A cinque anni dal ritorno al potere dei Talebani, l’Afghanistan resta segnato da una crisi profonda. Insieme alle altre organizzazioni di ENNA — European Network of NGOs on Afghanistan, di cui INTERSOS fa parte — chiediamo all’Unione Europea, ai suoi Stati membri e alla comunità internazionale di mantenere un impegno di lungo periodo verso il popolo afghano.
Il 15 agosto 2026 ricorrono cinque anni dal ritorno al potere dei Talebani. Già reso vulnerabile da decenni di guerra, dalla dipendenza dagli aiuti e dagli shock climatici, l’Afghanistan è precipitato nel collasso economico a causa della sospensione degli aiuti e dal congelamento delle riserve estere. A questa crisi si sono aggiunte le tensioni regionali, che hanno interrotto rotte commerciali vitali. Eppure, in tutto il Paese, gli afghani continuano a dare prova di straordinaria resilienza, solidarietà e determinazione nel sostenere le proprie comunità e i propri mezzi di sussistenza.
L’assistenza umanitaria garantisce a migliaia di afghani in condizioni di vulnerabilità l’accesso ai servizi di base e alla Protezione, ma da sola non può rispondere alle sfide strutturali dell’Afghanistan. Sono necessari investimenti in uno sviluppo sostenibile per rafforzare l’istruzione, le economie locali, la resilienza climatica e i servizi pubblici. L’Afghanistan ha bisogno di un approccio che unisca azione umanitaria a investimenti di lungo periodo per lo sviluppo.
In quanto uno dei principali donatori dell’Afghanistan, l’Unione Europea ha un ruolo cruciale da svolgere nel sostegno al popolo afghano. La presenza dell’UE a Kabul resta essenziale per garantire che la drammatica situazione del Paese non cada nell’oblio e per mantenere il dialogo con le autorità di fatto, anche al fine di continuare a difendere i diritti delle donne e delle ragazze e di facilitare l’accesso operativo.
In quanto European Network of NGOs on Afghanistan, chiediamo all’UE e ai suoi Stati membri, e alla comunità internazionale, di mantenere un impegno di lungo periodo e fondato sui principi nei confronti dell’Afghanistan, riconoscendo che il disimpegno colpirebbe in primo luogo la popolazione afghana.
Chiediamo finanziamenti umanitari e allo sviluppo prevedibili e pluriennali, che rispondano ai bisogni urgenti rafforzando al contempo i servizi essenziali, la resilienza climatica e le economie locali.
Chiediamo un sostegno rafforzato alla società civile afghana, comprese le organizzazioni locali e quelle guidate da donne, attraverso una consultazione effettiva, partenariati diretti e un investimento costante in approcci inclusivi e a guida locale.