Sanità Bologna. Evangelisti (FdI): "Disavanzo Ausl di oltre 20 milioni, la Regione intervenga"

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La Giunta dica quali interventi intenda adottare, in sinergia con l’Ausl di Bologna, per ripianare il disavanzo contabile di quasi 20 milioni di euro dell'azienda sanitaria, specificando quali garanzie si applicheranno affinché tale manovra di rientro non si traduca in tagli lineari o nel depotenziamento delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è la capogruppo di Fratelli d'Italia Marta Evangelisti.

“Il bilancio d’esercizio 2024 dell’Ausl Bologna - spiega Evangelisti - ha evidenziato una situazione di profondo squilibrio finanziario, chiudendosi con un risultato economico negativo pari a ben 18,47 milioni di euro; il disavanzo complessivo non coperto è perciò lievitato a una cifra che sfiora ormai i 20 milioni di euro. Un crollo economico determinato non solo dall’aumento dei costi di gestione corrente, legati alle spese energetiche e all’approvvigionamento di beni e servizi sanitari, ma anche e soprattutto dal drastico appesantimento della gestione straordinaria”.

Un quadro, secondo Evangelisti, aggravato dall’ammontare di vecchi crediti non incassati, pari a 54 milioni di euro, a cui si sommano le pendenze della stessa Regione Emilia-Romagna, la quale risulta tuttora debitrice nei confronti dell’Ausl Bologna per una cifra superiore ai 9 milioni di euro, ripartiti tra crediti legati alla spesa corrente e quote destinate al finanziamento degli investimenti strutturali.

“Le gravi sofferenze di cassa hanno portato l’azienda sanitaria a ricorrere massicciamente a linee di credito bancarie - va avanti la consigliera -, per circa 39 milioni di euro. Anche i tempi di pagamento verso i fornitori risultano compromessi: quasi il 17% delle fatture, pari a oltre 150 milioni di euro, è stato saldato in ritardo”.

Una situazione generale della quale Evangelisti chiede conto alla giunta regionale, anche per sapere se ci sono state conseguenze sulla gestione del personale e sul rinnovo dei contratti. “Vanno chiarite, inoltre, le cause precise e i fattori gestionali che hanno determinato il picco anomalo dei crediti non riscossi - conclude -, e se si intenda avviare un piano straordinario di recupero crediti per esigere tempestivamente i 54 milioni di euro ancora insoluti. La Regione deve anche dare tempi certi per provvedere all’estinzione del proprio debito, di oltre 9 milioni di euro, verso l’Ausl, sanando una pendenza che aggrava la già fragile liquidità dell’azienda sanitaria”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 05-08-2026, 10:39

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