Sanità. Marcello (FdI): “Giunta dia attuazione alle norme su prevenzione del melanoma”

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La giunta regionale dica in che modo e con quali tempi intenda dare attuazione alle nuove norme varate dal governo in materia di prevenzione e diagnosi precoce del melanoma. E’ quanto chiede con un’interpellanza il consigliere di Fratelli d'Italia, Nicola Marcello.

“Il 27 giugno è entrata in vigore la legge che istituisce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma il primo sabato di maggio – spiega Marcello – e che affida al ministero della Salute la promozione di campagne informative, con iniziative nelle scuole primarie e secondarie sull'autoesame della cute, introducendo l'obbligo di consenso informato scritto per i clienti dei centri di tatuaggio. La legge individua i criteri per l'avvio, da parte di Regioni e Aziende sanitarie locali, anche attraverso telemedicina e teleconsulto, di campagne di screening dermatologico rivolte ai soggetti a maggior rischio, per familiarità di primo grado, fototipo basso, età superiore a cinquant'anni, residenza in zone a frequenti precipitazioni nevose, esposizione professionale al sole, residenza in aree marittime a elevato indice UV”.

“Il territorio dell'Emilia-Romagna presenta, per conformazione geografica, entrambe le principali condizioni di rischio – va avanti l’esponente di FdI -, vale a dire le aree appenniniche soggette a frequenti precipitazioni nevose e la fascia costiera romagnola, caratterizzata da un'elevata esposizione solare e da un afflusso turistico stagionale che ne amplifica l'esposizione al rischio”.

Da qui l’interpellanza alla Giunta per sapere quali siano i percorsi di screening attuati, anche nelle scuole e quali siano, ad oggi, i tempi medi di attesa per una visita dermatologia e quali iniziative l'esecutivo regionale abbia adottato per ridurli.

La risposta è arrivata dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.“ La nuova legge rappresenta un riferimento certamente importante perché definisce, per la prima volta, un quadro normativo organico in tema di diagnosi precoce del melanoma - ha spiegato -. Parliamo del quinto tumore più frequente nella nostra regione, con un’incidenza crescente negli ultimi anni. Tuttavia, i dati dimostrano che quando il melanoma viene diagnosticato e preso in carico precocemente, le probabilità di sopravvivenza a cinque anni sono molto alte: in Emilia-Romagna superano il 90%, un dato statistico che ci colloca al primo posto a livello nazionale. Il nostro orientamento è utilizzare al meglio le opportunità offerte dalla legge per attivare screening personalizzati nei confronti dei soggetti ad alta familiarità e con fattori di rischio”.

“La legge, tuttavia, contiene la clausola dell'invarianza finanziaria, imponendo alle amministrazioni regionali di fare fronte ai nuovi compiti con le risorse già disponibili - ha proseguito l’assessore -. Per trasformare una previsione normativa in un servizio, servono personale, strumenti diagnostici e finanziamenti. Questa carenza di fondi, però, non ci impedisce di rendere già operative le iniziative più utili e appropriate. Ne sono un esempio la collaborazione con l’Unità di prevenzione e cura dei tumori cutanei di Meldola, che copre buona parte dell'area Romagna, e le esperienze dell'Emilia Nord, dotate di tecnologie di particolare pregio. La Regione continua a investire con forza nella prevenzione primaria anche attraverso i progetti delle singole Ausl. A Rimini, ad esempio, abbiamo parlato direttamente con le scuole per promuovere il corretto utilizzo delle protezioni solari. L'obiettivo è educare le persone a riconoscere la propria pelle e le sue modificazioni sospette. Queste iniziative, già realizzate in molti territori, verranno estese a tutta l’Emilia-Romagna per renderle ulteriormente strutturali e organiche. Sul fronte delle liste d'attesa, condividiamo la necessità di migliorare i tempi di accesso alle prestazioni, che oggi risentono della carenza di medici specialisti. In questo contesto, l’implementazione dell’infrastruttura di telemedicina e del teleconsulto rappresenta una soluzione dalle grandi potenzialità”.

Non soddisfatto il consigliere Marcello. “È fin troppo facile dire che siamo sempre i primi in tutto, specialmente quando si parla di screening e prevenzione - ha concluso -. La realtà che riscontro incontrando i cittadini è ben diversa: circa l'80% delle persone è costretto a rivolgersi alla sanità a pagamento, sia per una normale visita dermatologica sia per l'intervento di asportazione in caso di neo sospetto. Questa Regione ha tutte le risorse necessarie per attivare borse di studio aggiuntive in dermatologia presso le nostre università, inserendo il vincolo per i medici di restare a lavorare sul territorio regionale per un certo numero di anni: è una soluzione assolutamente praticabile. Inoltre, lo screening iniziale deve partire direttamente dalle Case della Comunità, che vanno però dotate di personale specifico, valorizzando anche quei medici di medicina generale con specializzazione in dermatologia”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 16:27

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