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La Regione faccia chiarezza sulla richiesta di automedica avanzata durante l’intervento riguardante Abderrahim Fakir, il ragazzo di 42 anni deceduto domenica 19 luglio al Pilastro di Bologna.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Pietro Vignali (Forza Italia) che ricorda come “il 19 luglio scorso, nel quartiere Pilastro di Bologna, un intervento di emergenza sanitaria relativo al cittadino marocchino Abderrahim Fakir si è concluso con il decesso dello stesso, circostanza sulla quale sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti: la vicenda ha suscitato particolare attenzione nell'opinione pubblica e ha determinato l'apertura di accertamenti da parte dell'Autorità giudiziaria: dalle informazioni emerse risulterebbe che alle ore 12:36:48 l'equipaggio dell'ambulanza della Croce Rossa presente sul posto abbia richiesto alla Centrale operativa del 118 l'invio di un mezzo medicalizzato e dai dati disponibili risulterebbe che l'automedica denominata "Bologna 101" sia stata inviata alle ore 12:42:23, vale a dire 5 minuti e 35 secondi dopo la richiesta formulata dall'equipaggio intervenuto”.
Per Vignali risulta necessario accertare se questo intervallo temporale sia riconducibile esclusivamente alle modalità di registrazione informatica degli eventi oppure a una valutazione operativa effettuata dalla Centrale prima dell'effettiva attivazione del mezzo e appare altresì necessario verificare quale livello di criticità sia stato attribuito all'intervento e quali protocolli siano stati applicati nella gestione del caso: “La verifica di questi elementi – spiega l’azzurro – è funzionale alla valutazione dell'organizzazione del servizio di emergenza-urgenza e prescinde dagli accertamenti relativi alle cause del decesso”.
“Vogliamo sapere se vi fosse stato un ritardo nell’attivazione dell’intervento medico per Fakir, occorre verificare se ciò possa essere collegato alla limitata disponibilità di automediche nel territorio bolognese. È una questione che va oltre l’accertamento delle responsabilità sulla morte di Fakir e che richiede una risposta chiara da parte dell’Ausl di Bologna e della Regione Emilia-Romagna”, sottolinea Vignali che ricorda come "a Bologna ci sono solo due automediche".
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 28-07-2026, 16:57