Lavoro. Vignali (FI): “La Regione renda noti i risultati del Programma Garanzia occupabilità lavoratori”

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La Regione renda noti i risultati del Programma Gol (Garanzia occupabilità lavoratori), con particolare riferimento ai tempi di attesa e criticità nell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Precisi, inoltre, quanti beneficiari del Programma GOL appartenenti alle categorie delle persone con disabilità siano stati presi in carico in Emilia-Romagna dall’avvio del programma, quanti abbiano completato i percorsi previsti e quanti abbiano successivamente ottenuto un’occupazione. Sono le richieste poste in un’interrogazione di Pietro Vignali (Forza Italia).

“Il Programma Gol, finanziato nell’ambito del Pnrr - ha ricordato il capogruppo - rappresenta la principale misura nazionale di politica attiva del lavoro finalizzata all’inserimento, reinserimento e riqualificazione professionale delle persone in cerca di occupazione, in particolare i portatori di disabilità. La stessa Regione Emilia-Romagna ha rilevato come siano ancora oltre 37.400 gli iscritti al collocamento mirato in cerca di lavoro, a fronte di quasi 9.800 posti riservati ancora vacanti nelle aziende. L'efficacia di tale misura dipende dalla qualità dell'orientamento iniziale e dalla presa in carico effettuata dai Centri per l'Impiego ai quali, al 31 dicembre 2025, risultavano iscritti 59.337 cittadini, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Nella risposta a una mia precedente interrogazione a riguardo, però, manca il dato relativo al tempo medio di attesa per l’inserimento lavorativo delle persone iscritte al collocamento e senza tale parametro non è possibile conoscere quanto tempo in media una persona con disabilità debba attendere tra l’iscrizione al collocamento mirato o la presa in carico nei servizi e l’effettivo inserimento lavorativo. Impossibile, inoltre, valutare l’effettiva capacità del Programma Gol”.

“Secondo alcune segnalazioni - ha evidenziato Vignali - vi sarebbe una diffusa superficialità nei colloqui di orientamento preliminari che parrebbero ridursi a meri adempimenti burocratici di ‘smistamento’, all’inserimento forzato di ultrasessantenni o stranieri con gravi barriere linguistiche in corsi d’aula teorici e obbligatori nonché a lunghi spostamenti a proprie spese da parte di cittadini in condizioni di fragilità. E poi manca un effettivo coinvolgimento delle categorie e delle organizzazioni datoriali del territorio, senza il quale la pianificazione dei percorsi formativi risulterebbe scollegata dalle reali richieste del mercato occupazionale. Occorre che la Regione accerti queste criticità e intervenga per risolverle”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 23-09-2026, 16:24

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