In risposta alla grave epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo — con l’Ituri come epicentro — INTERSOS è in prima linea con un intervento integrato sanitario e idrico per proteggere le comunità e permettere agli operatori sanitari di lavorare in sicurezza.
La Repubblica Democratica del Congo sta affrontando la sua diciassettesima epidemia di malattia da virus Ebola, causata dal ceppo Bundibugyo, che desta particolare preoccupazione per via del suo alto potenziale di diffusione. L’Ituri, attuale epicentro del focolaio, registra un elevato numero di allerte e rimane al centro degli interventi di INTERSOS, mentre le province del Nord-Kivu, della Tshopo e dell’Haut-Uélé restano esposte al rischio. Si contano 2.267 casi confermati, con 893 decessi e un tasso di letalità complessivo del 39,4%. L’Ituri si conferma l’epicentro dell’emergenza, concentrando l’89,6% dei casi (2.124) e l’83,5% dei decessi (828). Questi dati evidenziano l’urgenza di rafforzare la sorveglianza e le misure di risposta e in questo ambito INTERSOS è direttamente impegnata attraverso la distribuzione di kit di prodotti per la prevenzione e controllo delle infezioni, la riabilitazione dei punti d’acqua e l’allestimento di aree di triage.
Nelle zone sanitarie di Nyankunde e Rwampara, a partire dal 25 maggio 2026, INTERSOS sta attuando un progetto integrato legato all’accesso all’acqua pulita e all’igiene per tutelare le comunità locali e il personale medico. Nello specifico, nella zona sanitaria di Rwampara, situata a 7 chilometri dalla città di Bunia, cinque strutture sanitarie locali hanno ricevuto forniture di materiale sanitario essenziale, tra cui termometri a infrarossi per la misurazione della temperatura, dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, camici protettivi) e kit da parto sterili. Queste dotazioni consentono alle équipe mediche di operare in condizioni di maggiore sicurezza.
“Da quando è iniziata l’epidemia di Ebola –racconta Jean Yombiabo, responsabile del triage nell’area sanitaria di Birinyama– correvamo costantemente il rischio di essere contagiati; eravamo in difficoltà senza postazioni per il lavaggio delle mani e senza dispositivi di protezione dal virus. Oggi, finalmente, abbiamo ricevuto tutto il materiale necessario: ci sarà davvero di enorme aiuto“.
La risposta di INTERSOS all’epidemia di Ebola non si limita alla fornitura di equipaggiamenti. In queste due zone sanitarie sono stati condotti dei sopralluoghi per individuare i punti d’acqua da riabilitare, in particolare all’interno dei campi per sfollati, dove i rischi di diffusione del virus sono elevati.
Sono state allestite inoltre nuove aree di triage, organizzate per separare rapidamente i casi sospetti dagli altri pazienti, e forniti inceneritori e contenitori dedicati a una corretta gestione dei rifiuti biomedicali.
Questi progressi concreti rafforzano le capacità delle strutture sanitarie locali e proteggono le comunità, testimoniando l’impegno di INTERSOS nel coniugare prevenzione, infrastrutture essenziali e visibilità istituzionale nella lotta contro l’Ebola in Ituri.