La Banca d’Italia pubblica oggi “Chi utilizza il “Buy Now, Pay Later” in Italia? Evidenze dall’indagine sui bilanci delle famiglie”, il nuovo numero della collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”.
Negli ultimi anni, i servizi Buy Now, Pay Later (BNPL) si sono diffusi rapidamente in molti Paesi, sostenuti dalla crescita dei pagamenti digitali e da un contesto normativo relativamente permissivo.
Il lavoro analizza il mercato italiano del BNPL dal lato della domanda, utilizzando i dati granulari dell’Indagine sui Bilanci delle Famiglie Italiane del 2022. I risultati mostrano che l’adozione del BNPL tra le famiglie italiane rimaneva contenuta rispetto ad altre economie avanzate ed era concentrata tra utenti giovani, finanziariamente solidi e più orientati all’uso delle tecnologie digitali.
L’utilizzo del BNPL risultava inoltre associato soprattutto ai pagamenti con carte di credito e prepagate, riflettendo il diffuso impiego di tali strumenti negli acquisti online. Le evidenze suggeriscono che il BNPL operasse prevalentemente come complemento, piuttosto che sostituto, dei tradizionali prodotti finanziari retail, in particolare delle carte di credito revolving.
Questi servizi possono essersi ulteriormente diffusi dopo il 2022, coinvolgendo anche fasce più vulnerabili della popolazione. Il nuovo quadro normativo europeo mira pertanto a promuoverne un utilizzo responsabile, sostenendo al contempo innovazione e tutela dei consumatori.
Sintesi (*)
Un mercato ancora piccolo, ma in forte crescita
Nel 2022 soltanto il 4% delle famiglie italiane dichiarava di avere utilizzato il BNPL. L’Italia risultava quindi ancora indietro rispetto ai mercati più maturi. La crescita successiva è stata però molto rapida: tra il 2021 e il 2024 le transazioni sono passate da 3,9 a 32,4 milioni, mentre il loro valore è salito da 1 a 6,8 miliardi di euro. Oltre il 75% del valore delle operazioni avviene online.
Chi utilizza il “compra ora, paga dopo”
Il profilo che emerge dai dati del 2022 è piuttosto diverso dall’immagine del consumatore finanziariamente fragile. Il BNPL era più diffuso tra i giovani, in particolare nelle famiglie con capofamiglia tra 35 e 44 anni, tra le persone con livelli di istruzione più elevati e nel Centro Italia. L’utilizzo risultava inoltre relativamente più frequente tra manager e dipendenti e raggiungeva il 7% nelle famiglie con redditi tra 50.000 e 100.000 euro.
Soprattutto consumatori digitali
La caratteristica più importante non sembra però essere il reddito, bensì la familiarità con gli strumenti digitali. L’utilizzo del BNPL è significativamente più elevato tra chi usa Internet, l’home banking e i servizi finanziari online. Una volta considerato questo fattore, molte differenze legate a reddito, istruzione e caratteristiche socio-demografiche perdono importanza.
Più complemento che alternativa al credito
Il BNPL viene utilizzato soprattutto insieme alle carte di credito e alle carte prepagate ed è fortemente associato all’impiego delle carte revolving, cioè quelle che consentono di rimborsare a rate il saldo. Al contrario, è meno diffuso tra chi utilizza maggiormente il contante. Per la Banca d’Italia, quindi, nel 2022 il BNPL appariva soprattutto come un complemento agli strumenti tradizionali di pagamento e credito, più che come un loro sostituto.
Crescono i rischi per le famiglie più fragili
Il quadro potrebbe però stare cambiando. Informazioni più recenti della Banca d’Italia indicano che il BNPL si sta estendendo anche a fasce finanziariamente più vulnerabili, non soltanto per finanziare consumi ma anche per consolidare altre forme di debito. Per questo diventano importanti il monitoraggio del mercato, una migliore condivisione delle informazioni sul credito e l’educazione finanziaria. La nuova direttiva europea sul credito ai consumatori rafforza inoltre gli obblighi di trasparenza e di verifica della capacità di rimborso.
(*) Sintesi con Ai rivista da noi