La Norvegia rafforza il proprio impegno nella transizione energetica del trasporto marittimo con un nuovo piano di investimenti da oltre 130 milioni di dollari destinato alla realizzazione di 10 nuove imbarcazioni a emissioni zero.
Il finanziamento è stato approvato da Enova, l’agenzia governativa norvegese dedicata all’innovazione energetica, e coinvolgerà sette società marittime nazionali impegnate nello sviluppo di flotte più sostenibili.
I progetti selezionati prevedono la costruzione di sei navi elettriche alimentate a batteria, due unità a idrogeno e due navi alimentate ad ammoniaca. Una parte dei fondi sarà inoltre utilizzata per realizzare nuove infrastrutture dedicate alla ricarica delle imbarcazioni elettriche.
Questo nuovo pacchetto di incentivi si aggiunge ai 22 progetti navali a zero emissioni già sostenuti da Enova, consolidando il ruolo della Norvegia come leader mondiale nella diffusione di tecnologie marittime pulite.
Il ministro norvegese per il Clima e l’Ambiente, Andreas Bjelland Eriksen, ha sottolineato che il settore marittimo rappresenta circa l’8% delle emissioni complessive di gas serra del Paese. Secondo il ministro, il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali richiede una rapida trasformazione verso soluzioni energetiche alternative.
Tra i principali beneficiari dei nuovi fondi figura Zen, divisione del Gruppo Eitzen specializzata nell’elettrificazione del trasporto navale, che riceverà circa 20 milioni di dollari per costruire due portacontainer completamente elettriche.
La società aveva già ottenuto finanziamenti simili per altre due navi gemelle attraverso Avanti, un’altra controllata del gruppo. Recentemente Zen ha confermato l’ordine delle nuove unità presso il cantiere cinese Zhejiang Dongpeng Shipbuilding.
Ogni nave sarà equipaggiata con batterie dalla capacità superiore ai 100 MWh, una dotazione che le renderà tra le più grandi portacontainer elettriche operative al mondo quando entreranno in servizio, previsto per il 2029.
Anche Nordic Sea Concept beneficerà del programma con un contributo di circa 8,6 milioni di dollari destinato alla realizzazione di una nave da crociera completamente elettrica per la navigazione nei fiordi norvegesi.
L’imbarcazione sarà dotata di un sistema di accumulo da 20 MWh e potrà operare senza emissioni in aree marine particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale.
Un altro progetto riguarda Seistar, azienda attiva nel trasporto di pesce vivo, che riceverà circa 13,6 milioni di dollari per sviluppare una nave di lavorazione elettrica insieme alle relative strutture di ricarica. La nuova unità permetterà di collegare allevamenti ittici e impianti di lavorazione eliminando le emissioni generate dal trasporto tradizionale.
Oltre all’elettrificazione diretta delle navi, Enova ha destinato circa 80 milioni di dollari allo sviluppo delle filiere dell’idrogeno e dell’ammoniaca, due combustibili considerati strategici per la decarbonizzazione del settore marittimo.
La società LH2 Shipping riceverà circa 35 milioni di dollari per la costruzione di due navi portarinfuse alimentate a idrogeno liquido.
Bergen Tankers, invece, ha ottenuto circa 44 milioni di dollari per realizzare due petroliere alimentate ad ammoniaca, già destinate al noleggio da parte della compagnia energetica norvegese Equinor.
Secondo il CEO ad interim di Enova, Rune Holmen, l’obiettivo dei finanziamenti è dimostrare che batterie, idrogeno e ammoniaca possono diventare tecnologie economicamente competitive per raggiungere un trasporto marittimo a emissioni zero.
Holmen ha spiegato che la transizione richiede non solo nuove navi, ma anche una rete completa di produzione, distribuzione e rifornimento dei nuovi combustibili. La crescita coordinata di queste infrastrutture sarà fondamentale per convincere sempre più operatori a investire nella navigazione sostenibile.
Nel quadro della strategia nazionale, il 15 giugno Azane Infrastructure AS ha confermato il proprio impegno nella realizzazione di tre impianti per il bunkeraggio dell’ammoniaca, finanziati in precedenza da Enova.
La società ha accettato di versare una penale nel caso in cui i progetti non venissero completati. Gli impianti sorgeranno nei porti offshore di Mongstad, Risavika e Fjordbase e saranno fondamentali per sostenere la diffusione delle navi alimentate con questo combustibile alternativo.
Secondo le stime di Enova, i nuovi progetti finanziati permetteranno di tagliare oltre 46.000 tonnellate di CO₂ all’anno, una riduzione paragonabile alle emissioni annuali prodotte da circa 18.000 automobili diesel.
Per Holmen, tuttavia, il valore principale dell’iniziativa non risiede soltanto nella riduzione immediata delle emissioni, ma nella creazione delle tecnologie e delle infrastrutture necessarie per una trasformazione più ampia del settore marittimo.
La Norvegia resta leader, ma la strada verso il 2050 è ancora lunga
Secondo i dati della società di classificazione DNV, la Norvegia dispone di 3.785 navi operative nel traffico nazionale. Di queste, 112 sono già unità a emissioni zero, pari a circa il 3% della flotta complessiva, una percentuale superiore a quella di qualsiasi altro Paese al mondo.
Nonostante i progressi, gli ultimi dati diffusi da Enova indicano che l’attuale velocità di conversione della flotta non è ancora sufficiente per consentire alla Norvegia di raggiungere l’obiettivo di eliminare completamente le emissioni di gas serra dal trasporto marittimo entro il 2050.
Il nuovo piano di investimenti rappresenta quindi un ulteriore passo avanti, ma evidenzia anche la necessità di accelerare lo sviluppo tecnologico e infrastrutturale per completare la rivoluzione verde del settore navale.