Sostenere un Ente del Terzo Settore significa contribuire a generare un impatto sociale concreto e per le imprese può esserci anche un beneficio fiscale.
Le erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate da enti e società a favore degli Enti del Terzo Settore ammessi all’agevolazione possono infatti essere dedotte dal reddito complessivo, secondo quanto previsto dall’articolo 83 del Codice del Terzo Settore.
Quanto può dedurre un’azienda che dona a un ETS?
Per enti e società, le erogazioni liberali possono essere dedotte dal reddito complessivo netto nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.
La parola importante è deduzione: non significa che, effettuando una donazione di 10.000 euro, l’impresa pagherà automaticamente 10.000 euro di tasse in meno, ma che la somma deducibile viene sottratta dal reddito sul quale vengono calcolate le imposte.
Un esempio semplice
Immaginiamo un’impresa che nel 2026:
- dichiari un reddito complessivo di 100.000 euro;
- effettui una donazione di 18.000 euro a favore di un ETS.
Il 10% del reddito dichiarato corrisponde a 10.000 euro.
Nell’esempio, questa è la quota deducibile nell’anno. I restanti 8.000 euro costituiscono un’eccedenza che può essere riportata nei periodi d’imposta successivi, fino al quarto, secondo le condizioni previste dalla normativa.
Deduzione fiscale: quanto si risparmia davvero?
Torniamo al nostro esempio: se l’impresa può dedurre 10.000 euro, il reddito imponibile considerato nell’esempio passa da 100.000 a 90.000 euro.
Per una società soggetta all’aliquota IRES ordinaria del 24%, una riduzione di 10.000 euro dell’imponibile può corrispondere, in un calcolo semplificato, a un beneficio fiscale potenziale di 2.400 euro. L’effetto effettivo dipende naturalmente dalla situazione fiscale della singola impresa.
Questo è il punto da ricordare:
La deduzione non riduce direttamente le imposte dell’importo donato: riduce il reddito sul quale vengono calcolate.
È una distinzione semplice, ma importante.
Cosa succede se la donazione supera il limite deducibile?
La parte che non può essere utilizzata nell’anno non viene necessariamente persa. L’eventuale eccedenza può essere portata in deduzione nei periodi d’imposta successivi, fino al quarto, nei limiti previsti dalla normativa.
Questo consente anche alle imprese che scelgono di sostenere un progetto con un contributo significativo di distribuire nel tempo il beneficio fiscale previsto.
Come deve essere effettuata la donazione?
Per poter usufruire correttamente delle agevolazioni fiscali è fondamentale che l’erogazione sia adeguatamente documentata.
Nel caso di donazioni in denaro è opportuno utilizzare strumenti tracciabili, come il bonifico bancario, e conservare la relativa documentazione.
Per le donazioni in natura sono, invece, previste specifiche regole per la determinazione del valore dei beni donati.
La disciplina fiscale può variare in relazione alla natura dell’impresa, dell’ente beneficiario e dell’erogazione. È quindi sempre consigliabile verificare il trattamento applicabile con il proprio commercialista o consulente fiscale.
Non solo beneficio fiscale: una donazione può diventare una partnership
Il vantaggio fiscale è solo uno degli elementi che un’impresa può considerare quando sceglie di sostenere un’organizzazione del Terzo Settore.
Una donazione può rappresentare il primo passo di un percorso più ampio: dal sostegno a un singolo progetto alla costruzione di una partnership, fino al coinvolgimento dei dipendenti e alla definizione di iniziative coerenti con gli obiettivi sociali e di sostenibilità dell’azienda.
Fondazione l’Albero della Vita ETS lavora con le imprese per trasformare il loro impegno sociale in interventi concreti e misurabili a favore di bambini, famiglie e comunità.
Vuoi capire quali opportunità possono essere più adatte alla tua azienda?
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza fiscale. Prima di assumere decisioni è opportuno verificare la disciplina applicabile alla propria situazione con un commercialista o consulente fiscale.