TARANTO, ORA DALLE PAROLE AI FATTI: SERVE IL PIANO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO

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TARANTO, ORA DALLE PAROLE AI FATTI: SERVE IL PIANO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO

Casartigiani ringrazia il Presidente Mattarella e la Presidente Meloni. «Il Tavolo a Palazzo Chigi sia il luogo delle decisioni: servono decreti, risorse, tempi certi e una nuova politica industriale per Taranto»

TARANTO – Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato la necessità di un «impegno nazionale» per Taranto sui temi dell'occupazione, della salute, dello sviluppo economico e della qualità della vita, rappresentano un riconoscimento di straordinaria importanza per una comunità che da decenni sostiene uno dei maggiori costi industriali, ambientali e sociali del Paese.

Casartigiani esprime il proprio sincero ringraziamento al Presidente della Repubblica per l'attenzione dedicata alla città e per aver posto la questione Taranto su un piano di responsabilità nazionale.

Allo stesso modo, accogliamo con grande favore l'impegno assunto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la convocazione di uno specifico Tavolo su Taranto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dedicato al futuro della città, alla transizione industriale e alle nuove prospettive di sviluppo.

Per Casartigiani quel Tavolo dovrà rappresentare un punto di svolta.

È arrivato il momento di passare dalle parole ai provvedimenti, dagli annunci ai decreti, dai progetti ai cantieri.

Ci auguriamo pertanto che a Palazzo Chigi venga presentato il Piano Straordinario per Taranto, accompagnato dai relativi provvedimenti legislativi, dalle risorse finanziarie necessarie e da un cronoprogramma preciso e verificabile.

È la prospettiva che auspichiamo dopo quanto già annunciato e discusso nella riunione interministeriale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla quale Casartigiani ha partecipato presentando una propria proposta organica per affrontare contemporaneamente l'emergenza dell'ex Ilva e costruire una nuova politica industriale per il territorio.

LA CRISI DELL'EX ILVA NON RIGUARDA SOLTANTO L'EX ILVA

La riduzione dell'attività siderurgica e la prospettiva della fermata dell'area a caldo rischiano di produrre conseguenze economiche che vanno molto oltre il perimetro dello stabilimento.

La questione non riguarda soltanto i lavoratori diretti e le imprese dell'indotto.

Riguarda l'intera economia di Taranto.

Quando migliaia di lavoratori subiscono una riduzione del proprio reddito attraverso la cassa integrazione e numerose imprese perdono contratti, commesse e fatturato, una parte importante della capacità di spesa viene sottratta all'economia locale.

È un meccanismo ben conosciuto dalla teoria economica.

Il moltiplicatore keynesiano ci insegna che una variazione iniziale del reddito e della domanda può produrre effetti successivi sull'intero sistema economico.

Il lavoratore che dispone di meno reddito riduce i consumi. L'impresa che perde una commessa riduce acquisti e investimenti. I minori consumi diventano minori ricavi per negozi, artigiani, ristoranti, professionisti e imprese di servizi. Queste attività, a loro volta, riducono investimenti e occupazione.

Si rischia così di generare un moltiplicatore negativo, una spirale nella quale la crisi della grande industria si trasferisce all'indotto e successivamente all'intero tessuto economico locale.

È proprio questo che dobbiamo impedire.

La fermata dell'area a caldo non deve determinare la fermata dell'economia di Taranto.

PRIMA PROTEGGERE L'ECONOMIA, POI COSTRUIRE QUELLA NUOVA

La diversificazione economica è indispensabile, ma richiede tempo.

Per questo Casartigiani ribadisce la necessità di un intervento immediato, uno “Scudo Taranto”, capace di proteggere imprese, lavoratori e reddito durante la fase di transizione.

Servono strumenti straordinari per la liquidità delle imprese dell'indotto, tutela e anticipazione dei crediti, garanzie pubbliche, contributi ponte e moratorie coordinate sugli affidamenti e sulle scadenze finanziarie.

Occorre inoltre assicurare strumenti adeguati di protezione del reddito dei lavoratori interessati dalla transizione.

Non possiamo costruire l'economia tarantina del futuro lasciando morire nel frattempo quella esistente.

Difendere oggi il reddito significa anche difendere i consumi e quindi le migliaia di micro e piccole imprese che non lavorano direttamente con l'ex Ilva ma vivono dell'economia generata sul territorio.

UN PIANO STRAORDINARIO CON SOLDI, RESPONSABILITÀ E SCADENZE

Al Tavolo di Palazzo Chigi Casartigiani auspica quindi la presentazione di un vero Piano Straordinario per lo sviluppo di Taranto.

Non un nuovo elenco di progetti, ma uno strumento operativo nel quale siano chiaramente indicati:

  • gli investimenti da realizzare;
  • le risorse già disponibili e quelle aggiuntive;
  • i relativi provvedimenti normativi;
  • le amministrazioni responsabili;
  • le procedure autorizzative;
  • i tempi di realizzazione;
  • l'occupazione prevista;
  • gli indicatori attraverso i quali verificare periodicamente i risultati.

Taranto ha bisogno di sapere quante risorse ci sono, dove saranno investite, chi deve spenderle e soprattutto entro quando.

I progetti di investimento già presentati per il territorio costituiscono certamente un segnale positivo, ma dobbiamo essere consapevoli che una manifestazione di interesse non equivale ancora a un investimento realizzato.

Dobbiamo trasformare rapidamente i progetti in cantieri, i cantieri in imprese e gli investimenti in occupazione.

DIVERSIFICAZIONE INDUSTRIALE: CREARE NUOVO REDDITO

La transizione deve puntare alla costruzione di una nuova base produttiva.

Taranto deve attrarre investimenti nella manifattura avanzata, nell'economia circolare, nelle energie rinnovabili, nelle tecnologie ambientali, nella cantieristica, nella logistica, nell'aerospazio, nel digitale e nelle nuove filiere industriali.

Ma la diversificazione non può essere valutata esclusivamente sulla quantità degli investimenti annunciati.

Dovrà essere misurata sulla capacità di creare occupazione stabile, reddito, valore aggiunto e commesse per le imprese locali.

Per questo chiediamo che le micro e piccole imprese tarantine possano partecipare concretamente alle nuove filiere attraverso lotti accessibili, qualificazione delle imprese, trasparenza negli appalti e nei subappalti, tempi rapidi di pagamento e strumenti finanziari specifici.

La nuova economia di Taranto non può essere costituita da pochi grandi insediamenti isolati dal territorio.

Ogni euro investito deve produrre il massimo effetto moltiplicatore possibile sull'economia locale.

IL PORTO TORNI AD ESSERE UN GRANDE MOTORE DEL TRAFFICO MERCI

Un ruolo centrale deve essere assegnato al Porto di Taranto.

Dobbiamo utilizzare il porto innanzitutto per ciò per cui è stato progettato e infrastrutturato: movimentare merci e intercettare i grandi traffici nazionali e internazionali.

Per questo Casartigiani propone la realizzazione di uno specifico studio tecnico-economico sui flussi di merci oggi movimentati attraverso altri porti italiani ed europei e sui traffici del Mediterraneo che Taranto potrebbe realisticamente intercettare.

Non basta aspettare che le merci arrivino.

Dobbiamo individuare quali traffici possiamo conquistare, da dove provengono e quali condizioni economiche, logistiche e infrastrutturali servono per portarli a Taranto.

A questa strategia devono accompagnarsi il completamento dell'ultimo miglio ferroviario, il rafforzamento dell'intermodalità e la piena operatività della Zona Franca Doganale, superando gli ostacoli burocratici e finanziari che ne limitano l'utilizzo.

AEROPORTO DI GROTTAGLIE: I GIOCHI HANNO DIMOSTRATO LE POTENZIALITÀ, ORA SERVONO I VOLI CIVILI

Nel Piano Straordinario deve trovare spazio anche una decisione che Taranto attende da troppo tempo: l'attivazione dei voli civili e commerciali dall'Aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie.

I Giochi del Mediterraneo stanno offrendo in questi giorni una dimostrazione concreta delle potenzialità dello scalo.

L'arrivo delle delegazioni attraverso Grottaglie dimostra quanto possa essere importante disporre di una porta di accesso aerea direttamente collegata a Taranto, soprattutto in occasione di manifestazioni internazionali, eventi, flussi turistici e attività economiche.

Non stiamo più discutendo soltanto di una possibilità teorica.

In questi giorni stiamo vedendo concretamente cosa può rappresentare l'Aeroporto di Grottaglie per Taranto.

Negli anni sono state inoltre impiegate importanti risorse pubbliche per infrastrutturare, adeguare e potenziare lo scalo. È necessario che questi investimenti producano la massima ricaduta possibile per il territorio.

Una città che vuole attrarre investitori, turismo, congressi, grandi manifestazioni, crociere e nuove attività produttive deve essere facilmente raggiungibile anche in aereo.

L'accessibilità è una componente della competitività economica.

Per questo chiediamo che il Piano Straordinario preveda l'avvio urgente delle procedure necessarie all'attivazione dei voli civili e commerciali, individuando un percorso concreto e tempi definiti.

Non chiediamo di abbandonare la vocazione industriale dello scalo.

Al contrario, Grottaglie può e deve sviluppare contemporaneamente le proprie funzioni aerospaziali, cargo, di spazioporto e passeggeri.

Queste vocazioni possono convivere e rafforzarsi reciprocamente.

PORTO, FERROVIA E AEROPORTO: UNA SOLA PIATTAFORMA

Porto di Taranto, ferrovia e Aeroporto di Grottaglie non possono continuare ad essere programmati come infrastrutture separate.

Devono diventare un unico sistema logistico dello Ionio.

La combinazione tra porto, ferrovia, cargo aeroportuale e voli passeggeri può rappresentare uno dei maggiori vantaggi competitivi del territorio.

L'attivazione dei voli civili potrebbe inoltre rafforzare il traffico crocieristico attraverso formule Fly & Cruise, aumentando la capacità del Porto di Taranto di proporsi non soltanto come scalo ma anche come porto di partenza e arrivo delle crociere.

BONIFICHE, AREE PRODUTTIVE E NUOVI INVESTIMENTI

La transizione ambientale deve diventare anche politica industriale.

Le bonifiche devono procedere rapidamente per tutelare ambiente e salute, ma anche per restituire aree utilizzabili alla città e alle nuove attività produttive.

Disporre di aree industriali bonificate, infrastrutturate e immediatamente disponibili può diventare un importante elemento di attrazione degli investimenti.

Taranto deve dimostrare che salute, ambiente, industria e lavoro possono finalmente procedere nella stessa direzione.

FORMAZIONE: PREPARARE OGGI I LAVORATORI DELLE IMPRESE DI DOMANI

Ogni investimento annunciato dovrebbe essere accompagnato da una mappatura delle professionalità che saranno necessarie.

Scuole, ITS, università, enti di formazione, associazioni datoriali e imprese devono essere coinvolti preventivamente.

Non possiamo aspettare l'apertura di un nuovo stabilimento per scoprire di non avere le professionalità richieste.

La transizione industriale deve quindi diventare anche una grande operazione di riqualificazione e valorizzazione del capitale umano tarantino, offrendo nuove opportunità soprattutto ai giovani.

I GIOCHI DEL MEDITERRANEO DIMOSTRANO CHE TARANTO PUÒ CAMBIARE

In questi giorni Taranto sta mostrando al Mediterraneo e all'intero Paese un volto nuovo.

Infrastrutture, impianti sportivi, mobilità, accoglienza e organizzazione di un grande evento internazionale stanno dimostrando che, quando esistono obiettivi chiari, risorse, responsabilità e procedure capaci di accelerare gli interventi, Taranto può realizzare ciò che per anni sembrava impossibile.

I Giochi non devono essere il punto di arrivo.

Devono essere l'inizio di un metodo nuovo.

Quella stessa capacità straordinaria di realizzare opere e coordinare istituzioni deve essere applicata adesso alla politica industriale e allo sviluppo economico.

«TARANTO NON CHIEDE ASSISTENZA. CHIEDE DI POTER CREARE NUOVA RICCHEZZA»

«Ringraziamo il Presidente Mattarella perché aver indicato Taranto come un impegno nazionale significa riconoscere che questa transizione non può essere lasciata sulle sole spalle della città. Allo stesso modo ringraziamo la Presidente Meloni per l'impegno assunto sulla convocazione del Tavolo presso la Presidenza del Consiglio. Ora ci aspettiamo che quel Tavolo rappresenti il passaggio alla fase delle decisioni».

Lo dichiara Stefano Castronuovo, Coordinatore regionale di Casartigiani Puglia e Segretario provinciale di Casartigiani Taranto.

«Ci aspettiamo che a Palazzo Chigi venga presentato il Piano Straordinario per Taranto insieme ai relativi decreti, alle risorse necessarie e a un cronoprogramma verificabile. Non abbiamo bisogno dell'ennesimo elenco di buone intenzioni. Abbiamo bisogno di sapere cosa si farà, con quali risorse, chi dovrà farlo e quando sarà realizzato».

«La crisi dell'ex Ilva rimane centrale, ma dobbiamo comprenderne fino in fondo gli effetti sull'intera economia. Se diminuiscono i redditi dei lavoratori e il fatturato dell'indotto, diminuiscono anche i consumi. E se diminuiscono i consumi, soffrono artigiani, commercianti, professionisti e servizi. La perdita di reddito della grande industria rischia di diventare perdita di reddito per tutta Taranto.»

«Dobbiamo invertire questo meccanismo e creare un moltiplicatore positivo: nuovi investimenti producono occupazione; l'occupazione genera reddito; il reddito alimenta consumi; i consumi sostengono le piccole imprese; imprese più solide investono e assumono nuovamente. È così che un'economia torna ad alimentare la propria crescita.»

«Taranto non chiede di vivere di assistenza pubblica. Chiede allo Stato di accompagnare una transizione di interesse nazionale e di creare le condizioni perché il territorio possa tornare a produrre autonomamente lavoro e ricchezza.»

«Abbiamo un grande porto, un aeroporto sul quale sono state investite risorse pubbliche e che proprio i Giochi stanno dimostrando di poter essere una porta internazionale della città, una rete ferroviaria, aree industriali, competenze e migliaia di piccole imprese. Mettiamo finalmente tutti questi elementi all'interno di un'unica strategia.»

«Dopo decenni nei quali Taranto ha dato moltissimo allo sviluppo industriale del Paese, questa può essere l'occasione per costruire un nuovo patto tra la città e l'Italia: tutela dell'esistente nell'immediato, diversificazione nel medio periodo e una nuova politica industriale per il futuro.»

Il Tavolo di Palazzo Chigi può e deve essere il luogo nel quale questo patto diventa finalmente concreto.

Casartigiani Taranto – Casartigiani Puglia

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Maria D'urso
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