Google punta sulla geotermia: accordo da 396 MW con Fervo Energy per un maxi-progetto nello Utah - ZeroEmission.eu

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Google rafforza la propria strategia sulle energie pulite e si affida alla geotermia di nuova generazione per alimentare la futura infrastruttura digitale nello Utah. Il colosso di Mountain View ha siglato con Fervo Energy un Power Purchase Agreement (PPA) da 396 megawatt (MW) per sostenere lo sviluppo di Cape Station, un impianto basato sui sistemi geotermici avanzati (Enhanced Geothermal Systems, EGS) la cui entrata in funzione è prevista per il 2028.

L’accordo prevede che Google acquisti energia priva di emissioni di carbonio destinata a costituire una parte della fornitura energetica necessaria per un potenziale data center nello Utah. Il progetto potrebbe però crescere ulteriormente: Fervo ha infatti concesso a Google un’opzione per incrementare la capacità acquistata di circa 600 MW entro giugno 2030, portando il totale potenziale a quasi 1 gigawatt.

La realizzazione definitiva del data center resta comunque subordinata a diversi fattori, tra cui la fattibilità tecnica e ingegneristica, l’ottenimento delle autorizzazioni statali e locali e le condizioni commerciali.

Energia geotermica 24 ore su 24

Uno degli elementi centrali dell’accordo è la capacità della geotermia avanzata di fornire elettricità continua, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Il progetto, sottolineano le due società, consentirà di aggiungere nuova capacità elettrica disponibile 24 ore su 24 senza trasferire costi agli attuali clienti della rete.

Fervo e Google hanno inoltre dichiarato di voler accompagnare lo sviluppo del progetto con un approccio basato sulla collaborazione con le comunità locali, attraverso trasparenza, dialogo e investimenti sul territorio.

«Questo accordo conferma che gli EGS sono pronti ad alimentare la prossima generazione di infrastrutture informatiche», ha dichiarato Tim Latimer, CEO e cofondatore di Fervo Energy. Secondo Latimer, la crescente domanda di elettricità affidabile da parte dei grandi operatori tecnologici richiede fonti energetiche «implementabili su larga scala, operative 24 ore su 24 e disponibili dove l’energia è necessaria».

Una partnership iniziata in Nevada

L’intesa sullo Utah rappresenta il nuovo capitolo della collaborazione tra Fervo e Google, iniziata con Project Red, il progetto pilota commerciale realizzato dall’azienda geotermica in Nevada ed entrato in funzione nel 2023.

L’impianto fornisce energia alla rete locale, contribuendo anche ad alimentare i data center di Google presenti nello Stato. Nel giugno 2024, dopo i risultati di Project Red, Fervo, Google e NV Energy hanno firmato un ulteriore PPA da 115 MW, contribuendo allo sviluppo del cosiddetto Clean Transition Tariff.

Il meccanismo ha permesso a Google di aumentare l’utilizzo di energia geotermica sulla rete del Nevada, evitando al tempo stesso che i costi del progetto ricadessero sui consumatori ordinari.

Per Google, l’operazione rappresenta un tassello della strategia volta a garantire una fornitura energetica affidabile e a basse emissioni per sostenere la crescita delle infrastrutture digitali.

«Il prossimo capitolo della tecnologia avanzata per la generazione di energia si sta scrivendo nello Utah», ha affermato Michael Terrell, responsabile Advanced Energy di Google. Il progetto, ha aggiunto, potrebbe generare benefici economici significativi per la comunità locale e contribuire, nel lungo periodo, a ridurre il costo dell’energia geotermica, rendendola più accessibile.

Cape Station verso il gigawatt

Il nuovo PPA si inserisce nell’espansione di Cape Station, che va oltre la prima fase del progetto, inizialmente prevista con una capacità di 100 MW.

Fervo punta a ridurre progressivamente i costi di sviluppo attraverso un modello standardizzato e replicabile, basato sui cosiddetti GeoBlock. L’obiettivo è rendere la realizzazione degli impianti geotermici più simile a un processo industriale modulare, facilitando l’aumento della capacità produttiva.

In questo quadro si inserisce anche il modello GeoCluster, pensato per fornire energia ai data center attraverso una soluzione modulare e scalabile. Nel caso dello Utah, il progetto potrebbe inoltre beneficiare delle opportunità offerte dalla SB132, la normativa statale che, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni regolatorie, potrebbe consentire a Fervo e Google di ricorrere a contratti per la fornitura diretta di energia al sito di consumo.

Se l’opzione aggiuntiva da 600 MW venisse esercitata, Cape Station potrebbe arrivare a fornire a Google una capacità complessiva prossima a 1 GW, facendo del progetto uno dei più significativi esempi di applicazione commerciale della geotermia avanzata al fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali.

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Davide Grassi