[6.8.2026] comunicato sul nuovo testo unificato Legge Cinema e Audiovisivo, rilanciato da Ansa ed AgCult, "più debole del precedente" - ISICULT

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comunicato IsICult

Zaccone (IsICult): “il nuovo testo unificato per la riforma della Legge Cinema e Audiovisivo rimandata a settembre è più debole del precedente”

Il Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult, Angelo Zaccone Teodosi, manifesta un parere perplesso e critico sul nuovo testo che è stato elaborato oggi dalla Commissione Cultura, poco prima della prevista votazione in Aula, che è stata peraltro rimandata al 9 settembre: “il testo unificato approvato il 22 luglio era più deciso e coraggioso, mentre quello odierno è più prudente e cauto, più governativo e meno prescrittivo… lo ritengo un processo involutivo, rispetto all’esigenza di una riforma radicale ed urgente dell’intervento pubblico nel settore”. Secondo Zaccone, “la direzione generale della riforma resta, certamente, ed è apprezzabile: Forum, Agenzia, riordino degli incentivi e revisione delle tutele dei lavoratori. Tuttavia il nuovo testo emendato rafforza il controllo ministeriale e finanziario sull’Agenzia; riduce l’autonomia della valutazione delle politiche; elimina numerose disposizioni immediatamente operative; trasforma diversi obblighi in obiettivi programmatici; rinvia al Governo parte delle decisioni sostanziali; rinuncia alla protezione dei contributi culturali dai pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione…”.

Il Presidente dell’IsICult segnala come “il Forum del Cinema e dell’Audiovisivo resti come organismo consultivo, ma viene eliminato il riferimento alla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche, quella controversa relazione annuale che è stata resa, fin dal primo anno di entrata in vigore della Legge Franceschini (il 2017), un documento semi-clandestino ed acritico, perfettamente inutile. In sostanza, il Forum viene ricondotto a una funzione prevalentemente consultiva e propositiva, mentre la valutazione della spesa e dei risultati viene spostata altrove, verso il Mef. L’Agenzia – punto essenziale della riforma – resta, ma è sottoposta a una più marcata vigilanza ministeriale: viene confermata come ente pubblico non economico, con autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, ma è espressamente posta sotto la vigilanza del Ministero della Cultura; il Mic ne monitora obiettivi e gestione finanziaria. Rispetto alla formulazione iniziale, risulta quindi un’Agenzia formalmente autonoma, ma con un controllo politico-amministrativo e contabile più esplicito”. Conclude Zaccone: “emerge un indebolimento complessivo dell’intervento di riforma, ed è auspicabile che durante l’iter in Senato si apportino adeguati emendamenti rafforzativi”.

Roma, 6 agosto 2026

Nota: il comunicato è stato rilanciato da Ansa alle ore 18:46 e da AgCult alle 19:04.

GIOVEDÌ 06 AGOSTO 2026 18.46.11

IsIcult, ‘il nuovo testo la riforma della Legge Cinema più debole del precedente’

IsIcult, ‘il nuovo testo la riforma della Legge Cinema più debole del precedente’ Angelo Zaccone Teodosi: “testo più prudente e cauto, più governativo e meno prescrittivo” (ANSA) – ROMA, 06 AGO – “Il nuovo testo unificato per la riforma della Legge Cinema e Audiovisivo rimandata a settembre è più debole del precedente”. Lo sostiene il presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsIcult, Angelo Zaccone Teodosi. “Il testo unificato approvato il 22 luglio era più deciso e coraggioso, mentre quello odierno è più prudente e cauto, più governativo e meno prescrittivo: lo ritengo un processo involutivo, rispetto all’esigenza di una riforma radicale ed urgente dell’intervento pubblico nel settore”. Secondo Zaccone, “la direzione generale della riforma resta, certamente, ed è apprezzabile: Forum, Agenzia, riordino degli incentivi e revisione delle tutele dei lavoratori. Tuttavia il nuovo testo emendato rafforza il controllo ministeriale e finanziario sull’Agenzia; riduce l’autonomia della valutazione delle politiche; elimina numerose disposizioni immediatamente operative; trasforma diversi obblighi in obiettivi programmatici; rinvia al Governo parte delle decisioni sostanziali; rinuncia alla protezione dei contributi culturali dai pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione”. Il Presidente dell’IsIcult segnala come “il Forum del Cinema e dell’Audiovisivo resti come organismo consultivo, ma viene eliminato il riferimento alla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche, quella controversa relazione annuale che è stata resa, fin dal primo anno di entrata in vigore della Legge Franceschini (il 2017), un documento semi-clandestino ed acritico, perfettamente inutile. In sostanza, il Forum viene ricondotto a una funzione prevalentemente consultiva e propositiva, mentre la valutazione della spesa e dei risultati viene spostata altrove, verso il Mef. L’Agenzia, punto essenziale della riforma, resta, ma è sottoposta a una più marcata vigilanza ministeriale: viene confermata come ente pubblico non economico, con autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, ma è espressamente posta sotto la vigilanza del Ministero della Cultura; il Mic ne monitora obiettivi e gestione finanziaria. Rispetto alla formulazione iniziale, risulta quindi un’Agenzia formalmente autonoma, ma con un controllo politico-amministrativo e contabile più esplicito”. Conclude Zaccone: “emerge un indebolimento complessivo dell’intervento di riforma, ed è auspicabile che durante l’iter in Senato si apportino adeguati emendamenti rafforzativi”. (ANSA). 2026-08-06T18:45:00+02:00 CHI-COM ANSA

GIOVEDÌ 06 AGOSTO 2026 19.04.14

Legge Cinema, Zaccone (IsICult): Direzione apprezzabile, ma nuovo testo più debole precedente

Legge Cinema, Zaccone (IsICult): Direzione apprezzabile, ma nuovo testo più debole precedente (AgenziaCULT) – Roma, 6 ago – Il Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult, Angelo Zaccone Teodosi, manifesta un parere perplesso e critico sul nuovo testo che è stato elaborato oggi dalla Commissione Cultura, poco prima della prevista votazione in Aula, che è stata peraltro rimandata al 9 settembre: “il testo unificato approvato il 22 luglio era più deciso e coraggioso, mentre quello odierno è più prudente e cauto, più governativo e meno prescrittivo… lo ritengo un processo involutivo, rispetto all’esigenza di una riforma radicale ed urgente dell’intervento pubblico nel settore”. Secondo Zaccone, “la direzione generale della riforma resta, certamente, ed è apprezzabile: Forum, Agenzia, riordino degli incentivi e revisione delle tutele dei lavoratori. Tuttavia il nuovo testo emendato rafforza il controllo ministeriale e finanziario sull’Agenzia; riduce l’autonomia della valutazione delle politiche; elimina numerose disposizioni immediatamente operative; trasforma diversi obblighi in obiettivi programmatici; rinvia al Governo parte delle decisioni sostanziali; rinuncia alla protezione dei contributi culturali dai pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione…”. Il Presidente dell’IsICult segnala come “il Forum del Cinema e dell’Audiovisivo resti come organismo consultivo, ma viene eliminato il riferimento alla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche, quella controversa relazione annuale che è stata resa, fin dal primo anno di entrata in vigore della Legge Franceschini (il 2017), un documento semi-clandestino ed acritico, perfettamente inutile. In sostanza, il Forum viene ricondotto a una funzione prevalentemente consultiva e propositiva, mentre la valutazione della spesa e dei risultati viene spostata altrove, verso il Mef. L’Agenzia – punto essenziale della riforma – resta, ma è sottoposta a una più marcata vigilanza ministeriale: viene confermata come ente pubblico non economico, con autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, ma è espressamente posta sotto la vigilanza del Ministero della Cultura; il Mic ne monitora obiettivi e gestione finanziaria. Rispetto alla formulazione iniziale, risulta quindi un’Agenzia formalmente autonoma, ma con un controllo politico-amministrativo e contabile più esplicito”. Conclude Zaccone: “emerge un indebolimento complessivo dell’intervento di riforma, ed è auspicabile che durante l’iter in Senato si apportino adeguati emendamenti rafforzativi”.(asa) 20260806T190335Z
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