Pedalare ancora: la libertà secondo Lino

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Ci sono passioni che non si interrompono. Cambiano forma, forse. Trovano nuove strade. Ma restano.

A Castiglione Olona, da undici anni, c’è una comunità che continua a pedalare insieme. Lo fa per la SLA, certo. Ma soprattutto lo fa per non dimenticare una cosa semplice: che anche quando la vita cambia, il desiderio di libertà resta.

Domenica 31 maggio, al Parco del Castello di Monteruzzo, è tornata “Pedala con Lino”, la storica pedalata ecologica e benefica organizzata dall’A.S.D. Team Lino a sostegno di AISLA Varese. Ventitré chilometri tra strade, sorrisi, fatica condivisa e quella sensazione leggera che solo la bicicletta sa dare: il vento addosso, il tempo che rallenta, il sentirsi parte di qualcosa.

Ma questa storia non inizia da una bicicletta.

Inizia da Pasquale “Lino” Federico, colpito dalla SLA nel 2008. Prima della malattia lo sport era parte della sua vita: calcio, sci di fondo, camminate in montagna, bicicletta. E proprio la bicicletta sembrava essere una delle cose che la SLA avrebbe inevitabilmente portato via.

E invece no.

«Quando la malattia è entrata nella mia vita non ho mai smesso di cercare un modo per pedalare», ha raccontato Lino. Grazie agli amici e a un tandem su misura, è ricominciata un’altra avventura. Perché a volte la libertà non sparisce: cambia strada.

Nel 2013 nasce così il Team Lino, insieme agli amici Massimo Izzo e Giovanni Birtolo. All’inizio erano poche persone. Oggi sono una comunità intera che continua a scegliere di esserci: sportivi, famiglie, volontari, amici, sostenitori. Persone che trasformano ogni pedalata in qualcosa di molto concreto: vicinanza, sensibilizzazione, sostegno alla ricerca e ai servizi per le persone con SLA.

Undici edizioni dopo, “Pedala con Lino” è diventata molto più di una manifestazione sportiva. È una tradizione.
Un appuntamento che tiene insieme memoria e futuro. Un modo per dire che nessuno affronta davvero da solo una salita difficile. E forse è proprio questo che ci insegna Lino. Che ci sono giorni in cui pedalare significa molto più che andare avanti. Significa ricordarsi che, anche quando il corpo cambia, c’è ancora un pezzo di libertà che merita di essere difeso.

Per tutti. Anche solo per pochi chilometri.

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Elisa Longo