Albania, AOI: "Ascoltare le voci della società civile e garantire il diritto a manifestare"

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AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale esprime preoccupazione per le violenze e le tensioni che hanno accompagnato le recenti manifestazioni nei pressi del Parlamento di Tirana.

Le notizie relative agli arresti di manifestanti e all’impiego di gas lacrimogeni e idranti da parte delle forze di polizia richiedono attenzione e piena chiarezza. AOI condanna ogni forma di violenza e richiama alla necessità che la gestione dell’ordine pubblico avvenga nel rispetto dei principi di legalità, proporzionalità e tutela dei diritti fondamentali.

«Stiamo seguendo con attenzione quanto accade in Albania e siamo in contatto con alcune realtà della società civile impegnate nelle mobilitazioni di queste settimane», dichiara Giovanni Lattanzi, presidente di AOI. «Ne ascoltiamo le testimonianze, le preoccupazioni e le proposte, nella convinzione che ogni tensione debba essere affrontata nelle sedi democratiche e senza alimentare ulteriori contrapposizioni».

Il movimento di protesta, nato intorno alla difesa di un’area di particolare valore naturalistico, ha progressivamente portato all’attenzione pubblica questioni più ampie, dalla trasparenza delle decisioni alla tutela dell’ambiente, dalla giustizia sociale all’indipendenza delle istituzioni.

«Vedere tante giovani donne e tanti giovani uomini scendere in piazza, accomunati dalla volontà di partecipare alla vita democratica del proprio Paese, è un segnale importante», sottolinea Lattanzi. «Il diritto a manifestare, a esprimere dissenso e ad avanzare proposte non rappresenta una minaccia per le istituzioni, ma uno dei fondamenti di una democrazia viva e matura».

È fondamentale che le manifestazioni mantengano un carattere pacifico e che le autorità assicurino il pieno esercizio delle libertà di espressione, informazione e partecipazione. Le organizzazioni della società civile costituiscono una risorsa essenziale per la vita democratica e devono poter svolgere il proprio ruolo in condizioni di libertà e sicurezza.

Quanto sta accadendo non può essere ignorato dall’Italia e dall’Unione europea. Il profondo legame storico, sociale ed economico con l’Albania attribuisce al nostro Paese una particolare responsabilità nel favorire un confronto politico e istituzionale fondato sul rispetto delle libertà fondamentali.

Questi principi costituiscono, inoltre, un elemento essenziale del percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea. Il consolidamento dello Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la partecipazione democratica e la tutela degli spazi civici devono restare centrali nel processo negoziale.

AOI chiede al Governo albanese di garantire il diritto alla manifestazione pacifica e la libertà di espressione e di informazione, assicurando modalità di intervento delle forze dell’ordine adeguate e proporzionate.

Invita il Governo italiano a utilizzare il rapporto privilegiato tra i due Paesi per favorire un confronto aperto con le istituzioni e con la società civile albanese.

Sollecita, infine, le istituzioni europee a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione e a mantenere il rispetto dei criteri democratici e dei diritti fondamentali tra le condizioni imprescindibili del percorso europeo dell’Albania.

«L’amicizia tra Italia e Albania si misura anche nella capacità di accompagnare i momenti più delicati con responsabilità e franchezza», conclude Lattanzi. «Sostenere il cammino europeo dell’Albania significa contribuire al rafforzamento delle sue istituzioni democratiche e riconoscere nella partecipazione dei cittadini una risorsa per il futuro del Paese».

29 luglio 2026

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