Nota stampa della seduta n. 143 | Consiglio regionale della Sardegna

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XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 143 – Pomeridiana

Lunedì 10 agosto 2026

Variazioni di bilancio (Dl. 203 – Giunta), approvati gli articoli 4 “Disposizioni in materia di trasporti” e 7 “Disposizioni in materia di industria, innovazione tecnologica, competitività e ricerca”.

Il Consiglio regionale è stato convocato per domani, martedì 11 agosto, alle 10

La seduta è stata aperta dal presidente Piero Comandini che, dopo le formalità di rito, ha messo in votazione l’emendamento aggiuntivo 2526 all’art.2 la cui discussione era stata sospesa nella seduta precedente.

Voto contrario ha annunciato il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu (FdI): «In questo emendamento si stanziano oltre 20 milioni di euro per l’ampliamento della Questura di Cagliari con la riqualificazione dell’ex carcere di Buoncammino. Pur essendo d’accordo sulla necessità di riqualificare il carcere pensiamo che si tratti di scelte fatte senza consultare nessuno. Come avverrà? Con quali tempi e con quali risorse».

Sul punto è intervenuto l’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda per proporre un emendamento orale: «Nel 13 quater dopo le parole “È autorizzata per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 la spesa di euro 700.000 a favore della Città Metropolitana di Cagliari. (Missione 18 – Programma 01 -Titolo 1)” viene aggiunta la frase “per la realizzazione dei lavori e l’acquisizione dell’immobile nell’ambito del piano Città di Cagliari”. Stessa dicitura dopo il 14 quinquies»

Messo in votazione l’emendamento 2526 è stato approvato.

L’Aula è quindi passata all’esame dell’art.4 “Disposizioni in materia di trasporti”.

Il presidente Comandini, dopo aver acquisito il parere di Commissione e Giunta sugli emendamenti presentati, ha dato la parola al capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca per il primo intervento: «In questo articolo c’è il punto più critico della manovra finanziaria: i 30 milioni per la fusione degli aeroporti sardi. Sono settimane che diciamo che questa è una delle pregiudiziali per la valutazione della manovra. L’art. 4 è il vero punto dolente del provvedimento perché arriva in aula senza un adeguato dibattito. C’è una buona notizia però: un emendamento agli emendamenti che sposta lo stanziamento finanziario dal 2026 al 2027. La speranza è che questi mesi di tempo vengano utilizzati bene per fare una valutazione attenta. Non sprechiamo questo tempo. Questa è un’operazione che non fa bene alla Sardegna».

Secondo Ticca sono troppi gli aspetti poco chiari della vicenda: «Lo hanno evidenziato tutti: Corte dei Conti, sindacati, portatori di interesse. Non si è sentito nessuno difendere questa operazione. Ci sarà un motivo se nessuno ne parla bene? La fusione prevede un soggetto unico della gestione dei tre aeroporti sardi con la componente pubblica in minoranza nel nuovo assetto societario. Presenterò un ordine del giorno per chiedere che la Regione apra un nuovo tavolo di confronto per far aumentare la componente pubblica. La Giunta deve provare a rimbastire una trattativa per far crescere la quota di proprietà della Regione Sardegna. L’altra richiesta è convincere la Camera di Commercio a cedere una parte più grande della sua quota per permettere alla parte pubblica di avere la maggioranza azionaria. Non è possibile che ci sia uno squilibrio così forte tra parte privata, il Fondo 2I che può vendere le sue quote quando vuole e la Regione che non può vendere a nessuno».

Ticca ha quindi rivolto una domanda alla Giunta: «In caso di parere sfavorevole volete andare avanti davvero? Andate a vedere cosa sta succedendo in Sicilia dove molti soggetti privati hanno presentato offerte. Proviamo a farci sentire almeno sulle cose importanti. Evitiamo di passare alla storia come la legislatura che ha privatizzato gli aeroporti sardi».

Secondo Fausto Piga (FdI): «Questa variazione di bilancio non sarà ricordata solo per i 7 mesi di ritardo e per lo sperpero di 2,5 milioni di euro ma anche per l’operazione spericolata e scellerata con cui si regalano gli aeroporti sardi alla speculazione dei privati. Il solo aeroporto di Cagliari genera 10 milioni di euro all’anno di utili. Ma la Giunta fa di più: regala 30 milioni di euro per sostenere l’operazione di fusione. Mi rivolgo ad alcuni partiti di maggioranza come Avs, Sinistra Futura : proprio voi che avete fatto della lotta ai monopoli e al capitalismo la vostra bandiera vi rendete complici di questa scelta. Come vi ha convinto il Partito democratico a mettere la testa sotto la sabbia? State regalando gli aeroporti ai privati. Giù le mani dagli aeroporti sardi. Fermatevi: ve lo dice la Corte dei Conti e ve lo hanno detto anche i sindacati».

Piga ha poi parlato dei possibili esiti dell’operazione: «Oggi il 98% del capitale è pubblico, domani la holding privata avrà la maggioranza e il pubblico andrà sotto il 50%. La regione mette 30 di euro per andare in minoranza. Non solo non conterà più nulla ma spenderà 30 milioni di euro per regalare gli aeroporti ai privati. Se proprio volete privatizzare gli aeroporti almeno lo si faccia con una gara pubblica. In questa operazione il privato non mette un euro. Il paradosso è che i privati per accettare il regalo degli aeroporti chiedono anche 30 milioni di euro. Perché questa operazione? Utilizzate i soldi sardi come quelli dei Monopoli. Questa operazione va fermata, non ci sono condizioni chiare. Il ruolo della Regione deve essere quello di indirizzo nelle politiche per la mobilità».

Critico anche Antonello Floris (FdI): «Stiamo buttando all’aria 30 milioni di euro. La Regione è assente sul tema dei trasporti e sul diritto alla mobilità Sul caro benzina avete presentato un emendamento per gli autotrasportatori e i pescatori. 20 milioni di euro però non bastano nemmeno per il trasporto su gomma. Per questo abbiamo presentato alcuni correttivi. La Regione deve fare la sua parte. La Sardegna oggi è doppiamente penalizzata, serve una misura temporanea ad hoc fino a quando le questioni internazionali non si stabilizzeranno. La nostra proposta è quella di un taglio di almeno 0,20 euro a litro. Servono circa 46 milioni di euro (40 per cento per le imprese di trasporto su gomma e 60 per cento per le famiglie) che inciderebbe per lo 0,3 per cento sul bilancio regionale».

Per Alessandro Sorgia (Fdi): «La variazione di bilancio è l’autopsia della credibilità politica della maggioranza. Non c’è nulla per garantire la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei sardi. I nostri concittadini che prendono l’aereo subiscono ogni giorno disservizi di ogni tipo: ritardi, voli cancellati, guasti ai velivoli. Ci sono anche problemi di sicurezza. Le compagnie ci fanno viaggiare su aerei vetusti. La Presidente Todde di fronte a tutto questo si gira dall’altra parte. Non avete ascoltato i nostri richiami. Sulla questione trasporti abbiamo presentato diversi emendamenti».

Sorgia ha poi parlato dell’operazione di fusione degli aeroporti sardi: «Ci sono 30 milioni di risorse pubbliche sottratte ai sardi per foraggiare un’operazione che mette le mani sull’aeroporto pubblico di Cagliari. La privatizzazione si vede già. Basta vedere cosa sta succedendo all’aeroporto di Cagliari dove gli accordi con i sindacati sono saltati con l’avvallo del nuovo amministratore che incassa 230mila euro all’anno. A Cagliari sono arrivati oggi i tagliatori di testa. I nuovi vertici arrivano dall’aeroporto di Milano dove il Fondo F2I ha quote rilevanti. Si scambiano le pedine».

Secondo Cristian Usai (Fdi): «Quello in discussione è un articolo di pochi commi che però riguarda una delle questioni strategiche per la Sardegna: il diritto alla mobilità. Per questo siamo preoccupati: questo articolo restituisce una visione della mobilità sarda o si limita solo a finanziare un’operazione. Anche questa volta l’unico intervento in manovra è rappresentato dai 30 milioni di euro per il progetto di fusione dei tre aeroporti sardi. Non si capisce come saranno utilizzati questi soldi e quali sono le priorità individuate. Il Consiglio dovrebbe poter discuter e non solo della cifra ma della strategia. Il tema è sempre lo stesso: la Sardegna ha bisogno di un sistema che non lasci sole le persone. Esiste una strategia regionale complessiva per i trasporti?».

Ha quindi preso la parola l’esponente della maggioranza Maria Laura Orrù (Avs): «Il tema degli aeroporti è uno dei passaggi più importanti di questa legislatura. Stiamo compiendo una scelta che inciderà sul modello di sviluppo della Sardegna, sulla mobilità, sull’economia, sul turismo e sul lavoro. Parlo anche da sindaca di Elmas, centro che ospita il principale scalo della Sardegna. Credo che vadano valutati tutti i passaggi dell’operazione con attenzione. Vorrei soffermarmi sul significato politico. Gli aeroporti non sono solo infrastrutture. Sono strumenti che garantiscono il diritto alla mobilità, sostengono il turismo, le imprese e la coesione territoriale. Il tema non può essere affrontato solo con un approccio economico-finanziario. La politica deve poter continuare a svolgere il proprio potere di indirizzo mettendo al centro l’interesse generale. Per questo guardo con favore all’obiettivo di costruire una vera rete degli aeroporti sardi. Può essere una scelta strategica. Servono però alcune riflessioni. L’operazione prevede un investimento pubblico significativo con il controllo che rimane nelle mani dei privati. Ci sono clausole che garantiscono l’interesse pubblico: continuità: territoriale, gli investimenti, le rotte e il livello di servizio. Ma questi strumenti sono solidi e possono durare nel tempo? Sono previsti strumenti efficaci per consentire alla Regione di intervenire nel caso in cui gli accordi non vengono rispettati? Altro tema è il lavoro: negli aeroporti lavorano centinaia di persone. Quali saranno i modelli delle relazioni industriali, quali garanzie per i diritti dei lavoratori e la qualità del lavoro?».

Orrù ha quindi concluso il suo intervento con una riflessione sulla integrazione tra capitali pubblici e privati: «Può essere interessante ma bisogna capire quali interessi sono tutelati. Come si controllano i risultati a cui punta l’investimento pubblico? In che modo verrà assicurato che l’investimento si traduca solo in un sostegno economico. E’ importante che il Consiglio regionale possa discuterne. Anche le osservazioni della Corte dei Conti meritano la massima attenzione come contributo a dare solidità all’operazione. Non guardo con pregiudizio all’operazione. Può essere un valore. Ma la Regione deve poter disporre di strumenti giuridici ed istituzionali efficaci per incidere nelle decisioni strategiche».

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Michele Ciusa (m5S) ha chiesto 5 minuti di sospensione. Richiesta accolta dal presidente Comandini.

Alla ripresa dei lavori ha preso la parola il capogruppo di Sinistra Futuro Luca Pizzuto che, in premessa, ha espresso solidarietà ai lavoratori di Sogaer impegnati in una dura vertenza sindacale.

«Quello della creazione di una rete degli aeroporti sardi è un argomento rilevante che riguarda tutti al quale abbiamo dovere di dare una risposta alta. L’aeroporto di Cagliari è la porta di ingresso e uscita della Sardegna oltre che una infrastruttura strategica. Per parlarne occorre risolvere alcuni punti di incomprensione e incongruenza. Non è vero che si stanno privatizzando gli aeroporti. La proprietà degli scali appartiene per il 94, 49% alla Camera di Commercio (ente para pubblico governato dalle grandi imprese della Sardegna), la regione detiene lo 0,72 per cento. Noi non stiamo privatizzando nulla, chi sta privatizzando è la Camera di Commercio che si sta prendendo la responsabilità dell’operazione iniziata con una delibera del 2023. La delibera ha avuto un parere parzialmente contrario dei Revisori dei conti e un pronunciamento della Corte dei Conti che l’ha fatta a fette sul conferimento delle quote, l’infungibilità, il non motivato vantaggio pubblico e l’assenza di gara pubblica. Una delibera che non dice che l’operazione non si può fare, è stata fatta altrove ma occorre esplicitarla meglio in particolare sul valore pubblico dell’operazione».

Secondo Pizzuto c’è anche un’altra incomprensione: Si dice che si sta costruendo una rete aeroportuale. Non è così. L’obiettivo che ci convince è la costruzione di una rete aeroportuale ministeriale che non è un dettaglio dialettico. Il Decreto ministeriale 401 del 2016 consente il riconoscimento il riconoscimento di una rete ministeriali con due o più scali che si coordinino tra loro che produce uno stato giuridico all’interno della cornice europea, la più grande forma di controllo pubblico che si possa mettere in campo. In Italia l’unica realtà che ha questo riconoscimento è la rete aeroportuale della Puglia. Lì è stato possibile perché la maggioranza delle quote era della Regione».

Pizzuto ha poi concluso il suo intervento rivendicando l’azione di verifica mandata avanti dalla maggioranza: «Ci dicono che stiamo legittimando un’operazione poco chiara. Il fatto che l’investimento viene spostato al 2027 significa che si stanno facendo verifiche serie. Si dice che la Regione non conta, in questa prospettiva invece conterà molto. Vogliamo fare di più? Va bene, nessuno dice il contrario. Non abbiamo paura di investire di più per un’operazione pubblica. Noi siamo disposti a votare l’ordine del giorno dei Riformatori per chiedere alla Camera di Commercio di vendere più quote a favore della Regione. Vogliamo controllare e monitorare la valenza pubblica dell’operazione».

Gigi Rubiu (FdI) si è concentrato invece su un altro argomento contenuto nell’articolo 4: «E’ un articolo privo di un’anima per far ripartire i trasporti, settore determinante per la Sardegna. I costi dei trasporti rendono meno competitiva l’economia. I diritti di studenti, lavoratori, malati non sono tutelati. Ci sono disservizi continui che impediscono di attuare il principio della continuità territoriale aerea. Non esiste inoltre la continuità delle merci, questo rappresenta uno svantaggio determinante per le imprese sarde. I costi sono altissimi. A pagarli sono datori di lavoro, dipendenti e consumatori. Non si può parlare di economia e di sviluppo senza risolvere il nodo dei trasporti.

Rubiu ha poi parlato dei collegamenti per le isole minori: «I residenti sono costretti a sostenere costi elevatissimi per i trasporti e a fare i conti con orari impossibili. Anche loro sono sardi non cittadini di serie B». Critiche anche per la gestione dei lavori sulla linea ferroviaria del Sulcis: «Ci sono evidenti ritardi con disagi pesantissimi per i pendolari».

Anche Paolo Truzzu (FdI) ha espresso un giudizio nettamente negativo: «La fusione degli aeroporti è un’operazione poco chiara di cui non si capisce l’utilità pubblica. Ho apprezzato gli interventi dei colleghi Orrù e Pizzuto ma la loro arringa non è in condizione di far cambiare idea a nessuno, tanto meno alla Corte dei Conti. Non si discute la necessita di dotare la Sardegna di un sistema aeroportuale integrato. Il piano dl Ministero dice che questo può avvenire senza fusioni societari. La Todde ha detto che vuole garantire un controllo pubblico: come lo si può fare con lo stanziamento di 30 milioni di euro a favore di una società composta da fondi privati. Dove sta l’interesse pubblico? Lo vorrei sentire dalla Giunta che per l’acqua pubblica ha ottenuto la restituzione di 231 milioni di euro. In questo caso se ne regalano 30. Per far cosa? Per poter nominare il collegio dei revisori? Perché si fa questa operazione? La verità è che la fusione degli aeroporti fa parte degli accordi pre-elettorali tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Questa operazione va inoltre contro la legge. Il pubblico può entrare in un capitale misto solo se rimane il controllo pubblico. La strada è solo una: costruire un’alleanza pubblica tra Camera di Commercio e Regione. L’accordo in questo caso è invece tra fondi privati e Camera di Commercio. Anche se la partita è rinviata al 2027 non è una garanzia. Costruiamo un vero sistema di controllo pubblico degli aeroporti».

Per la Giunta ha preso la parola l’assessore ai Trasporti Barbara Manca: «L’operazione di integrazione dei tre scali sardi seguirà l’iter previsto dal decreto ministeriale che prevede passi precisi sottoposti a verifiche e controlli. Abbiamo portato in Giunta una delibera che costituisce un tavolo di coordinamento per portare avanti l’operazione che è complessa dal punto di vista tecnico e finanziario. L’avvocatura della Regione sta facendo un grande lavoro andando con i piedi di piombo per garantire la massima trasparenza. Anche per questo, per consentire un approfondimento, si è deciso di spostare l’operazione al 2027».

Manca è poi entrata nel merito dell’operazione: «La Regione non ha la possibilità di incidere nelle politiche portate avanti dalle tre società di gestione degli aeroporti sarde viste le poche quote che possediamo. Possibilità che avremo invece entrando in una holding. La Regione non gestisce aeroporti ma deve essere in grado di poter dare un indirizzo alle politiche dei trasporti. Questo potrà accadere in futuro».

Sul fatto che nella variazione di bilancio ci siano poche risorse per i trasporti, l’assessore ha chiarito: «I problemi non sono finanziari, oggi abbiamo un problema di governance e di leggi. Negli anni non si è stati in grado di intervenire sulla governance del sistema dei trasporti. L’Europa dal 2007 ci dice di fare la riforma del trasporto pubblico con affidamenti ad evidenza pubblica lasciando le vecchie concessioni. Ci avevano dato 12 anni di tempo vista la complessità del processo. Sono trascorsi quasi 20 anni e non si è fatto niente».

Sul trasporto ferroviario, Manca ha chiarito il perché della mancanza di capitoli di bilancio ad hoc: «Abbiamo un contratto di servizio con Trenitalia e un accordo di programma con RFI. Un accordo che però non ha senso se alle poste non non si aggiungono i capitoli che prevedono finanziamenti. Non ho notizie su investimenti da parte del Governo».

Anche sulla continuità territoriale, secondo l’assessore, non c’è bisogno di risorse. «Noi controlliamo il contratto di servizio. Si fanno più di 80 voli al giorno da e per la Sardegna. Può capitare un problema: l’Enac fa i controlli puntuali e precisi. Per il resto l’assessorato è molto attento a far rispettare il contratto di servizio».

Un accenno infine ai collegamenti per le Isole Minori (“dopo 5 gare deserte siamo riusciti a concluderne finalmente una”) e alle agevolazioni per il trasporto degli studenti: «Il capitolo – ha assicurato Manca – una copertura finanziaria». (Psp)

Conclusa la discussione generale, il presidente del Consiglio ha sospeso i lavori e convocato la Conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa, il presidente ha annunciato la votazione dell’emendamento 462=942. Il consigliere Fausto Piga (FdI) ha dichiarato il voto favorevole alla soppressione del comma 1, relativo allo stanziamento di 30 milioni di euro per la holding degli aeroporti. Piga ha sostenuto che non sia sufficiente spostare le risorse dal 2026 al 2027, ma che sia necessario rivedere l’intera operazione, giudicata poco chiara.

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Enrica La Nasa