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“La Regione faccia chiarezza sui percorsi di promozione della legalità, di cittadinanza responsabile e, in particolare, di rigenerazione e riuso sociale dei beni immobili confiscati alle organizzazioni mafiose”.
La richiesta arriva, con un’interrogazione, da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia).
“Solo ieri – spiega la consigliera – il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Legalità Elena Mazzoni hanno presentato il nuovo piano regionale di contrasto alla criminalità organizzata e contestualmente è stato annunciato il finanziamento di 37 progetti sulla legalità distribuiti sull'intero territorio emiliano-romagnolo, a fronte di un investimento economico complessivo quantificato in 2 milioni di euro (di cui 1,2 milioni di euro direttamente allocati mediante risorse proprie dell’ente regionale): all’incontro lo stesso presidente ha affermato, cosa grave, che la criminalità organizzata rappresenta un fenomeno radicato e presente da tempo all’interno del tessuto economico e sociale dell’Emilia-Romagna”.
Per Evangelisti le parole di de Pascale sono "affermazioni che non possono essere derubricate a mera constatazione sociologica, serve invece un immediato, rigoroso e trasparente esame dello stato della sicurezza pubblica, dei controlli amministrativi e dell’efficacia delle politiche regionali sinora attuate: il riutilizzo a fini sociali dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata rappresenta indubbiamente un valore simbolico e materiale prioritario per la comunità, ma la sua concreta realizzazione non è così agevole”.
Evangelisti vuole quindi conoscere dall’esecutivo regionale i contenuti dei 37 progetti, la loro collocazione geografica, i criteri adottati per la selezione dei soggetti attuatori e il tipo di verifiche che verranno attuate in corso d’opera, anche rispetto all’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate. La capogruppo chiede, poi, rispetto alle affermazioni di de Pascale, se la Giunta intenda potenziare i protocolli di legalità, intensificando i controlli amministrativi straordinari, lo screening sulle white list e i presidi di vigilanza rivolti a contrastare i fenomeni specifici dell’usura, del caporalato e delle infiltrazioni criminali nell’economia legale della regione.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 23-09-2026, 13:07