Sicurezza alimentare e materiali a contatto con gli alimenti: il nuovo rapporto EFSA sulle sostanze estremamente preoccupanti (SVHC, Substances of Very High Concern)

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L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato un nuovo report tecnico (EFSA-Q-2026-00213) dedicato all'identificazione e alla valutazione delle sostanze estremamente preoccupanti (SVHC, Substances of Very High Concern) presenti nell'elenco dell'Unione (Union list) delle sostanze autorizzate per la produzione di materiali e oggetti in plastica destinati al contatto con gli alimenti.

Lo scopo primario dello studio era sviluppare e applicare una metodologia sistematica per determinare se le proprietà di pericolo individuate dal regolamento REACH (Reg. (CE) n. 1907/2006) possano rimettere in discussione l'attuale valutazione di sicurezza e le autorizzazioni concesse a queste sostanze nell'ambito dei materiali a contatto con gli alimenti. Sebbene l'inclusione di una sostanza nel Regolamento REACH si basi sulle sue proprietà intrinseche di pericolo (per esempio, cancerogenicità o tossicità riproduttiva), la sua autorizzazione per i materiali a contatto con gli alimenti considera anche l'uso reale, il potenziale di migrazione nel cibo e il livello di esposizione dei consumatori.

Metodologia e sostanze oggetto di studio

Il gruppo di esperti scientifici ha incrociato le sostanze presenti nella Union list (Regolamento (UE) n. 10/2011) con quelle presenti nella Candidate list dell'ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche). Da questo confronto preliminare sono state identificate 23 sostanze SVHC autorizzate per l'uso nella plastica alimentare.

  • Criteri di esclusione (fase 1): delle 23 sostanze iniziali, 16 sono state escluse da ulteriore prioritizzazione. Le motivazioni comprendevano pericoli rilevanti solo per l’ambiente o per inalazione (dunque, non pertinenti per l’esposizione orale), la presenza di divieti o restrizioni preesistenti (per esempio, il Regolamento (UE) 2019/1021, o Regolamento POP su inquinanti organici persistenti), restrizioni d’uso o limiti di migrazione specifica che garantiscono un’esposizione del consumatore nulla o trascurabile.
  • Fase di prioritizzazione (fase 2): le 7 sostanze rimanenti sono state sottoposte a un esame dettagliato, confrontando i dati tossicologici storici con dati tossicologici e regolatori più recenti, estrapolati dai database EFSA OpenFoodTox ed ECHA CHEM.

Risultati principali

Per 6 delle 7 sostanze analizzate, i dati scientifici più recenti non mettono in discussione le attuali valutazioni di sicurezza o limiti di migrazione stabiliti.

L’unica eccezione rilevata riguarda la melamina: i dati tossicologici hanno evidenziato effetti sulla tossicità riproduttiva maschile, con livelli di riferimento inferiori rispetto a quelli impiegati dall’EFSA nel 2010 per stabilire la dose giornaliera tollerabile. Per questa ragione, la melamina è stata identificata come l’unica sostanza tra quelle in esame che richiede una potenziale rivalutazione della sicurezza alimentare, con un focus iniziale orientato alla tossicità riproduttiva. Tuttavia, gli esperti dell’EFSA sottolineano che l’esigenza di una rivalutazione non implica necessariamente la presenza di un rischio immediato per la salute dei consumatori, ma evidenzia la necessità di aggiornare i limiti sulla base delle evidenze scientifiche più recenti. Inoltre, il modello di prioritizzazione sviluppato in questo studio pilota si è dimostrato uno strumento efficace e standardizzato che potrà essere adattato e applicato in futuro per valutare altre categorie di sostanze pericolose previste dalla legislazione dell’UE.

Ultimo aggiornamento: 23-09-2026 11:20
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