Dichiarazione di Marco Cappato e Marco Perduca
A seguito del discorso di Donald Trump all’Assemblea Generale dell’Onu, i due ex parlamentari radicali Marco Cappato e Marco Perduca, ora con Eumans e l’Associazione Luca Coscioni, ricordando Emma Bonino, hanno rilanciato dalle pagine del Financial Times l’appello promosso con Non c’è pace senza giustizia affinché l’UE attivi lo “statuto di blocco” per difendere la Corte penale internazionale e per sostenere la candidatura della Corte come Premio Nobel per la Pace quest’anno.
Nel suo discorso all’Assemblea Generale del 22 settembre, il Presidente Trump ha lanciato nuovi attacchi contro la Corte Penale Internazionale, dichiarando: “Gli Stati Uniti si oppongono all’istituzione fuori controllo nota come Corte Penale Internazionale. Non permetteremo mai che militari statunitensi o chiunque altro vengano indagati o sottoposti a processi farsa da un tribunale antiamericano che non ha alcuna giurisdizione su di noi. Sono un gruppo di persone malvagie”.
Parole simili pronunciate da altri presidenti USA, come Bill Clinton durante i negoziati per lo Statuto della Corte e George W. Bush dopo l’11 settembre, ma mai accompagnate da un piano d’azione condiviso alle Nazioni Unite. Trump ha anche invitato i “membri della CPI a ritirarsi ufficialmente e immediatamente da questa istituzione fuorilegge”.
Dopo aver preso di mira giudici, personale, ONG e il settore privato che lavorano presso la Corte o collaborano con essa, e dopo aver imposto sanzioni alla giudice Tomoko Akane, presidente della Corte penale internazionale, sta ora procedendo il piano annunciato dal Segretario di Stato Marco Rubio per “smantellare la Corte mattone dopo mattone”.
Finora, Burkina Faso, Niger, Mali, Ciad, Venezuela e forse la Colombia hanno annunciato il loro ritiro dalla giurisdizione della CPI; altri Paesi, come il Tagikistan, stanno valutando di farlo.
L’appello può essere firmato sul sito di Eumans o scrivendo a info@eumans.eu
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.