Foreste periurbane: uno studio conferma i benefici contro caldo e inquinamento - ZeroEmission.eu

Compatibilidad
Ahorrar(0)
Compartir

Le foreste periurbane possono rappresentare uno degli strumenti più efficaci per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici. Ma piantare alberi, da solo, non basta. A fare la differenza sono la pianificazione, la scelta delle specie e la loro integrazione con il contesto urbano.

È questa la principale conclusione di uno studio coordinato da ENEA, realizzato insieme all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e all’Istituto francese ACRI-ST, pubblicato sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment.

Un’analisi che mette insieme clima, qualità dell’aria e salute

La ricerca è tra le prime a valutare contemporaneamente gli effetti delle foreste periurbane su tre aspetti strettamente collegati: l’intensità delle isole di calore urbane, la qualità dell’aria e gli impatti sanitari legati alle temperature estreme e all’inquinamento atmosferico.

Per sviluppare lo studio, i ricercatori hanno simulato diversi scenari di forestazione nelle aree periurbane di Firenze, Zagabria e Aix-en-Provence, città accomunate da caratteristiche climatiche simili e da una crescente esposizione agli effetti del cambiamento climatico.

L’obiettivo era comprendere quanto il verde possa contribuire non solo ad abbassare le temperature, ma anche a migliorare le condizioni ambientali e la salute della popolazione.

Alberi sì, ma non tutti producono gli stessi effetti

Uno dei risultati più interessanti riguarda la scelta delle specie arboree.

La ricerca evidenzia infatti che non tutti gli alberi producono gli stessi benefici. Alcune specie rilasciano naturalmente elevate quantità di composti organici volatili biogenici (BVOC), sostanze che, reagendo con altri inquinanti presenti nell’atmosfera, possono favorire la formazione di ozono troposferico e particolato secondario.

Per questo motivo, gli interventi di forestazione dovrebbero privilegiare specie capaci di offrire ombreggiamento, raffrescamento e assorbimento della CO₂ limitando, allo stesso tempo, le emissioni di questi composti.

Secondo gli autori, la progettazione del verde urbano deve quindi basarsi su criteri scientifici e non esclusivamente paesaggistici.

Benefici concreti sulla salute pubblica

Lo studio mostra che le foreste periurbane contribuiscono soprattutto a ridurre gli effetti dello stress termico sulla popolazione.

La diminuzione delle temperature, in particolare durante le ore notturne, può tradursi in una riduzione della mortalità associata alle ondate di calore, mentre il miglioramento della qualità dell’aria rappresenta un beneficio aggiuntivo, seppur generalmente meno rilevante rispetto all’effetto climatico.

I ricercatori hanno inoltre stimato gli impatti economici legati alla perdita delle aree verdi, evidenziando come la loro assenza comporterebbe un incremento dei costi sanitari e sociali.

Un supporto alla pianificazione delle città

Le conclusioni dello studio rafforzano il ruolo della forestazione urbana come strumento di adattamento ai cambiamenti climatici.

Secondo gli autori, le amministrazioni pubbliche dovrebbero considerare le foreste periurbane come vere e proprie infrastrutture verdi, pianificate in funzione delle caratteristiche climatiche, della qualità dell’aria, della densità abitativa e delle specie vegetali più adatte.

In questo modo il verde urbano può diventare un elemento strategico non solo per migliorare il comfort ambientale, ma anche per aumentare la resilienza delle città, ridurre gli impatti sanitari e rendere più sostenibile lo sviluppo urbano.

Lo studio rappresenta quindi un importante contributo scientifico a sostegno delle politiche di adattamento climatico e conferma come la qualità della progettazione sia determinante quanto la quantità di alberi messi a dimora.

Fonte scientifica: Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment (Nature Portfolio) con il titolo:“Health impacts of peri-urban forests through the role of urban heat islands and air pollution”.

Detalles de contacto
Redazione