Approfondimenti | Fare partecipazione in un sito UNESCO

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L’iscrizione di un sito culturale alla World Heritage List richiama naturalmente una maggiore attenzione alla tutela e alla conservazione del bene, in virtù del suo riconosciuto eccezionale valore universale. L’attenzione che porta con sé la nomina rende inoltre prioritario interrogarsi su chi partecipa alla costruzione del suo futuro e su quale ruolo possano avere le persone e le comunità che quei luoghi li abitano, li attraversano e li vivono.

Anche alla luce di queste considerazioni, negli ultimi anni, la partecipazione è diventata sempre più importante nella definizione e nell’aggiornamento dei Piani di Gestione dei siti UNESCO. Ciò riflette una crescente consapevolezza del valore universale del patrimonio culturale, ma pone anche una domanda fondamentale: come possiamo progettare e realizzare processi e metodi che rendano la partecipazione davvero capace di ascoltare e valorizzare le voci dei pubblici e degli stakeholder

E quindi, cosa significa, concretamente, attivare percorsi partecipativi in un sito UNESCO? Chi coinvolgiamo quando parliamo di comunità? 

Su questa premessa si è inserito Visioni Comuni, il percorso progettato e curato da BAM! per l’Ufficio Patrimonio Mondiale del Comune di Padova e finanziato dal Ministero della Cultura attraverso i fondi della Legge n. 77 del 2006. Avviato nel maggio 2025 e conclusosi circa un anno dopo, il progetto ha accompagnato l’aggiornamento del Piano di Gestione del sito “I cicli affrescati del XIV secolo di Padova”, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra chi il patrimonio lo gestisce, chi lo vive e chi, in modi diversi, contribuisce a costruirne il futuro.

Un sito, quello padovano, che per sua stessa natura chiede di essere raccontato e gestito come una rete. Esso è infatti composto da otto complessi edilizi religiosi e secolari, distribuiti all’interno delle mura della città: luoghi diversi tra loro, ma accomunati dalla presenza di alcuni dei più importanti cicli di affreschi del Trecento, realizzati tra il 1302 e il 1397 e capaci, nonostante la pluralità degli artisti, di restituire una straordinaria unità di stile e di visione.

Questa pluralità di luoghi si accompagna a una pluralità di soggetti che se ne prendono cura. I diversi complessi hanno infatti proprietari differenti, che si incontrano e collaborano all’interno di un Comitato di Pilotaggio. È una caratteristica che rende ancora più evidente quanto, per un patrimonio come questo, la collaborazione sia una condizione necessaria.

Coinvolgere è la chiave, dagli stakeholder alle comunità di riferimento

L’aggiornamento di un Piano di Gestione non è soltanto un adempimento tecnico: è un momento strategico in cui si ridefiniscono priorità, obiettivi e prospettive per il futuro di un sito UNESCO. In Visioni Comuni, la partecipazione è stata quindi pensata come un metodo di lavoro, integrato nel processo di pianificazione.

Questo ha significato innanzitutto allargare progressivamente il perimetro del confronto: dai soggetti istituzionali e dai proprietari delle otto componenti del sito seriale, alle organizzazioni culturali, turistiche, sociali e socio-aggregative; dagli stakeholder organizzati alle diverse persone e comunità che vivono e attraversano la città.

Il passaggio dallo stakeholder engagement al community engagement pone però una questione di metodo. Aprire un incontro “a tutte e tutti” non garantisce, di per sé, che esperienze e prospettive differenti trovino effettivamente spazio. Familiarità con le istituzioni, disponibilità di tempo, conoscenze, linguaggi e condizioni di accesso possono facilitare la partecipazione di alcune persone e ostacolare quella di altre.

Per questo il percorso è stato articolato in fasi e approcci e strumenti differenti, costruiti a partire dagli interlocutori coinvolti e dagli obiettivi dell’ascolto.

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Matilde