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Innovation Days 2026 Toscana – Il sistema produttivo toscano Le evidenze che guidano le scelte – Export come motore, margini come sfida, liquidità come presidio: il nuovo equilibrio delle Pmi toscane
Il 22 settembre, in occasione del terzo appuntamento del 2026 degli Innovation Days, il road show organizzato da Il Sole 24 Ore e Confindustria che racconta l’economia italiana attraverso le eccellenze regionali, Banca Ifis ha presentato a Firenze il Market Watch dedicato alla Toscana, realizzato anche su dati Format Research.
Il contesto di business
- La Toscana si conferma una delle regioni più competitive del Paese, combinando una solida base manifatturiera con una forte vocazione all’esportazione. Grazie alla presenza di distretti industriali di eccellenza e di aziende leader sui mercati internazionali, la Regione contribuisce in modo significativo alla crescita, all’innovazione e alla proiezione globale del sistema produttivo italiano.
- La Regione ha un PIL pro capite più elevato del 5% rispetto alla media nazionale.
- Negli ultimi anni, le imprese toscane hanno registrato una dinamica di crescita dei ricavi (CAGR +2,2%) superiore alla media nazionale e al principale benchmark, la Lombardia, confermando la resilienza del tessuto produttivo regionale; la redditività rimane sotto pressione, con un EBITDA in calo (CAGR -2,7%), in linea con il dato italiano (-2,6%).
La dinamica delle imprese toscane
- L’economia toscana si confronta con uno scenario di elevata complessità, segnato dalle tensioni geopolitiche internazionali, dall’aumento dei costi energetici e produttivi e dalle conseguenti pressioni inflazionistiche che incidono sulla competitività delle imprese. In questo contesto, il sistema produttivo regionale evidenzia una significativa capacità di tenuta, favorita anche dalla disponibilità di risorse liquide, con un forecast 2026 positivo in termini sia di ricavi sia di margine operativo per la maggior parte dei settori produttivi (solo le Costruzioni risultano in calo su entrambi gli indicatori).
Investimenti: meno intensità, più selettività
- Le Pmi toscane confermano la volontà di investire anche nel 2026-2027, ma con un approccio prudente: cresce la quota di imprese che prevede budget invariati (dal 62% al 71%), mentre diminuiscono quelle orientate ad aumentare gli investimenti.
- Nonostante il contesto economico incerto, l’innovazione resta una leva strategica: le imprese rafforzano in particolare l’investimento in R&D, innovazione organizzativa, competenze e sviluppo del prodotto. La Toscana si conferma, inoltre, più dinamica della media nazionale in numerose aree (in particolare in quelle relative allo sviluppo del prodotto e delle politiche commerciali), evidenziando una forte propensione alla competitività di lungo periodo.
- Sul fronte sostenibilità è attivo il 67% delle Pmi toscane, con interventi che si concentrano sempre più su transizione verso energie rinnovabili ed efficientamento energetico
Tecnologia e Intelligenza Artificiale: leve strutturali di competitività
- Nonostante il generale contesto di maggiore prudenza sugli investimenti, le Pmi toscane continuano a investire in nuove tecnologie, con il Cloud (61%) e l’Intelligenza Artificiale (41%) che si affermano come le principali direttrici di innovazione e competitività.
- In particolare, l’Intelligenza Artificiale sta diventando una leva trasversale di trasformazione aziendale, con applicazioni che spaziano dall’automazione dei processi produttivi e della supply chain fino allo sviluppo commerciale, al marketing e all’acquisizione di nuovi clienti. Le imprese attribuiscono all’IA un impatto economico concreto, stimando in media un aumento del fatturato del 6%, una riduzione dei costi operativi del 7% e una crescita della redditività del 7% (valutazioni in linea con quanto previsto a totale Italia).
Export e riposizionamento internazionale
- La forte vocazione internazionale della Toscana è testimoniata da un contributo pari al 12% all’export italiano e dalla percentuale di Pmi attive sul mercato estero, pari al 59%, una quota superiore di 14 p.p. rispetto alla media nazionale: un vantaggio competitivo che sostiene la crescita anche in contesti di domanda interna debole.
- Decisamente brillante la dinamica delle esportazioni nel 2025, con vendite estere in aumento di oltre il 20%, grazie in particolare al contributo di comparti ad alto valore aggiunto, come la Farmaceutica e la Metallurgia. Le previsioni per il prossimo triennio evidenziano inoltre un rafforzamento del percorso di internazionalizzazione, sia tra le imprese già presenti sui mercati esteri sia tra quelle che si preparano ad avviare le prime attività di export.
- Pur esposta al mercato statunitense, la Toscana mostra una buona capacità di adattamento ai nuovi scenari commerciali grazie alla diversificazione geografica e alla resilienza delle imprese esportatrici.
Liquidità e condizioni finanziarie
- Nonostante le pressioni derivanti dal contesto esterno e dall’aumento dei costi operativi, le Pmi toscane mantengono un profilo di liquidità solido, su livelli superiori alla media nazionale.
- Al tempo stesso emerge un lieve incremento delle imprese che segnalano un peggioramento della situazione finanziaria, indicativo di fabbisogni in graduale crescita e di uno stato della liquidità che andrà mantenuto sotto monitoraggio.
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redazione