutturali che destano forte preoccupazione tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali.

In apertura d’incontro, il Ministro Adolfo Urso ha confermato l’impegno attivo del Governo in sede europea attraverso il documento strategico “non paper”, volto a ottenere interventi concreti per la riduzione del costo dell’energia, fattore cruciale per la competitività industriale. Contestualmente, è stato ribadito il supporto istituzionale al sostegno della ricerca e dello sviluppo di prodotto.

Nel corso del vertice ministeriale, l’azienda ha ribadito le difficoltà legate alla pressione competitiva esercitata dai prodotti provenienti dai mercati asiatici. Tuttavia, a seguito del percorso di dialogo intrapreso in queste settimane con il sindacato, Electrolux ha dichiarato di aver individuato una serie di azioni mirate all’efficientamento dei costi e alla focalizzazione sulle classi di prodotti a maggiore marginalità, elementi chiave su cui intende rivedere il piano industriale precedentemente presentato.

Durante il confronto sono state illustrate le prospettive e gli interventi previsti per i diversi siti produttivi nazionali:

Forlì: L’azienda ha confermato investimenti mirati sui piani di cottura a gas e sulla gamma dei forni, finalizzati alla riduzione dei costi di prodotto e al rilancio della competitività di gamma.

 Susegana: Pur registrando una forte esposizione alla competizione asiatica, è previsto il completamento della gamma dei cosiddetti “prodotti svizzeri”, con un target produttivo stimato a 500 mila pezzi.

 Porcia: È prevista la possibilità di investire sulle lavatrici di grande capacità, accompagnate da aggiornamenti tecnologici impiantistici volti a incrementare la produzione fino a 600 mila pezzi.

 Solaro: Forte di una produzione consolidata di 700 mila lavastoviglie, il sito rappresenta un percorso di crescita nei volumi europei attraverso nuovi prodotti e investimenti mirati.

Cerreto d’Esi: Sono state individuate diverse azioni per migliorare l’efficienza e ridurre il costo del prodotto, pur permanendo un elevato gap competitivo con i concorrenti nel settore delle cappe. L’azienda ha comunque ribadito l’impegno al mantenimento dell’attività produttiva e alla ricerca di soluzioni adeguate.

L’azienda ha infine sottolineato che, combinando gli interventi di riduzione del costo energetico (sostenuti dalle istituzioni) con gli impegni sul fronte della ricerca e dell’innovazione, si potrà lavorare concretamente per favorire la crescita dei volumi produttivi in Italia.

Per quanto riguarda la FIM: “i piccoli passi mossi nei recenti tavoli tecnici non sono sufficienti per mettere in sicurezza l’occupazione e il futuro del settore degli elettrodomestici in Italia. Il piano presentato inizialmente dall’azienda prefigura un inaccettabile processo di deindustrializzazione. Ogni revisione alle questioni dei costi energetici o del quadro regolatorio è determinante per la costruzione di una reale prospettiva di rilancio, di salvaguardia occupazionale e industriale.

Mentre il confronto è in corso, registriamo con forte preoccupazione il proseguimento del trasferimento di codici di produzione e di volumi da Cerreto d’Esi verso l’estero. Chiediamo all’azienda un atto di responsabilità: congelare subito queste iniziative e garantire la piena continuità produttiva del sito.

Resta inoltre del tutto inaccettabile l’ipotesi di passare da due turni a un solo turno di lavoro su tutti gli stabilimenti. Nel settore, rinunciare al doppio turno significa ridurre e peggiorare l’efficienza organizzativa e compromette la sostenibilità economica necessaria a salvaguardare i posti di lavoro diretti, compresi i settori strategici della Ricerca, Sviluppo e Qualità.

Apprezziamo la volontà e gli impegni messi in campo dal Ministero tra contratti di sviluppo, innovazione e azioni in sede europea che necessitano di concretizzarsi, ma questi strumenti soli non sono sufficienti.

Ci aspettiamo da Electrolux massima trasparenza, non accetteremo trattative parziali o soluzioni azzoppate già in partenza. A settembre occorre una vera quadratura del cerchio che dia garanzie e prospettive a tutti i lavoratori e in particolare la certezza della continuità industriale a Cerreto d’Esi.”

Ufficio Stampa nazionale FIM CISL

Roma, 21 luglio 2026                                                                                                            

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