«Io non mi pento. E dichiaro che ridirei e riscriverei tutto, per commettere insieme al peccato dell'impenitenza anche quello dell'ostinazione. Molti considerano persino la divulgazione un peccato da cui redimersi, e il continuare a praticarla un segno di impenitenza! La pensano così, ovviamente, coloro che da sempre temono che la conoscenza in generale, e quella scientifica in particolare, siano pericolose ed eversive. Nel mio piccolo, io offro qui un divertimento in sette parti e settantasette variazioni, con un capo e una coda, per ripetere a fondamentalisti, anacronismi e ottusi: "No, no ch'io non mi pento!" E spero naturalmente che non si pentano, e soprattutto non se ne pentano, neppure i lettori.» E dunque «Fatti», «Opinioni», «Parole», «Pensieri», «Calcoli», «Esperimenti» e «Persone»: una veloce e multiforme galleria di situazioni, controversie, opere, ricordi, sfide, scoperte e individui per ricordare sempre la differenza che passa tra il pensiero argomentato e il fumo dell'incenso.
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