L’adolescenza è un periodo di profonde trasformazioni fisiche, emotive e relazionali. È la fase della vita in cui ci si affaccia al mondo esterno per costruire la propria identità, ma è anche il momento in cui possono emergere fatiche e fragilità intense.
Negli ultimi anni, sempre più genitori e famiglie si trovano ad affrontare due manifestazioni di disagio giovanile: i disturbi del comportamento alimentare spesso connessi a forme di ritiro sociale.
Vedere un figlio o una figlia cambiare il proprio rapporto con il cibo, isolarsi progressivamente nella propria stanza o rifiutare il contatto con i coetanei genera smarrimento, ansia e un profondo senso di impotenza.
La prima reazione è comprensibile: “Cosa sta succedendo? Ho sbagliato qualcosa? A chi posso rivolgermi per aiutare mio figlio?”.
Riconoscere questi segnali come un’indicazione di sofferenza emotiva è il primo passo per poter intervenire tempestivamente.
E’ importante insomma capire quando il cibo e l’isolamento diventano un linguaggio.
I disturbi alimentari in adolescenza – anoressia, bulimia o alimentazione incontrollata – e la tendenza al ritiro sociale non sono semplici fasi di passaggio o segnali di ribellione. Spesso rappresentano l’unico modo che ragazzi e ragazze trovano per manifestare un dolore profondo, un’ansia da prestazione schiacciante o una sensazione di inadeguatezza nei confronti del mondo esterno.
Quando la relazione con il proprio corpo e con il cibo si altera, anche la vita di relazione inizia a soffrire. Il ritiro nella propria stanza o il progressivo allontanamento dalle attività quotidiane e scolastiche diventano un rifugio, una difesa da una realtà percepita come troppo minacciosa o giudicante.
In questo scenario, la famiglia si trova a vivere una situazione di grande tensione. Tuttavia, la famiglia non è la causa del problema, ma la principale risorsa per la guarigione.
Dice Giovanna Beck, psicologa e psicoterapeuta dell’équipe di CIAIPE:
«Quando un adolescente manifesta un disturbo alimentare o tende a ritirarsi dalle relazioni, i genitori spesso si interrogano sul proprio ruolo e su ciò che avrebbero potuto fare diversamente. È importante però spostare l’attenzione dalla ricerca delle colpe alla comprensione di ciò che il ragazzo o la ragazza sta esprimendo attraverso il proprio disagio. Se adeguatamente sostenuta, la famiglia costituisce una risorsa fondamentale nel percorso di cambiamento e di cura.»
L’approccio di CIAIPE: il coinvolgimento delle relazioni familiari e delle figure di riferimento
Per affrontare complessità come i disturbi alimentari e l’isolamento sociale non basta intervenire sul singolo sintomo: occorre prendersi cura dell’intera rete relazionale della persona. E nel caso dei ragazzi e delle ragazze, famiglia e scuola sono i luoghi delle relazioni fondamentali.
CIAIPE Centro Psicologico ed Educativo di CIAI propone un modello di intervento integrato che mette al centro il ragazzo o la ragazza, coinvolgendo attivamente i genitori, la famiglia e, quando possibile, il contesto di riferimento.
Come spiega ancora la Giovanna Beck, psicologa e psicoterapeuta dell’équipe di CIAIPE:
«Nel nostro lavoro non ci limitiamo alla sola gestione del sintomo o del comportamento problematico. Cerchiamo di comprenderne il significato all’interno della storia e delle relazioni del ragazzo o della ragazza, costruendo un intervento personalizzato che coinvolga anche la famiglia, la scuola e le altre figure significative. È proprio la qualità della rete relazionale a rappresentare uno dei punti di forza più importanti per sostenere un cambiamento stabile nel tempo.»
Grazie a una consolidata formazione in psicotraumatologia, psicologia della famiglia e teoria dell’attaccamento, l’équipe di CIAIPE offre uno spazio d’ascolto protetto, privo di giudizio, capace di decodificare il senso profondo del disagio e di costruire percorsi terapeutici altamente personalizzati.
Un supporto flessibile per ritrovare la fiducia: in presenza e online
Consapevole delle difficoltà pratiche ed emotive che una famiglia vive in momenti di crisi, CIAIPE offre la massima flessibilità nell’accesso alle cure.
I percorsi di consulenza psicologica, psicoterapia individuale e sostegno alla genitorialità possono essere effettuati sia presso le sedi del centro, sia attraverso consulenze psicologiche online.
La modalità a distanza si rivela particolarmente preziosa proprio nei casi di ritiro sociale, permettendo un primo contatto graduale e rispettoso dei tempi del ragazzo o della ragazza.
Non affrontare questa sfida da solo o da sola: contatta CIAIPE
Se noti in tuo figlio o tua figlia segnali di sofferenza legati al cibo, se vedi crescere la tendenza all’isolamento o se come genitore senti il bisogno di una guida esperta per orientarti, sappi che chiedere aiuto è un atto di grande cura e responsabilità.
L’équipe multidisciplinare di professionisti di CIAIPE è pronta ad accoglierti con competenza, calore e flessibilità per costruire insieme un percorso su misura verso il benessere di tutta la famiglia.
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