Roma (NEV), 13 luglio 2026 – In occasione del lancio della sottoscrizione FCEI per il Venezuela a favore delle vittime del terremoto dello scorso 24 giugno, abbiamo posto alcune domande alla Capitana dell’Esercito della salvezza Valentina Castaldo,
Responsabile Nazionale Comunicazioni & PR e Segretaria Nazionale per i Candidati, e al Segretario in Capo, Maggiore Francisco Paredes, che ha esperienza diretta del lavoro nel Servizio per le Emergenze, proprio nelle zone del Sud America. Nel suo ultimo incarico in Cile Paredes era direttamente coinvolto nelle operazioni di ricostruzione a seguito degli incendi nel paese.
Gli interventi che le donazioni renderanno possibili saranno infatti realizzati proprio tramite l’Esercito della salvezza, immediatamente operativo con squadre di primo soccorso.
In corsivo, nell’intervista a seguire, le risposte di Paredes.
In cosa consiste l’attività di soccorso dell’Esercito della Salvezza? Com’è organizzata? Ha unità operative internazionali dislocate nei vari continenti?
L’Esercito della Salvezza è presente in oltre 130 Paesi del mondo e, fin dalla sua fondazione, ha affiancato alla propria missione spirituale un forte impegno sociale e umanitario. Quando una comunità viene colpita da un disastro naturale, da un conflitto o da un’altra emergenza umanitaria, il nostro obiettivo è essere presenti con un aiuto concreto, rapido e rispettoso della dignità delle persone coinvolte.
Dal punto di vista organizzativo, la risposta alle emergenze si basa su una rete globale già radicata nei territori. Non disponiamo di un unico corpo internazionale che viene inviato da un continente all’altro, ma di una presenza locale che rappresenta il primo e più importante strumento di intervento. Sono i salutisti che vivono nel Paese colpito a fornire la prima risposta, perché conoscono il territorio, la lingua, la cultura e i bisogni delle comunità.
A supporto di questa rete locale opera l’International Emergency Services (IES), il Servizio Internazionale delle Emergenze dell’Esercito della Salvezza, con sede presso il Quartier Generale Internazionale di Londra. Il suo compito è coordinare e sostenere gli interventi quando un’emergenza supera le capacità di risposta locali. L’IES mette a disposizione competenze tecniche, supporto logistico, formazione specialistica, personale qualificato e risorse economiche provenienti dalla rete internazionale dell’Esercito della Salvezza.
Quando si verifica una calamità, il processo inizia con una valutazione dei bisogni effettuata dal territorio coinvolto. Se emerge la necessità di un supporto internazionale, il Servizio Internazionale delle Emergenze attiva i propri meccanismi di coordinamento e mobilita il sostegno delle altre nazioni dell’Esercito della Salvezza. In questo modo possiamo passare rapidamente da una prima risposta locale a un intervento più ampio e strutturato, mantenendo però il forte coinvolgimento delle realtà presenti sul posto.
Tutto questo viene svolto seguendo gli standard umanitari riconosciuti a livello internazionale, tra cui il Core Humanitarian Standard, il Codice di condotta per il Movimento Internazionale della Croce Rossa e gli standard Sphere, che pongono al centro la qualità dell’assistenza, la trasparenza e la tutela delle persone colpite dalle emergenze.
Come si sta muovendo l’Esercito della Salvezza in Venezuela in queste prime settimane dopo il terremoto? Quali sono le necessità maggiori?
Dopo il forte terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno, il Territorio America Latina Nord ha immediatamente attivato una valutazione dei bisogni e il Servizio Internazionale delle Emergenze è stato messo in stato di allerta per sostenere l’operazione.
Nei giorni successivi una squadra di salutisti e volontari formati per la risposta alle emergenze ha raggiunto le aree maggiormente colpite, affrontando un viaggio di circa 19 ore attraverso zone con strade danneggiate, detriti e difficoltà di accesso. Una chiesa locale è stata trasformata in base logistica e punto di distribuzione degli aiuti.
Le prime attività si sono concentrate sull’acquisto e la distribuzione di beni essenziali reperiti localmente, tra cui alimenti, acqua potabile, coperte, materassi, kit per l’igiene personale, pannolini, prodotti per l’igiene femminile e teloni destinati a creare ripari temporanei per le famiglie che non possono rientrare nelle proprie abitazioni. Oltre alla distribuzione degli aiuti materiali, le squadre stanno offrendo anche sostegno pratico, emotivo e spirituale alle persone colpite.
I nostri operatori stanno inoltre prestando assistenza alle squadre di soccorso impegnate nelle attività di ricerca e recupero, fornendo bevande calde e generi di conforto durante i lunghi turni di lavoro. Parallelamente vengono visitate famiglie ospitate in rifugi temporanei per distribuire generi alimentari di base come riso, zucchero, farina e conserve.
Un altro aspetto particolarmente importante è il lavoro di mappatura delle aree più vulnerabili. Le nostre squadre stanno identificando le comunità meno raggiunte dagli aiuti e aggiornando continuamente la valutazione dei bisogni per indirizzare le risorse dove sono maggiormente necessarie.
Attualmente le principali necessità riguardano il sostegno alle persone sfollate, l’accesso a cibo e beni essenziali, la disponibilità di soluzioni abitative temporanee e l’accompagnamento psicologico, sociale e spirituale delle famiglie che hanno subito perdite e traumi significativi. (Mag. Francisco Paredes)
Con quali partner lavora l’Esercito della Salvezza e quali sono i prossimi obiettivi di aiuto?
Nelle emergenze operiamo sempre in collaborazione con le autorità competenti, le chiese locali e gli altri soggetti impegnati nella risposta umanitaria. In Venezuela stiamo partecipando agli incontri di coordinamento promossi dalle Nazioni Unite insieme alle autorità locali e alle altre organizzazioni umanitarie presenti nell’area colpita.
La risposta è inoltre sostenuta dalla rete internazionale dell’Esercito della Salvezza. Diversi Territori dell’Esercito della Salvezza, tra cui Canada, Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi e Norvegia, hanno già contribuito economicamente alla fase iniziale dell’intervento, consentendo l’acquisto immediato di materiali di prima necessità e l’ampliamento delle attività sul terreno.
Nelle prossime settimane l’obiettivo sarà consolidare la fase di emergenza, continuando a raggiungere le comunità più isolate e vulnerabili, ampliando la distribuzione di aiuti essenziali e rafforzando il sostegno agli sfollati. Contemporaneamente stiamo lavorando, insieme alle autorità e ai partner umanitari, alla pianificazione di interventi più strutturati orientati al recupero delle comunità e alla ricostruzione dei mezzi di sostentamento delle famiglie colpite.
Ogni emergenza ci ricorda che dietro ai numeri ci sono persone, famiglie e comunità che cercano di ricominciare. Il nostro compito è restare accanto a loro non solo nei giorni dell’emergenza, ma anche nel tempo della ricostruzione, perché la speranza si costruisce con gesti concreti, relazioni di fiducia e una presenza che non viene meno quando si spengono i riflettori.